Vera Fotografia, la mostra di Gianni Berengo Gardin

gianni berengo gardin
Vera Fotografia - Reportage, immagini, incontri è la mostra fotografica di Gianni Berengo Gardin, in esposizione presso il Palazzo delle Esposizioni fino al 28 Agosto 2016.

Roma, Palazzo delle Esposizioni, 18 Maggio 2016

gianni berengo gardin
© Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Foto grafia

Fino al 28 Agosto 2016 il Palazzo delle Esposizioni ospita la mostra fotografica di Gianni Berengo Gardin, a cura di Alessandra Mammì ed Alessandra Mauro, promossa da Roma Capitale e prodotta ed organizzata da Azienda Speciale Palaexpo, in collaborazione con Contrasto e Fondazione Forma per la Fotografia.

Vera Fotografia“, titolo ripreso dalla sua scelta di timbrare il retro di ogni sua fotografia, racchiude numerosi scatti fotograftici, realizzati in 50 anni di carriera, osservando e raccontando la nostra Italia, attraverso le ottiche delle macchine analogiche a lui più care, quali Leica, Contax, Nikon ed Hasselblad. Macchine che il fotografo conserva ed usa tutt’ora, nonostante l’arrivo del digitale.

Le fotografie di Gardin sono fotografie rigorosamente in bianco e nero, “vere fotografie” realizzate senza l’ausilio di fotoritocchi, poichè la sua fotografia da reportage non fa altro che raccontare la realtà, così com’è. Bella, triste, amara, curiosa, intrigante, viva.

Il percorso espositivo è diviso in diverse sezione tematiche, che si intrecciano l’una con l’altra. Le sezioni sono Venezia, Milano, Il Mondo del Lavoro, Manicomi, Zingari, La Protesta, Il Racconto dell’Italia, Ritratti, Figure in primo piano, La casa e il mondo ed infine Dai paesaggi alle Grandi Navi.

Queste ultime raffigurano le grandi navi da crociera che solcano i canali di Venezia, “irrompendo” tra i palazzi antichi caratteristici della città; un tema che fa ancora discutere oggi.

I temi più ricorrenti e presenti nelle fotografie di Gianni Berengo Gardin sono il lavoro, la condizione femminile e l’evoluzione dei costumi e delle abitudini del popolo italiano; numerose sono le fotografie che ritraggono gli zingari (ai quali ha dedicato diversi libri, vivendo con loro durante la realizzazione dei suoi reportage, assimilando così la loro cultura), ma anche fotografie che raccontano inoltre i manicomi e le condizioni dei pazienti al loro interno. Fotografie che raccontano le bellezze dei paesaggi italiani, ma anche situazioni che fanno riflettere. Fotografie legate al mondo del lavoro, raccontando la vita dei lavoratori.

Gianni Berengo Gardin è un attento osservatore della storia italiana, raccontando attraverso le sue fotografie, gli avvenimenti più importanti del nostro paese, tra cultura e costume, tra proteste ed evoluzioni socio-culturali, dei quali gli italiani sono stati protagonisti negli ultimi 50 anni.

Con la mostra è stato realizzato anche un catalogo nel quale sono presenti commenti di amici, ma anche di “semplici” estimatori del fotografo, come Marco Bellocchio, Alina Marazzi, Franco Maresco, Carlo Verdone, Stefano Boeri, Renzo Piano, Vittorio Gregoretti, Mimmo Paladino, Alfredo Pirri, Jannis Kounellis e Lea Vergine.

A completare il percorso espositivo vi sono anche delle teche ove sono riposti alcuni dei libri realizzati durante il corso della sua carriera.

Gianni Berengo Gardin è nato a Santa Maria Ligure nel 1930. Quando si è trasferito a Milano si è dedicato alla fotografia di reportage, all’indagine sociale e alla documentazione di architettura e alla descrizione ambientale.

Nel 1979 ha iniziato la collaborazione con Renzo Piano, per il quale documenta le fasi dei suoi progetti architettonici. Nel 1995 ha vinto il Leica Oskar Barnack Award. Ha pubblicato oltre 250 libri e realizzato oltre 200 mostre. Tra i suoi ultimi libri vi sono Il libro dei libri, Manicomi e Venezia e le Grandi Navi.

L’intera produzione ed archivio di Gianni Berengo Gardin sono gestiti da Fondazione Forma per la Fotografia di Milano.

Written By

Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *