SIGNORINA ELSE

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Per la Rassegna di Puro Teatro curata da Angela Antonini, un adattamento del testo di Schnitzler magnetico e incline al Perturbante

SignorinaRoma, Teatro Cantiere, Domenica 29 Maggio 2016
dall‘omonima novella di Arthur Schnitzler
primo attraversamento
con: Meri Bracalente e Giuliano Bruscantini
scenografia: Frediano Brandetti
regia: Andrea Fazzini
di: Teatro Rebis

RASSEGNA DI PURO TEATRO
a cura di: Angela Antonini

Signorina 2INTRO: ‘Signorina Else’ è una lettura scenica del testo di Arthur Schnitzler, uno dei primi autori ad occuparsi in maniera così ‘endoscopica’ e viscerale del tema della violenza sulle donne – una violenza sottile, una violenza di ‘costume’, strisciante, che vede protagonista un’adolescente. L’attrice Meri Bracalente darà voce alle fragilità, alla trasparenza trafitta di una giovane donna vittima di un gioco adulto che con superficialità e cinismo ne spegne la grazia. Il cantante Giuliano Bruscantini, con una tessitura vocale spezzata e minimale, farà da contrappunto ipnotico al precipitare degli eventi. La materialità visionaria di Frediano Brandetti collocherà nello spazio l’ingigantirsi delle soglie attraversate da Else

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In scena la protagonista Meri Bracalente

Insolito ritrovarsi a teatro la domenica sera e non di pomeriggio, come la tradizione vuole. Ma questa singolare esperienza ci ha permesso, tra le altre cose, di esplorare per la prima volta uno spazio presente da anni a Trastevere, ma al cui interno, nonostante la curiosità suscitata da ragazzi africani coi bonghi e da altra varia umanità notata talora al suo ingresso, non avevamo avuto ancora occasione di entrare. Una specie di “cantiere” aperto a differenti percorsi artistici. Del resto si chiama proprio così, Teatro Cantiere, il luogo che ci ha calorosamente accolto con un aperitivo di benvenuto, prima che andasse in scena Signorina Else, lo spettacolo che aveva attratto la nostra attenzione. Prima di parlarne nello specifico, però, occorre spendere due parole sulla cornice in cui tutto ciò è accaduto: dal 27 al 29 maggio il Teatro Cantiere ha infatti ospitato una tranche della Rassegna di Puro Teatro che Angela Antonini, preparatissima attrice già vista in azione sul palco, va lì proponendo. Non solo questa particolarissima interpretazione dell’opera di Schnitzler, quindi, ma anche altri eventi o laboratori teatrali si sono succeduti, nel corso delle tre intense giornate, venendo così a comporre un mosaico assai interessante per chi ama il teatro di ricerca.

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Il regista Andrea Fazzini

Ma torniamo pure al motivo della nostra visita, ovvero La signorina Else di Arthur Schnitzler. Mettere in scena la novella pubblicata nel 1924 dal grande scrittore mitteleuropeo, testo fondato peraltro sul protrarsi di un sofferto monologo interiore, ha rappresentato una scommessa non da poco, se si considera poi che lo spettacolo assume qui forma di lettura. E in ambito teatrale si sa che le letture sceniche possono ispirare diffidenza. Ma come ha dimostrato di recente l’ammirevole operazione compiuta da Al Pacino a cavallo tra linguaggio letterario, linguaggio teatrale e linguaggio cinematografico, ossia quel Wilde Salome proiettato da poco anche sugli schermi italiani, la lettura in sala ha le potenzialità per garantire approcci al testo estremamente creativi, capaci quindi di sorprendere scavando in profondità nella natura dei personaggi. Ed è questo il caso dello “studio” messo a punto da Teatro Rebis prima nelle Marche e poi in questa trasferta romana.

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Giuliano Bruscantini

Signorina Else, adattamento affidato alla puntuale regia di Andrea Fazzini, si giova anche di collaborazioni artistiche affinate in tempi brevi, ma con una resa molto forte sul palco. La voce ben modulata di Meri Brancalente è guida oltremodo ispirata ai pensieri e agli stati d’animo della protagonista, la cui fragilità si espone così senza filtri alla vista e – soprattutto – all’orecchio dello spettatore. Sono però i vocalismi attraverso i quali Giuliano Bruscantini, raffinato musicista coinvolto nello spettacolo, si rapporta al racconto delle esperienze di Else fungendo quasi da eco, da spiazzante e umorale sottolineatura emotiva, quel “quid” che fa acquisire alla rappresentazione una diversa e più profonda ricerca del Signorina5Perturbante, elemento così radicato nella scrittura di Schnitzler. Una scrittura che ci appare talmente moderna, talmente vicina a turbamenti riscontrabili ancora oggi, nonostante abbia quale riferimento immediato parametri della borghesia austro-tedesca dell’epoca evidenziati sia a livello esistenziale, che sociologico. Tutte queste tensioni non sono affidate solamente alle voci, al sovrapporsi/alternarsi di differenti sonorità, ma prendono forma fisica nello spazio grazie anche all’attraversamento di una struttura, le “soglie” ideate dallo scenografo Frediano Brandetti, la cui impostazione verticale richiama quasi vertigini espressioniste. Codesto incastro di diverse intuizioni e visioni artistiche ha reso perciò più piacevole fermarsi a bere un bicchiere di vino, assieme ai componenti della compagnia e a quegli spettatori rimasti maggiormente coinvolti dallo spettacolo, in modo da approfondire con loro la genesi dello stesso. Un’altra stimolante possibilità, questa, offerta dall’originale formula scelta per tali serate.

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