LO SPETTACOLO DI AMIRA BON BON E LA SUA BANDA

Una sorprendente commistione tra burlesque, danza del ventre e umorismo

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Roma, Teatro delle Emozioni, 12 giugno 2016

Con Amira Bon Bon, Zahira, Shakti Ayda, Lady Diamond, Pink Sugar, Sweet Melody, Pepper Chocolate, Scarlet Ginger, Iris Blond, Spicy Cookie, Jasmine, Sophie Sapphire, Ann da Loose, i Bon Bon Boys (Pierluigi, Marco, Marcello e Davide), presentatore Otto Passerotto (Alessandro)

Foto Marco D’Amico

 

Amira Bon Bon è un’insegnante di danza del ventre e burlesque che da svariati anni imperversa a Roma, crescendo e perfezionando innanzitutto se stessa, e poi le allieve che di anno in anno si aggregano ai suoi gruppi.

SUL PALCO aveva già con piacere seguito la prima edizione, nel giugno 2015, e non poteva mancare a questa seconda uscita perchè si preannunciava troppo interessante per non essere visionata: stavolta la commistione tra i generi si spinge ancora più oltre.IMG-20160626-WA0003

Infatti, alla danza del ventre e al burlesque, due generi così uguali e così diversi insieme come tra poco andrò a spiegare, si aggiunge quest’anno un terzo elemento di contaminazione: l’umorismo di un conduttore, Alessandro Otto Passerotto, convocato proprio per le interferenze comiche che può offrire allo spettacolo, per evitare che questo, per quanto interessante, si riduca ad essere una semplice sequenza di numeri individuali o collettivi.

L’entrata in scena è classica ma efficacissima: il presentatore seguito dagli altri maschietti e poi dalle bellezze femminili protagoniste dello spettacolo fanno il loro ingresso dal fondo della sala, distribuendo rose e sorrisi, e così tutto il cast si presenta subito.

Altrettanto velocemente tutti scompaiono dietro le quinte e parte una sorta di sigla, un mix tra danza orientale e tango, ribattezzato appunto tango orientale, eseguita con notevole sensualità da Amira, Zahira e Shakti Ayda, naturalmente in una performance a forti tinte rosse e nere.IMG-20160626-WA0007

Poi, dopo un breve preambolo ad introduzione della serata, dedicata da tutto il gruppo alle donne vittime di violenza, Amira e le sue Bon Bon Girls si lanciano in un omaggio al burlesque sulle note di Welcome to Burlesque, brano cantato da Cher proprio per la colonna sonora del film Burlesque del 2011, interpretato dalla stessa Cher e da Christina Aguilera. Qui già i costumi si fanno più sofisticati, costumi per lo più realizzati dalle artiste stesse, con largo consumo di piume, lustrini, paillettes, reggicalze e tanti, tanti piccoli dettagli che nell’insieme rendono il risultato eccezionale.IMG-20160626-WA0002

Le protagoniste si alternano con naturalezza, intervallate dai meritati applausi e dalle facezie del presentatore, e comunque trovo cosa buona e giusta ricordarle una per una.

Dopo il tributo al burlesque si torna dunque al mondo arabo con la sinuosa Zahira, in un numero in cui le vibrazioni del corpo e della musica si completano reciprocamente e meravigliosamente.

Poi è la volta di Lady Diamond, che riesce nell’impresa di trasformarsi da un’annoiata segretaria intenta al lavoro d’ufficio in un vulcano di sensualità. Basta la musica giusta!

All’improvviso delle urla, c’è un omicidio! Niente paura, le indagini vengono condotte da un investigatore molto speciale, Pink Sugar, che con le sue provocazioni riesce in un’altra impresa, quella di rianimare la vittima…

Poi l’ambiente si sposta verso casa, dove un’altra donna annoiata, stavolta una casalinga, Sweet Melody, fomentata dalla musica rivela lentamente una grandissima femminilità, dominata dal colore rosso.

Il ritmo aumenta ulteriormente nell’esibizione di Pepper Chocolate, molto ironica, a tratti anche frivola senza però perdere assolutamente nulla in sensualità.

Con Scarlet Ginger, invece, ci spostiamo nei ranch del Texas, nel polverone del deserto, per un’esibizione dalle derivazioni country ma comunque ad alta velocità e dalla sensualità dirompente.

A chiudere la prima parte Amira Bon Bon in persona, una donna-gatto completamente nera, dall’aspetto inizialmente quasi cattiva, ma che poi pian piano mostra che si tratta solo di un desiderio di libertà, e si scatena anche scendendo in platea a “graffiare” i malcapitati di turno, allagandoli di femminilità.

Dopo una breve pausa rieccole, Shakti Ayda e Zahira, in una coloratissima esibizione in stile balady, un pezzo popolare arabo dal titolo Shik shak shok caratterizzato da movimenti molto decisi ma non per questo meno sensuali.

Poi è il momento di Iris Blond, ovvero la trasformazione degli angeli, da nero a bianco… con tutto quel che ne consegue in termini di capacità di seduzione.

L’amore tormentato è il leit motive di Spicy Cookie, che entra in scena sulle note di Fever di Peggie Lee e a poco a poco mostra un ammaliante sorriso e indossa un irresistibile azzurro.

Si torna in Oriente con Amira, Jasmine, Shakti Ayda e Zahira, in un classico numero di bacino che poi prende ritmo e dà adrenalina e visione d’insieme, anche grazie al gioco di alcune sfere luminose.IMG-20160626-WA0006

E’ il momento poi di Sophie Sapphire, quasi due metri di bellezza pura, che alterna sguardi dolcissimi a momenti più aggressivi con la musica di Skyfall.

Ann da Loose, invece, ci riporta agli anni ’20, e con l’ausilio di un paravento gioca a togliere e mettere, regalando espressioni languide e al tempo stesso un pò timide, perfettamente in tema.

Di nuovo in Oriente con Shakti Ayda, stavolta alle prese con la tabla, un genere sempre orientale ma dai ritmi molto più spediti, adatti a far volare i suoi riccioli.

Di tutte queste ragazze impressiona la voglia di far bene, la costanza di cucirsi i costumi, la perseveranza nelle prove, e comunque il messaggio sembra pienamente arrivato: danza del ventre e burlesque hanno senz’altro in comune una sensualità che non scivola mai in volgarità, un desiderio di provocazione “gentile”, che incanta senza imbarazzi. Questo ferme restando le differenze di ritmi, di colori, di musiche, di interpretazione.

Ecco, l’interpretazione: queste ragazze si comportano da attrici consumate, sorridono, ammiccano, si muovono, sono a loro agio sul palco, non si limitano alla buona esecuzione del numero da un punto di vista “scolastico”. Onore e merito dunque dell’insegnante Amira Bon Bon che evidentemente, oltre che ad insegnare, è abile nel motivare queste ragazze e a renderle parte di un gruppo. La dedica finale che riceve da loro lo certifica pubblicamente.IMG-20160626-WA0005

Oltre alle piccole gag proposte dal presentatore, c’è tempo e modo anche per una sorpresa finale: i quattro “assistenti di scena” che per tutta la serata si sono tanto prodigati nell’allestimento delle singole scene, trasportando arredi e oggetti di scena, diventano come d’incanto i Bon Bon Boys nell’interpretazione dei detenuti di Full Monty, con tanto di tentativo di evasione, miseramente fallito. Pierluigi, Marco, Marcello e Davide, oltre ad appagare il numeroso pubblico femminile presente con degli invidiabili fisici, riescono a farsi voler bene anche in pochi minuti, sono la scheggia impazzita dello spettacolo, una ciliegina sulla torta che tutti gradiscono, anche i maschietti presenti in sala. Così è stata riempita anche la casella “burlesque maschile”…IMG-20160626-WA0004

Alla fine due ore e mezzo di spettacolo volate in un attimo!

Tenetela d’occhio, Amira Bon Bon e tutta la sua banda, seguitela nelle sue future uscite, che c’è da divertirsi davvero!IMG-20160626-WA0008

 

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