Molto rumore per Facebook

Maurizio Canforini, autore del libro, ci parla di questa storia d’amore, odio ed equivoci tra Shakespeare e i Social network

Maurizio3Titolo: Molto rumore per Facebook
Autore: Maurizio Canforini
Copertina: Bel-Ami Edizioni
Genere: Narrativa contemporanea
Collana: Viaggi e miraggi
Introduzione: Annalisa Bucchieri
Pagine: 92
Formato: 13,5×21
Legatura: brossura
Pubblicazione: dicembre 2015
Pagina web: http://www.baedizioni.it/prodotto/molto-rumore-per-facebook-di-maurizio-canforini/

Trama: Lui che ama lei che ama lui e viceversa. Solo che non lo vogliono ammettere. Protagonisti che si amano, si odiano, si attraggono e respingono all’epoca dei social network: questo il punto centrale dell’ironico romanzo di Maurizio Canforini, che si dipana con umorismo e ritmo serrato tra Roma e Anacapri. Molto rumore per Facebook vuole essere la trasposizione in chiave moderna e in forma narrativa del Molto rumore per nulla shakespeariano. Una rivisitazione che non risulta né manieristica né forzata ma introduce a riflettere sulla necessità sempre più urgente di una nuova educazione sentimentale digitale.

Maurizio5Sono passati ormai diversi mesi dalla vivace presentazione di Molto rumore per Facebook, avvenuta a marzo presso l’Enoteca Letteraria di Via delle Quattro Fontane. Tanto l’amore nei confronti della straordinaria scenografia rappresentata dall’Urbe, per l’appunto, che quello indirizzato invece verso Shakespeare e le sue opere, erano emersi come in altre occasioni dalle parole dell’autore, Maurizio Canforini, già seguito più di una volta a teatro. Stimolato sia dai commenti del moderatore Armando Rotondi, sia dagli interventi del pubblico, questo brillante scrittore nonché autore teatrale nonché interprete dei propri spettacoli aveva saputo invogliarci alla lettura del breve romanzo, complice forse il calice di buon vino rosso da noi scelto per accompagnare la presentazione.
Fatto sta che ci siamo poi immersi nella lettura di un testo rapido ma decisamente arguto, capace di riesumare l’eredità di un classico della letteratura mondiale rapportandone ironicamente lo spirito alla società odierna, così condizionata dalla comunicazione sui social, con assoluta piacevolezza. L’autore, in seguito, lo avevamo perso di vista per un po’: troppo impegnato lui nelle repliche di vari spettacoli teatrali, noialtri in qualche nuova avventura critica o da semplici lettori e spettatori. Ma lo abbiamo riacchiappato nel bel mezzo dell’estate, ancora in tempo per farci raccontare qualcosa di più su questo curioso esperimento letterario…

Facciamo un piccolo passo indietro, Maurizio. T’abbiamo conosciuto prima per certi brillanti spettacoli teatrali, ma sappiamo anche che Molto rumore per Facebook non è il tuo primo libro, anzi, ne hai già pubblicati diversi. Cosa puoi dirci dei precedenti?

maurizio4Ad eccezione del mio libro d’esordio, Avrei voluto essere, tutti gli altri hanno avuto come protagonista Roma, la città dove vivo e che amo. Ho scritto diverse guide letterarie, tra cui quella che preferisco è Ti porto per Roma, ed un libro di contenuto cinematografico, Un giorno a Roma con Audrey Hepburn.

Parliamo ora nello specifico di Molto rumore per Facebook: cosa ti ha mosso, nel voler rivisitare questa particolare opera di Shakespeare? Il romanzo si caratterizza poi, a nostro avviso, per una scrittura arguta e scorrevole, il che ci fa interrogare anche sul tuo approccio linguistico.

Ho deciso di riadattare in forma di romanzo, attualizzandolo, il Molto rumore per nulla di Shakespeare perché credo che, tra tutti i capolavori del Bardo, sia quello che ha risentito meno dei secoli passati. Mutatis Mutandis, siamo un po’ tutti Benedetto e Beatrice.
L’adattamento in forma di romanzo ambientato nella contemporaneità mi ha costretto a modificare il linguaggio dei protagonisti, facendolo virare verso il versante della colloquialità. Anche se mi sono preso il lusso di lasciare alcune battute identiche a quelle del testo teatrale visto che funzionavano benissimo.

Maurizio2Il tuo amore per Shakespeare trapela anche da precedenti spettacoli teatrali, per cui potremmo anche approfittare dell’uscita del libro per ricordarli. Cosa ci dici a riguardo?

Ho scritto e messo in scena uno spettacolo teatrale dedicato a Shakespeare, Non è con gli occhi che Amore guarda, in cui si racconta una storia d’amore tra un Lui e una Lei attraverso i sonetti e pezzi di opere scespiriane. E’ stato davvero emozionante, è come per un musicista suonare Mozart.

Cosa ti piace o magari non ti convince, invece, delle più note rivisitazioni di Shakespeare in cui ti sei imbattuto al cinema e a teatro?

Mi piace Shakespeare, la cui potenza linguistica spesso riesce a irrompere anche durante rivisitazioni a dir poco contestabili. In genere amo poco gli approcci “originali” ai testi scespiriani. A meno che a farli non sia Kenneth Branagh….

Maurizio7Tornando al libro, un’altra cosa che colpisce è l’asciutta ma efficace descrizione dei luoghi, siano essi legati all’ambientazione teatrale romana, sia che compaia la suggestiva Anacapri, che occupa poi la parte più consistente del racconto. Cosa puoi dirci relativamente a questa vivacità?

Ho scelto Anacapri, e non la più mondana Capri, come ambientazione principale della vicenda, perché la ritengo perfetta per rispettare le caratteristiche di “non luogo” che ha Messina nel testo teatrale. Le descrizioni dei luoghi capresi è volutamente sfumata proprio per accentuare questa caratteristica.
Invece, la Roma che compare nel prologo è quella che amo di più, bar Sant’Eustachio compreso.

Maurizio6Infine un rapido flash, da parte tua, sulla presentazione del libro moderata da Armando Rotondi cui abbiamo assistito a Roma, in Via Quattro Fontane. Da parte nostra la ricordiamo piacevolmente, anche per via del buon vino…

Come ogni presentazione è stata per me un grande piacere. Mi piace confrontarmi dal vivo con i miei lettori, mi sembra la naturale prosecuzione della mia esperienza teatrale.

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