I GRANDI GIALLI DEL CALCIO

Dodici misteri intorno al mondo del pallone

FRANCESCO CENITI – I GRANDI GIALLI DEL CALCIO – RCS MEDIAGROUP – I grandi volumi della Gazzetta dello Sport – 2016g840560001

Pagine 180 b/n cm 19 x 12

Illustrazioni Roberto Rinaldi

 

Non pensiate che l’editore stia rinnegando il suo credo di cinque anni e mezzo di pubblicazioni: lo sport era e resta argomento escluso dalle trattazioni di SUL PALCO.

Ma come andrò a spiegare, altri motivi mi hanno spinto a leggere con interesse, e dunque a recensire, questo volume pubblicato dalla Gazzetta dello Sport.

Sembra incredibile che il mondo del calcio, con la popolarità che ha nel nostro paese da almeno mezzo secolo, sia così abile a dimenticare, e soprattutto a FAR dimenticare, complice l’informazione nazionale sempre più controllata, drammi delle dimensioni raccontate in queste pagine. Deve essere sempre sulla bocca di tutti, il calcio, soprattutto se bisogna svoltare tre ore di trasmissione televisiva per affermare se un rigore c’è oppure no, tranne però quando il gioco si fa pesante davvero; in quel caso scatta la corsa verso il dimenticatoio.

C’è un pò di tutto: sospetti di doping pesante, gelosie, collusioni mafiose, calcio-scommesse, giocatori venduti, arbitri corrotti fin dagli anni ’20, il famoso campionato revocato al Torino nelle aule dei tribunali, forse anche qualche vero incidente casuale, ma tutto avvolto dal mistero, in alcuni di questi casi da un silenzio assoluto imposto da qualcosa o qualcuno troppo in alto.

Vado ad elencare i dodici casi esaminati, seppur brevemente e senza pretese “legali”:

  1. Il famoso scudetto revocato al Torino, una squallida storia di tentata (non si è riuscito a ricostruire seriamente se riuscita) corruzione, un giro di soldi tra un giocatore, un giornalista, un presidente e un giudice forse eccessivamente tifoso;
  2. L’incidente del 1967, quello si, assolutamente fortuito, con cui Attilio Romero, qualche anno fa presidente del Torino Calcio e al tempo fervente tifoso granata, trita letteralmente sull’asfalto Gigi Meroni, l’imprendibile ala destra del Torino e della Nazionale;
  3. La lattina che nel 1971 colpisce Boninsegna, attaccante dell’Inter, durante una partita di Coppa Campioni, con susseguente uscita dal campo “stordito” per ottenere la vittoria a tavolino, con i tifosi avversari a cantare “Italiani commedianti”, tesi a mezza bocca ammessa da Sandro Mazzola, naturalmente moltissimi anni dopo;
  4. La morte improvvisa negli spogliatoi di Cagliari di Giuliano Taccola, promettente attaccante della Roma, avvenuta nel 1969, dopo la quale solo per qualche giorno emergono documenti a sollevare molti dubbi sulla salute e sull’idoneità agonistica del giocatore, poi messi a tacere per sempre dalle telefonate di un paio di onorevoli;
  5. L’assurda morte di Luciano Re Cecconi, ucciso nel 1977 da un gioielliere già snervato da qualche rapina nei mesi precedenti; si è fatta passare di prepotenza la tesi dello scherzo finito in tragedia, ma i dubbi restano;
  6. Sempre nel 1977 ma qualche mese dopo Renato Curi, centrocampista del Perugia, barcolla e muore sul campo di calcio; aritmie al cuore tenute nascoste per circa 4 anni;
  7. A inizio 1978 Erasmo Iacovone, bomber del Taranto che per la prima volta nella sua storia è in odore di serie A, viene travolto a notte fonda dall’auto di un ladruncolo in fuga dalla Polizia a fari spenti;
  8. L’incendio del 1981 a San Benedetto del Tronto, che divampa in tutta la curva e che costa la vita a due ragazze e parecchie ustioni gravi ad una sessantina di persone; le misure di sicurezza? Le forze dell’Ordine? Strano, anche stavolta nessun colpevole individuato dallo Stato Italiano;
  9. Bruno Beatrice, centrocampista della Fiorentina negli anni ’70, che nel 1987 muore a soli 39 anni, e chissà che quel centinaio di sedute di tre ore ciascuna sotto i raggi X abbiano dato un contributo alla leucemia successivamente contratta…
  10. Donato Bergamini, attaccante del Cosenza, travolto nel 1989 da un camion in autostrada in piena notte; il corpo viene ritrovato quasi intatto ma il caso è frettolosamente archiviato come suicidio…
  11. La figuraccia del Milan nel 1991 per il famoso riflettore spento di Marsiglia a pochi minuti dalla fine di una partita di Coppa e dall’eliminazione; come avvenuto con l’Inter molti anni prima, si mira alla vittoria d’ufficio, che non arriva. Resta invece la figura barbina in mondovisione e il mistero sulle responsabilità della decisione dell’abbandono del campo tra capitano (Baresi), presidente (Berlusconi) e amministratore delegato (Galliani);
  12. La morte violenta di Guido Gratton, regista della Fiorentina campione d’Italia nel 1956, inflittagli nel 1996 da ignoti e per motivi ignoti all’interno del circolo di tennis che gestiva sulle rive dell’Arno. Qui il mistero è particolarmente fitto sui motivi, coi carnefici che infieriscono sulla vittima con colpi violenti. Muore dopo 10 giorni di coma.

Potrei aggiungere altri casi, più vicini ai giorni nostri, per un ipotetico volume 2, li riporto in ordine sparso, come mi si affacciano nella mente:

– l’ombra del doping sollevata nel 1997 da Zdenek Zeman, allenatore della Roma, con susseguenti condanne, ricorsi, vittorie e appelli del Prof. Agricola, medico sociale della Juventus;

– l’omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri da parte di un poliziotto in un autogrill nel 2006;

– quello del questore Raciti nel 2007 nei pressi dello stadio di Catania;

– il suicidio di Agostino Di Bartolomei, bandiera di Roma e Milan, nel 1994;

– per non dire dell’occasione perduta con Calciopoli del 2006: come al solito due/tre giorni di indignazione generale e di titoli bollenti, poi la lenta restaurazione. Dopo sei mesi poco ci manca che a Luciano Moggi, dirigente della Juventus condannato per associazione mafiosa e per una certa quantità di reati, chiedano perfino scusa…

Insomma in molti casi il destino è davvero il più fantasioso sceneggiatore delle umane vicende, alcune delle quali mostrano che l’applicazione di quella bellissima frase riportata in tutte le aule dei tribunali è ancora troppo, troppo lontana.

La realtà supera qualsiasi fantasia!

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