Intervista alla band Palkoscenico al Neon

palkoscenico al neon
In più di 10 anni di vita i Palkosceniko al Neon realizzano più di trecento live, partecipando a festival piu' e meno grandi, come ad esempio Renoize, Resistenza elettrica a Torino, Monterocktondo, Vicostock, Vudstock in Sabina, Festival delle culture antifasciste a Bologna, Xeno Festival, Nolebol Fest, Pecora Nera Festival e Daviday. I Palkoscenico al Neon inoltre hanno avuto modo di aprire i concerti di artisti come Uk Subs, Il teatro degli orrori, Punkreas, Yo yo mundi, Tre allegri ragazzi morti, The real McKenzies, Umberto Palazzo e il santo niente, Remo remotti, Dogs (Raw power+Derozer), Ardecore, Assalti Frontali, Luminal, Surgery, Il Muro Del Canto, Gronge, Fuzz Orchestra e molti altri. I Palkoscenico al Neon sono Stefano Tarquini, Emanuele Salvatori, Daniele Antolini, Enrico Puliti e Federico Cinquegrana.

palkoscenico al neon Avete superato il decimo anno di attività. Non tutte le band, specialmente quelle indipendenti, riescono a raggiungere questo traguardo. O se lo raggiungono, lo fanno dopo un cammino piuttosto difficile e complicato.
Tirando le somme di questo percorso musicale, siete soddisfatti?
Siamo tutti e cinque abbastanza  soddisfatti di “Radice di due”, molto di come suona, un po’ meno del suo parto che comincia almeno tre anni fà, caratterizzato da molti cambi di line up che ci hanno fatto perdere tempo prezioso.

Direi che la nostra soddisfazione sta nell’avere voglia di continuare a suonare e crescere musicalmente nonostante siamo ancora nell’underground.

Ad oggi –afferma Stefano Tarquini– vedo i Palkosceniko al Neon come il mezzo che mi ha permesso di conoscere centinaia di persone, diventate successivamente amici, senza del quale mai avrei conosciuto, in giro per l’Italia e oltre.

Radice di due” è il vostro ultimo lavoro discografico. Come nasce questo lavoro?
Come ho già affermato precedentemente, il concepimento di “Radice di due” è molto lontano nel tempo e le motivazioni da quel giorno ad oggi sono cambiate, sono per ognuno diverse.

L’idea iniziale infatti era parlare solo della famiglia. Avevamo fatto nei dischi precedenti, ovvero in “Disordine Nuovo” e “Lucas”, un percorso dalla società all’io.

Per questo ci sembrava giusto andare avanti analizzando il passo successivo, quello dei legami a tutti gli effetti. Annessi e connessi.

Qual è il brano più significativo di questo album che pensiate possa racchiudere il vostro essere?
E’ sicuramente “Un passo falso”.

La canzone che racchiude dentro di sé quello stimolo che bisogna avere sempre, sia nella musica che nella vita. Inoltre è la canzone che abbiamo dedicato a Davide Caroccia, cantante dei Dorothy, che ci ha lasciato l’anno scorso.

Citando “Radice di due è forte ma anche estremamente fragile, sente vicina la fine di tutto.
Quali sono le fragilità ed i punti di forza che possono migliorare dunque la vita delle persone?
Ognuno fondamentalmente trovi le sue motivazioni ed i suoi input.

Per la maggior parte delle persone si racchiudono nel potere, nel fare soldi. Per alcuni nella pienezza, intendo per chi è religioso.

In questo preciso momento storico, forse l’unione è l’unica salvezza per il mondo?
Questa è una domanda a cui non so rispondere.

palkoscenico al neonL’idea per salvare il mondo è proprio troppo grande per me.

Quali sono i primissimi appuntamenti live per poter ascoltare le vostre canzoni?
Presenteremo “Radice di due” il 15 ottobre presso il locale Dissesto.

Intanto dal 10 di settembre è attivo lo streaming online dei Palkoscenico al Neon.

Quali invece i prossimi passi che seguirete per promuovere il disco?
Abbiamo già una decina di passaggi radiofonici e interviste da fare.

Inoltra suonare tantissimo, come abbiamo sempre fatto.

Ora sarete concentratissimi su questo lavoro ma, vi sono altri progetti ai quali state lavorando?
Al momento, Daniele Antolini è impegnato anche come bassista nella band degli “Otus”.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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