Berretto a sonagli.

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E' andata in scena a Campobasso la commedia in due atti di Pirandello: Berretto a sonagli. Una commedia amara dove il peso dell'apparire è più grave di tutto il resto.

Scene Keiko Shiraishi / Costumi Cristina Da Rold musiche Mario Incudine / luci Nevio Cavina regia di Sebastiano Lo Monaco Sicilia Teatro in collaborazione con Festival La Versiliana di Pietrasanta e del Teatro Luigi Pirandello – Agrigento

Ciampa – Sebastiano Lo Monaco

Beatrice Fiorica – Maria Rosaria Carli

La Saracena – Clelia Piscitello

Assunta La Bella – Gianna Giachetti

Fana – Lina Bernardi

Delegato Spanò – Rosario Petix

Fifì La Bella – Claudio Mazzenga

Nina (moglie di Ciampa) – Maria Laura Caselli

  

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E’ andata in scena presso il teatro Savoia di Campobasso, la commedia in due atti di Pirandello “Il berretto a sonagli”.

Una commedia tragicomica che racchiude temi cari al Pirandello quali la vergogna, l’apparenza sociale, la difficile interpretazione della verità.

L’ambientazione è quella di un paese dell’entroterra siciliano dove si consuma un tradimento tra il Cavaliere e la moglie del suo servitore Ciampa (Sebastiano Lo Monaco). Ciampa, pur di non perdere la moglie, fa finta di niente, quando però la moglie del Cavaliere, Beatrice (Maria Rosaria Carli), imbeccata da La Saracena (Clelia Piscitello) viene a sapere di questa storia, decide di coglierli sul fatto ingegnando un piano diabolico e coinvolgendo il Delegato Spanò (Rosario Petix) facendo una denuncia affinché li colga in flagrante.

Ciampa cerca in tutti i modi di far desistere la signora Beatrice dal suo intento, ma ogni tentativo risulta invano.

Il secondo atto si apre in un contesto completamente diverso: dopo che la perquisizione nell’ufficio del Cavaliere ha portato all’arresto di quest’ultimo e di Nina. Ciò che Beatrice non sa è che il delegato Spanò, per non compromettersi con il Cavaliere, ha evitato di partecipare all’azione mandando invece sul posto un suo collega calabrese, il quale ha – con tutta probabilità – colto in flagrante la coppia adultera.

Per non mettersi contro il Cavaliere, il delegato Spanò cerca di imbrogliare le carte negando che l’arresto sia stato motivato dall’adulterio; lo spiega invece con un presunto attacco d’ira: provocato dalla perquisizione, il Cavaliere sarebbe montato su tutte le furie oltraggiando le forze dell’ordine.

Però lo scandalo è ormai nato ed è assai difficile che la gente del posto, ormai al corrente dell’arresto, possa credere veramente alla versione di Spanò.

Ciampa riesce a capovolgere la situazione in suo favore proponendo di avvalorare la tesi del delegato con uno stratagemma: bisognerà far credere a tutti che Beatrice sia pazza e che il tradimento del Cavaliere sia stato una sua montatura.bs2

L’idea di Ciampa risulta essere geniale, anche se Beatrice non approva. Messa sotto pressione da sua madre e dal fratello Fifì, Beatrice viene però indotta a convincersi che sia (per il bene di tutti) recitare il ruolo della pazza e farsi quindi ricoverare per qualche tempo in una casa di cura. Come Beatrice impara a sue spese, mostrare in faccia a tutti la nuda verità si rivela quindi assai problematico.

Attori bravissimi hanno saputo far provare emozioni quali rabbia, ilarità, vergogna e disprezzo.

La metafora del berretto a sognagli è stata egregiamente rappresentata.bs3

Pirandello ha ben descritto il tema, tutt’ora ricorrente, della superficialità e ipocrisia umana: “Siamo tutti pupi”, così come dice Ciampa, ognuno a modo suo pretende rispetto, non per quello che è, ma per quello che vorrebbe dimostrare all’esterno. Viviamo in un mondo che bada molto all’estetica. A volte, sempre come dice Ciampa, ci sputeremmo in faccia per come siamo ma, dagli altri, pretendiamo sempre rispetto!

 

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