ROSY D’ALTAVILLA

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In Rosy d’Altavilla – l’amore oltre il tempo è la passionalità delle canzoni, assieme ad un amor fou venato di profonde nostalgie, a vibrare intensamente nell’interpretazione di Carmen Di Marzo.

Roma, La Bottega degli Artisti, 13 novembre 2016

carmen2Scritto e diretto da: Paolo Vanacore
Con: Carmen Di Marzo
Musiche originali: Alessandro Panatteri
Pianoforte e direzione musicale: Alessandro Panatteri
Flauto: Angelo Colajanni
Date: 11 e 12 novembre ore 21,00 domenica 13 novembre ore 18,30

Anche in ambito teatrale ci sono incontri che sembrano segnati dal destino. Incontri che posso coinvolgere testi, persone, musiche, luoghi. Nel caso specifico è l’incontro tra uno spettacolo come Rosy d’Altavilla – l’amore oltre il tempo e la Bottega degli Artisti, spazio incantevole cui accedevamo per la prima volta, l’elemento un po’ magico che ci ha condizionato positivamente, nel recepire una performance attoriale già di suo emozionante. Entrare nella singolare saletta, solitamente prestata a eventi che spaziano dal cabaret al burlesque e alle arti circensi, fa comunque precipitare in una dimensione un po’ rétro, che crea attimi di gioioso spaesamento: qualcuno ci viene incontro con un calice di vino, ci invita a prendere posto tra divanetti, sedie e tavolini che non sfigurerebbero nel negozio di un antiquario, mentre intorno a noi fanno bella mostra di sé un telefono a gettoni, vecchi calendari, chincagliere d’ogni tipo e un pianoforte. Più in particolare, l’importanza del pianoforte verrà rivelata in seguito.

carmen3Detta quindi in breve la cornice, si passi pure allo spettacolo. Fa il suo ingresso in scena, negli abiti dimessi di un’umile operatrice scolastica (volendoci piegare anche noi agli asfittici confini di un linguaggio politicamente corretto) o più semplicemente bidella, la spontanea Rosetta, che ascoltiamo riprendere bonariamente un alunno trattenutosi troppo a lungo nei bagni, per poi solidarizzare con lui a causa di una sua storiella sentimentale; presenza sul palco che il pubblico può soltanto immaginare, quella del ragazzo, ma resa in qualche modo viva dalla voce così convinta di Carmen Di Marzo, attrice apprezzata anche in diversi ruoli cinematografici ma capace di sprigionare a teatro un’energia ancora più forte.

Rosetta a.k.a. Rosy d’Altavilla. Lavoratrice poco appariscente di un istituto scolastico, ma anche passionale cantante del cafè chantant, in un passato magari solamente sognato; come emerge da quel lungo monologo che in flasback ripercorre emozioni antiche, forse immaginate appena, vissute comunque in una atmosfera malinconica da amor fou destinato a perdersi tra le asperità della vita. Il tutto intervallato da brani musicali che rimandano, in modo empatico e genuino, alla tradizione partenopea, brani interpretati da una Carmen Di Marzo vibrante quando canta, magnetica nello sguardo allorché si comincia a vagare tra i suoi ricordi.
Il raffinato e puntuale accompagnamento musicale (con protagonisti Alessandro Panatteri, al già menzionato pianoforte e alla direzione musicale, più Fabio Angelo Colajanni al flauto) ne valorizza l’interpretazione, ma è lo struggente e così profondamente umano testo cucitole addosso da un ispirato Paolo Vanacore a consentirle quella presa sul pubblico, che continua poi ad ascoltarla rapito, partecipe. Fino a un epilogo che trascende addirittura il bipolarismo del personaggio, regalando un’ulteriore emozione.

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