Fuck Your Prof 2!

TITOLO: Fuck Your Prof 2!
TITOLO ORIGINALE: Fack ju Göhte 2!
REGIA: Bora Dağtekin
SCENEGGIATURA: Bora Dağtekin
FOTOGRAFIA: Christof Wahl
GENERE:
Commedia
CAST: Elyas M’Barek, Karoline Herfurth, Katja Riemann, Jana Pallaske
PAESE: Germania
PRODUZIONE: Costantin Film
ANNO: 2016
DURATA: 115 Min

TRAMA: La classe 10 B dell’istituto Goethe, parte per una gita in Thailandia insieme al professore Zeki Müller, il quale cerca di recuperare dei diamanti che ha nascosto in un peluche che la fidanzata (e collega) Elisabeth Schnabelstedt, ha accidentalmente donato per i bambini poveri thailandesi. Zeki e i ragazzi della 10 B saranno protagonisti di numerose e divertenti vicende.

Visto il successo al botteghino della prima edizione, era scontato provare a ripetere il colpaccio. E anche stavolta il botteghino non ha deluso le attese. Ma se già il primo episodio non poteva considerarsi un capolavoro del cinema tedesco, con questo sequel si scende decisamente più in basso. Peccato, perché al di là di qualche trovata criticabile, il primo episodio era comunque divertente e scorreva via velocemente. Con il secondo, si fa quasi il verso alle solite commedie americane. E il risultato è altamente deludente.

Il regista Bora Dağtekin richiama i protagonisti del primo episodio, Elyas M’Barek e Karoline Herfurth, oltre naturalmente a tutto il cast dell’originale. Stavolta l’ex ladro e improvvisato insegnante Zeki Müller porta la sua classe di scalmanati in gita scolastica con tappa nientemeno che nell’esotica Thailandia.

Müller ha un sacchetto di diamanti, bottino di un vecchio colpo, che ha nascosto in un peluche che però la fidanzata e professoressa Elisabet (detta Lisi) spedisce per benificienza in Thailandia. Ma il fato assiste il professore-ladro. Infatti, per volontà della direttrice della scuola, la Signora Gerster, i suoi alunni sono costretti a prendere parte a un progetto scolastico in Thailandia per rilanciare l’immagine dell’istituto Goethe a livello globale e conquistare un partner locale molto prestigioso. Il “premio” però è ambito anche dall’acerrimo nemico della Goethe, il College Schiller, il cui professor Hauke è intenzionato a mettere in crisi la carriera di Zeki.

Il sequel “Fuck You, Prof! 2” perde la genuinità che aveva l’originale, ha una costruzione più pianificata e, in qualche modo, furba. Si sceglie di uscire dalle dinamiche scolastiche per puntare sulla rivalità dei licei, sul viaggio all’estero e sui sentimenti genitori-figli. Tutto permeato dalla figura centrale del professore e dei suoi studenti. Anche se non ne ha nessuna voglia, Zeki Müller prende sempre più consapevolezza del suo ruolo d’insegnante, ovviamente nella sua modalità “sui generis“.

A livello puramente comico, il sequel funziona meno del primo episodio anche se risulta più “avventuroso”, grazie anche alla location scelta. I dialoghi risultano più sguaiati, i personaggi più “caricati” e meno realistici. Il pubblico adolescente ovviamente riderà tantissimo, ma ad un pubblico più maturo il film risulterà meno digeribile con i suoi riferimenti più “alti” schiacciati da una serie di gag e situazioni paradossali.

In fin dei conti è un peccato: perché gli ingredienti (dai buoni sentimenti alle gag divertenti) potevano anche promettere bene. Linguaggio anti-convenzionale, ragazzi disadattati, responsabilità educative e difficoltà comunicative potevano essere trattate meglio seppure nella forma leggera della commedia. Il regista è stato brava nel mettere in scena l’immaginario adolescenziale, con una estetica popolare, smart e social. Ma alla fine il tutto si riduce a una visione semplicistica della vita, dove ci sono i buoni, i cattivi e i finti cattivi che però in fondo sono buoni e che aspirano a far del bene. Così ogni personaggio si sente migliore e tutti sono felici.

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Lavora da oltre quindici anni nel campo del web e della comunicazione digitale. È un project manager e ha conseguito un Master in Politiche Sociali dopo essersi laureato all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Prima, si era diplomato come perito di elettronica e telecomunicazioni. Se questo percorso non vi sembra lineare, allora leggete anche i suoi articoli.

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