L’UNIVERSO “POTACCISTA” DI LODOVICO BELLE’

Tra i 100 pittori di Via Margutta

loc_natale_2016100 PITTORI A VIA MARGUTTA

Roma, dal 15 al 18 dicembre 2016

 

15403659_10211320774764413_7013472421173591960_oQuest’anno, tra i quadri esposti all’ultima mostra collettiva dei 100 pittori di Via Margutta (tenutasi a Roma, dal 15 al 18 dicembre, lungo l’omonima via), spiccavano alcune opere decisamente originali e stravaganti che hanno fortemente attratto l’attenzione del pubblico, riscuotendo anche un relativo successo di vendite.

Stiamo parlando dei quadri di Lodovico Bellè, che lo stesso artista ama definire “potacci” (termine che in dialetto veneto – viste le origini trevigiane del pittore – significa “scarabocchi”), fortemente caratterizzate dall’irruenza dell’impatto visivo, dalla ricerca dello stupore attraverso il trionfo dell’assurdo, del paradosso, dell’ironica ilarità e – molto spesso – della provocazione.15440445_10211333394359895_4945453547468168187_o

15540708_10211344875486916_3139656540800582949_oLa sua tecnica iconografica, vivacemente sprezzante  ed orgogliosamente antiaccademica, antepone la forte comunicazione emotiva del messaggio alla tradizionale cura formale. In questo  si presenta come una vaga rievocazione delle avanguardie storiche di inizio novecento ma rivisitate, decisamente,  in chiave del tutto personale ed originale.

15540785_10211372497577451_558756587415709967_oUno dei principali filoni tematici del “Potaccismo” di Lodovico Bellè è la sua ludicità, la sua goliardia incentrata sui giochi linguistici che intercorrono tra titoli ed opere: si tratta di riprese sin troppo letterali, oppure di stravolgimenti paradossali e burleschi, di frasi idiomatiche e modi di dire particolarmente diffusi, con lo scopo di spiazzare l’osservatore  attraverso l’effetto sorpresa o il colpo di scena.15541967_10211372629780756_7995489213254053820_n

Osservando le opere di Bellè ci rendiamo conto che il Potaccismo è esattamente l’opposto dell’edulcorazione accademica; al contrario è irruenza vitalistica e violenta, in cui i colori sono sempre accesi e i soggetti fanno irruzione in modo beffardo ed aggressivo per denunciare ironicamente la spersonalizzazione e l’appiattimento omologativo che rischia di far sparire ogni forma di individualità personale nella società contemporanea. Spesso l’artista dipinge su supporti con forme molto diverse dalla consueta “rettangolarità” della tela  e sperimenta varie dinamiche del rapporto “primo piano-sfondo” e “astratto-figurativo”. In alcuni casi questo rapporto arriva quasi all’abbattimento delle classiche barriere tra i due termini tradizionalmente contrapposti.

15578945_10211356161089049_5326551944890903886_nRingraziando il Presidente dell’Associazione dei 100 pittori di Via Margutta, Alberto Vespaziani, per averlo ospitato all’interno di una manifestazione tanto prestigiosa e ricca di tradizione artistica, Bellè ha detto che “quelli della recente collettiva sono stati quattro giorni straordinari ed assolutamente indimenticabili! Mi hanno reso particolarmente felice le numerose – ed inaspettate – dimostrazioni di entusiasmo da parte di molte persone (di ogni età e nazionalità) ma soprattutto gli ottimi rapporti che si sono creati con gli altri pittori presenti alla mostra”. Sul sito dell’artista www.lodovicobelle.com è possibile visitare la galleria completa delle sue opere e seguirne le prossime iniziative.

Alessandro Tozzi

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