Hai finito…?!? erase / rewind

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Ludica (e lucida) anatomia di un rapporto sentimentale, al Teatro Trastevere

EraseRoma, Teatro Trastevere, 18 gennaio 2016

Testo e Regia: Erika Barresi
Con: Alessandro Capone, Giulia Di Nicola e Samantha Silvestri
Coreografie: Claudio Meloni
Aiuto Regia: Flavia Cidonio
Music mix: Dj Silver
Date: dal 18 al 22 gennaio 2017 h 21.00, domenica h 18:00

INTRO: Finisce l’amore e inizia la commedia. Gabriele, compositore di musica è in piena crisi sentimentale perché Alice, la donna della sua vita, lo ha lasciato.
Il testo, scritto e diretto da Erika Barresi, si svolge su più livelli narrativi che marciano paralleli: il primo più vicino alla narrazione cinematografica, è un continuo viaggio tra presente e passato, attualità e flashback; il secondo livello è lo spazio scenico che scandisce la storia raccontata dal narratore al pubblico.
I due personaggi femminili, completamente funzionali al ruolo del protagonista, si confrontano e riflettono sulle vere motivazioni per cui una storia finisce; guidano il pubblico dentro il sogno in cui il cuore di Gabriele è incastrato, il tutto in chiave comicamente disperata.
Nello spettacolo la musica è fortemente presente con storici brani Rock degli anni ’90 reinterpretati dal vivo dai protagonisti.

Erase2Un pianoforte. Il ricordo di un amore. Una stanza che si riempie di ricordi. Canzoni rock che negli anni ’90 sono stati veri e propri inni generazionali. Ma gli elementi che fanno da coordinate essenziali di Hai finito…?!? erase / rewind non restano confinati sul palco, debordano, si proiettano verso la platea assieme agli interpreti dello spettacolo, impegnati all’occorrenza in dionisiaci e forsennati balletti che quasi trasformano il teatro nel set di un videoclip. La pièce scritta e diretta da Erika Barresi, prodotta dalla Compagnia Gruppo Teatro Onda, piace anche per questo suo infrangere determinate convenzioni sceniche pur conservando un’apprezzabilissima leggerezza di fondo, che trascina lo spettatore in un mood malinconico nel quale permangono, tuttavia, le tracce di clownerie necessarie a trascendere i veleni di una pesante delusione amorosa.

erase3Già, perché in fondo tale è l’oggetto del discorso: la dissezione anatomica di uno dei tanti amori iniziati con premesse (e promesse) favolose, ma andati poi incontro a un mesto declino. Il tutto riformulato però all’insegna di quella stralunata euforia, che per lunghi tratti sembra contagiare interpreti e pubblico.
Oltre alla singolarità della messa in scena sono gli stessi attori, infatti, a colpire nel segno, creando quegli intermezzi dal sapore vagamente straniante in cui i pezzi del puzzle poco alla volta si ricompongono. Bravo Alessandro Capone, innanzitutto, a dar voce alle sottili inquietudini del compositore in crisi. Ed eccolo quindi dialogare sia con l’incarnazione più evidente e diretta di quell’amore precocemente sfumato, ovvero col ricordo ancora vivido di un’Alice sospinta in scena, con passo quasi felpato, da Giulia Di Nicola; sia con l’altra e più istrionica (oltre che originale, volendo) figura femminile, impersonata da Samantha Silvestri tramite un’impronta verbale densa di sfumature e momenti di genuina verve, da cui l’impatto di un personaggio fuori dagli schemi la cui presenza assume più che altro il ruolo di insolito, talvolta caustico consigliere sentimentale. Grazie al terzetto in questione la partitura dello spettacolo, inizialmente un po’ criptica, e dall’inquadramento tutt’altro che immediato, lavora alla distanza sulle corde emotive dello spettatore facendolo calare in un meccanismo scenico che genera emozioni, è vero, mai però da una prospettiva ordinaria, scontata.

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