FIGURACCIA OSCAR: IL MIGLIOR FILM È QUELLO SBAGLIATO

Warren Beatty e Faye Dunaway annunciano La La Land, ma la statuetta per il miglior film è per Moonlight. Gli imbarazzi e i vincitori dell’89° edizione della Notte degli Oscar.

Sono passati i giorni ma non sono finite le indagini, e tantomeno le polemiche. L’89° Cerimonia degli Oscar verrà ricordata nella storia per un clamoroso errore fatto sul premio più importante di tutti, quello al miglior film. Warren Beatty e Faye Dunaway, i volti cinematografici di Bonnie e Clyde, sono incaricati di dare l’annuncio. Da palco del Dolby Theater di Los Angeles scandiscono il nome di La La Land, ma è sbagliato. Il vero vincitore è, meritatamente, Moonlight.

Ci si chiede ancora come sia potuto accadere. Pare che sia nato tutto da un semplice scambio di buste, Warren Beatty aveva tra le mani il plico per miglior attrice protagonista, cioè Emma Stone per La La Land. Da qui l’imbarazzo di Beatty e Dunaway, titubanti nel dare l’annuncio. Poi la rivelazione sbagliata e la salita sul palco dell’intero cast di La La Land, costretto a scendere subito dopo per far spazio alla produzione di Moonlight. Un pandemonio di sali e scendi e sorrisi imbarazzati causati da un errore da stagista durante la doratissima cerimonia degli Oscar. Chissà che non sia saltata qualche testa del comparto tecnico.

Ma l’edizione del 2017 verrà ricordata anche per altri meriti. La statuetta per miglior film a Moonlight rappresenta infatti la prima vittoria per un cast composto esclusivamente da afroamericani, regista compreso. Dopo le polemiche sulla “white academy” dello scorso anno, la dirigenza pare sia corsa ai ripari. Ma non è un contentino. La critica cinematografica ha già inserito Moonlight nei migliori film della storia, non premiarlo sarebbe stato altrettanto clamoroso. La novità di questo premio non riguarda solo il colore della pelle dei protagonisti, ma anche la loro carriera professionale, per tutti in fase esordiente. Per il regista Barry Jenkins, Moonlight è il secondo film, prima dell’oscar c’è solo Medicine for Melancholy. L’attore principale Trevante Rhodes è un velocista prestato al cinema, in precedenza aveva ricoperto solo piccoli ruoli in tre film. Janelle Monae è una cantante, la partecipazione in Moonlight è la sua prima prova da attrice (la ritroveremo in Hidden Figures – Il diritto di contare, anch’esso candidato a miglior film). La produzione è indipendente, la company A24 è nata solo cinque anni fa. Molto più celebre il volto di Mahershala Ali, attore ormai affermato che quest’anno vince l’oscar per miglior attore non protagonista, la prima volta per un artista di religione musulmana.

Moonlight ha dunque portato una ventata di freschezza in una cerimonia considerata ottusa e antiquata. Lo testimoniano anche gli ascolti, calati del 4% rispetto all’edizione del 2016 con 32,9 milioni di spettatori (il risultato più basso dal ’74). Il canale Abc, che ha ottenuto i diritti di trasmissione della cerimonia fino al 2028 per un costo che si aggira intorno ai 75milioni di dollari l’anno, è dunque costretta a registrare il calo di share partito anni addietro e che non accenna a fermarsi (Grammy e Golden Globe, invece, continuano ad aumentare il numero degli spettatori). I maligni affermano che il disguido sulla premiazione a miglior film sia stato pensato appositamente per questo, per far rumore e attirare l’attenzione (un po’ come i tentativi di suicidio di Sanremo, per intenderci).

Jimmy Kimmel

Che sia vero o no, resta la volontà della Abc di tentare un rinnovamento. Dunque l’apertura della cerimonia spetta a Justin Timberlake che si esibisce nel successo pop Can’t stop the feeling (artista non più ragazzino ma su cui ancora gravita tutto il mondo dei giovani). Per la conduzione viene ingaggiato il presentatore Jimmy Kimmel, incaricato di intrattenere il pubblico con battute che hanno un unico obbiettivo: Donald Trump. Il Presidente americano è infatti uno dei principali detrattori della notte degli Oscar, puntualmente bombardata a colpi di twitt già dai tempi in cui non era ancora Presidente.

Nel 2014 Trump se la prendeva con l’organizzazione della serata, twittando “show amatoriale”. Nel 2015 la premiazione era “terribile, noiosa”. Nell’edizione del 2016, con le polemiche sulla white academy, twittava ancora: “non capisco perché tutto questo baccano sugli Oscar. Potrebbero essere più bianchi di così”.

Nel 2017 è lo stesso presentatore Jimmy Kimmel a stuzzicarlo: “Donald Trump, sei sveglio?”, twitta il conduttore in diretta televisiva. Non ottenendo risposta, insiste: “#Marylsayshi”, Maryl dice ciao. Kimmel si riferisce a Maryl Streep, che Donald Trump aveva definito “attrice sopravvalutata”. Il Presidente non cede subito alla provocazione, ma pochi giorni dopo rilascia un commento in tv: “penso che fossero talmente concentrati sulla politica da non riuscire a fare spettacolo. È stato un po’ triste. Ci ha tolto il fascino degli Oscar”. L’edizione del 2017 è effettivamente politicizzata, ai massimi livelli. Kimmel inizia il suo monologo con un riferimento al muslim ban: “questa sera ci stanno guardando in diretta milioni di americani, ed altrettanti spettatori in tutto il mondo. Ci guardano da paesi che adesso ci odiano”. E ancora: “Vorrei ringraziare il Presidente Trump, vi ricordate quanto sono stati razzisti gli oscar dello scorso anno?”. E giù così, tra scrosci di applausi.

La cerimonia prosegue con la premiazione di La La Land, che porta a casa sei statuette su 14 candidature: la miglior regia per Damien Chazelle, e poi fotografia, scenografia, canzone, colonna sonora e attrice protagonista con Emma Stone (qualcuno si aspettava di più). Moonlight alla fine ottiene tre premi su otto, incluso quello per la miglior sceneggiatura non originale. Il miglior attore è Casey Affleck per Manchester by the sea, Viola Davis è la migliore fra le non protagoniste. Per l’Italia solo una piccola soddisfazione, Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini vincono per il trucco in Suicide Squad. Di seguito tutti i premi:

 

Miglior film:
Moonlight
Arrival
Barriere
Hell or High Water
Il diritto di contare
La battaglia di Hacksaw Ride
La La Land
Lion – La strada verso casa
Manchester By The Sea

Miglior regia:
Damien Chazelle (La La Land)
Mel Gibson (La battaglia di Hacksaw Ridge)
Barry Jenkins (Moonlight)
Kenneth Lonergan (Manchester by the Sea)
Denis Villeneuve (Arrival)

Miglior attore protagonista:
Casey Affleck (Manchester By The Sea)
Andrew Garfield (La battaglia di Hacksaw Ridge)
Ryan Gosling (La La Land)
Viggo Mortensen (Captain Fantastic)
Denzel Washington (Barriere)

Miglior attrice protagonista:
Emma Stone (La La Land)
Isabelle Huppert (Elle)
Ruth Negga (Loving)
Natalie Portman (Jackie)
Meryl Streep (Florence)

Miglior attore non protagonista:
Mahershala Ali (Moonlight)
Jeff Bridges (Hell or High Water)
Lucas Hedges (Manchester by the Sea)
Dev Patel (Lion – La strada verso casa)
Michael Shannon (Animali Notturni)

Miglior attrice non protagonista:
Viola Davis (Barriere)
Naomie Harris (Moonlight)
Nicole Kidman (Lion – La strada verso casa)
Octavia Spencer (Il diritto di contare)
Michelle Williams (Manchester by the Sea)

Miglior sceneggiatura originale:
Kenneth Lonergan (Manchester by the Sea)
Damien Chazelle (La La Land)
Efthymis Filippou e Yorgos Lanthimos (The Lobster)
Mike Mills (20th Century Women)
Taylor Sheridan (Hell or High Water)

Miglior sceneggiatura non originale:
Barry Jenkins e Tarell McCraney (Moonlight)
Luke Davies (Lion – La strada verso casa)
Eric Heisserer (Arrival)
Allison Schroeder e Theodore Melfi (Il diritto di contare)
August Wilson (Barriere)

Miglior film d’animazione:
Zootropolis
Kubo e la spada magica
La tartaruga rossa
La mia vita da zucchina
Oceania

Miglior film straniero:
Il cliente (Iran)
En man som heter ove (Svezia)
Land of Mine (Danimarca)
Tanna (Australia)
Vi presento Toni Erdmann (Germania)

Miglior documentario:
O.J.: Made in America
13th
Fuocoammare
I Am Not Your Negro
Life, Animated

Miglior cortometraggio:
Sing
Ennemis Interieurs
La Femme et la TGV
Silent Nights
Timecode

Miglior fotografia:
Linus Sandgren (La La Land)
Greig Fraser (Lion – La strada verso casa)
James Laxton (Moonlight)
Rodrigo Prieto (Silence)
Bradford Young (Arrival)

Miglior montaggio:
John Gilbert (La battaglia di Hacksaw Ridge)
Tom Cross (La La Land)
Joi McMillon e Nat Sanders (Moonlight)
Jake Roberts (Hell or High Water)
Joe Walker (Arrival)

Miglior scenografia:
Sandy Reynolds-Wasco e David Wasco (La La Land)
Stuart Craig e Anna Pinnock (Animali fantastici e dove trovarli)
Jess Gonchor e Nancy Haigh (Ave, Cesare!)
Guy Hendrix Dyas e Gene Serdena (Passengers)
Patrice Vermette e Paul Hotte (Arrival)

Miglior colonna sonora originale:
Justin Hurwitz (La La Land)
Nicholas Britell (Moonlight)
Mica Levi (Jackie)
Thomas Newman (Passengers)
Dustin O’Halloran e Hauschka (Lion – La strada verso casa)

Miglior canzone originale:
“City of Stars” (La La Land)
“Audition (The Fools Who Dream)” (La La Land)
“The Empty Chair” (Jim: The James Foley Story)
“How Far I’ll Go” (Oceania)
“Can’t Stop the Feeling” (Trolls)

Migliori costumi:
Colleen Atwood (Animali fantastici e dove trovarli)
Joanna Johnston (Allied – Un’ombra nascosta)
Consolata Boyle (Florence)
Madeline Funtaine (Jackie)
Mary Zophers (La La Land)

Miglior trucco e acconciatura:
Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson (Suicide Squad)
Joel Harlow e Richard Alonzo (Star Trek Beyond)
Eva Von Bahr e Love Larson (En man som heter Ove)

Miglior sonoro:
Kevin O’Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace (La battaglia di Hacksaw Ridge)
Gary Summers, Jeffrey J. Haboush e Mac Ruth (13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi)
Bernard Gariépy Strobl e Claude La Haye (Arrival)
Andy Nelson, Ai-Ling Lee e Steve A. Morrow (La La Land)
David Parker, Christopher Scarabosio e Stuart Wilson (Rogue One: A Star Wars Story)

 
Miglior montaggio sonoro:
Sylvain Bellemare – Arrival
Wylie Stateman, Renée Tondelli (Deepwater – Inferno sull’oceano)
Robert Mackenzie, Andy Wright (La battaglia di Hacksaw Ridge)
Ai-Ling Lee, Mildred Iatrou Morgan (La La Land)
Alan Robert Murray, Bub Asman (Sully)

Migliori effetti speciali:
Robert Legato, Adam Valdez, Andrew R. Jones, Dan Lemmon (Il libro della giungla)
Craig Hammack, Jason Snell, Jason Billington, Burt Dalton (Deepwater – Inferno sull’oceano)
Stephane Ceretti, Richard Bluff, Vincent Cirelli, Paul Corbould (Doctor Strange)
Steve Emerson, Oliver Jones, Brian McLean, Brad Schiff (Kubo e la spada magica)
John Knoll, Mohen Leo, Hal Hickel, Neil Corbould (Rogue One: A Star Wars Story)

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