KUNSTMUSEUM. MONET, MONDRIAN, MAGRITTE, PICASSO E KLEE TUTTI RIUNITI AL MUSEO D’ARTE DI WINTERTHUR

Il Kunstmuseum Winterthur vanta una delle più belle collezioni d’arte moderna della Svizzera, con opere di spicco che spaziano dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri. Il museo del 1915 (progettato e costruito dagli architetti Rittmeyer e Furrer) e gli ampliamenti compiuti nel 1995 (da parte degli architetti Gigon e Guyer) rappresentano una degna cornice architettonica per le raccolte.

Mentre il vecchio edificio è riservato all’arte francese dal tardo Ottocento al primo Novecento (Van Gogh, Monet, Bonnard, Vallotton), al cubismo (Braque, Gris, Léger) e ad altri esponenti delle avanguardie storiche (Arp, Klee, Magritte, Mondrian), l’ala nuova accoglie esempi dell’arte contemporanea internazionale (Guston, Marden, Kelly, Richter, Merz).

La collezione di per sé non è molto grande, ma ospita alcune opere di tutto rispetto, veri e proprio capolavori dell’arte moderna. Oltre ai quadri, una interessante collezione di sculture tra cui spicca una fantastica opera di Rodin. Le sale sono spaziose e le opere ben valorizzate dall’esposizione e dalla luce.  La galleria impressionista include  opere come “Bassa marea” di Claude Monet, “Ippocastani di Jas de Bouffan” di Paul Cézanne, “Denti di leone” di Vincent Van Gogh. Tra le sculture troviamo opere di dello scultore svizzero Alberto Giacometti, mentre nella sezione cubismo è possibile ammirare opere di Picasso, di Mondrian, di Gris, così come una delle più importanti collezioni europee di Fernand Léger.

La collezione del Kunstmuseum di Winterthur ha origine grazie ad una sapiente campagna di acquisti avviata alla fine dell’Ottocento dalla Società di Belle Arti della città svizzera, e sostenuta in seguito da generosi donatori, la raccolta si è concentrata fin dall’inizio su capolavori impressionisti di Degas, Sisley, Pissarro, Monet e post-impressionisti.

La mostra si apre proprio con una sezione dedicata alla pittura francese agli albori della modernità, con alcuni suggestivi paesaggi di Corot e Boudin che anticipano le ricerche pittoriche degli impressionisti, qui rappresentati da un nucleo di opere di alta qualità, tra cui una serie di paesaggi di Monet e alcuni studi di luce di Sisley, “Sotto il ponte di Hampton Court”, 1874 e “La chiesa di Moret al sole del mattino”, 1893, e nelle vedute affollate di Pissarro.

Un altro affascinante capitolo è dedicato alla pittura romantica-simbolista, con opere di Eugène Delacroix, Odilon Redon e Ferdinand Hodler.

Una sezione è dedicata alla scultura e all’evoluzione del linguaggio plastico, a partire da Medardo Rosso, che alla fine del XIX secolo supera il concetto tradizionale di scultura per accogliere nella materia le vibrazioni atmosferiche e luminose fino all’estrema sintesi di Brancusi (Danaide, 1913) e Giacometti, presente nel museo con il bellissimo marmo “Testa che guarda”.

E’ presente anche la stagione delle avanguardie, con l’esposizione  che sottolinea il passaggio della pittura verso l’astrazione, con opere di artisti che abbandonano ogni riferimento oggettivo, dal cubismo orfico di Delaunay all’astrattismo lirico di Kandinsky e Klee. Un nucleo particolarmente importante di opere illustra le ricerche di quegli artisti che, a partire dal primo dopoguerra, rivolsero il loro sguardo oltre “le cose sensibili” per indagare il lato più nascosto e profondo della realtà, fino alla dimensione del sogno e dell’inconscio.

Un’importante sezione è dedicata al cubismo rappresentato nei suoi diversi sviluppi da un ricco gruppo di opere di Picasso, Gris e Léger, artista di cui il museo Winterthur possiede una delle più importanti raccolte d’Europa.

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