LADY HENDERSON, VEDOVA “ANOMALA”

Lo spettacolo come terapia

locandinaIn questo film di Stephen Freas, la carismatica Judi Dench, interpreta Lady Henderson, la quale s’interroga su quale sia l’hobby con cui riempire le sue giornate da vedova.

La pungente Lady, all’inizio prova con i classici intrattenimenti per le signore di una certa età, come il ricamo e la beneficenza ma ripiega su un’attività alquanto particolare.

La sua vena imprenditoriale e alternativa la spinge a comprare un teatro, il Windmill, che la occupa nella ristrutturazione ma, nel momento di pensare a che genere di spettacolo presentare, si affianca al grintoso impresario Vivian Van Damm (Bob Hoskins), che diventa il suo direttore artistico.

Foto 1La coppia, fallita l’idea del “varietà musicale con spettacoli no-stop”, deve ripiegare su un’altra soluzione e decide di optare per un genere di spettacolo audace e anticonformista: il nudo femminile.

Per ottenere il visto di censura del Gran Ciambellano e non andare contro gli ideali borghesi degli anni ‘30, l’espediente adottato è quello di esporre il corpo femminile come una statica opera d’arte in una galleria o in un museo. In questa condizione, non ci sarebbe nulla di scandaloso o riprovevole nel mostrarlo, derivando la malizia dal corpo in movimento.

Ora, come convincere le ragazze a denudarsi, quando è così radicata la convinzione che questo comportamento sia disdicevole e sconveniente?

Come valorizzare qualcosa di cui normalmente ci si scandalizza e vergogna?

Come mostrare orgogliosamente qualcosa che solitamente viene nascosto?

Il superamento di queste limitanti sovrastrutture sociali avviene nel momento in cui si abbandona e ci si libera del concetto di vergogna del proprio corpo.

Van Damm ricorda alle ragazze che, d’altronde, il nudo femminile è da sempre ispirazione per gli artisti, espressione artistica della natura; venerate e ammirate, esse saranno delle moderne Muse.

Nel corpo femminile non c’è niente di male, c’è perfezione e natura, esse sono artiste, creatrici di arte e bellezza attraverso il loro corpo.

Alle donne è stato trasmesso da sempre il concetto di pudicizia, la virtù per cui la donna deve essere riservata e composta, questo perché il corpo femminile innegabilmente attrae.

Ma che tipo di attenzioni attrae e stimola?

Il desiderio, e, quando non è ricambiato, ma imposto, diventa possesso e violenza.

Era quindi compito delle donne arginare e spegnere attenzioni e fantasie provocate involontariamente dal loro corpo. Dovevano essere le prime ad imbarazzarsi per il turbamento che suscitavano.

Era loro la colpa di essere attraenti e scatenare un desiderio, non si dava nessuna responsabilità agli uomini di controllare le loro pulsioni.

La malizia, infatti, è negli occhi di chi guarda.

Questo modo di vivere la sessualità così controllato e innaturale ha portato ad una progressiva alienazione della femminilità nelle donne che incide anche sull’aspetto dell’autostima.

Il direttore artistico, infatti, assicura alle ragazze un certo tipo di apprezzamento del pubblico, saranno guardate con occhi più puliti, contemplate come delle Dee, irraggiungibili, pochi fortunati avranno il privilegio di poterle approcciare. Inoltre lui stesso raccomanda sempre un comportamento dignitoso e rispettoso verso se stesse, la loro morale è composta dalle qualità interiori.

Le ragazze si trovano quindi a comporre scenografie con i loro corpi addobbati e rigorosamente fermi.foto 2

Ben presto l’attività del teatro deve fare i conti con la guerra e le sue conseguenze, non c’è più gioia, le numerose perdite di vite umane, il dolore, la sofferenza, i bombardamenti.

Gli spettacoli diventano un modo di evasione dalla desolazione, concedono una pausa di bellezza e divertimento dalla paura inoltre il corpo di ballo abbraccia la causa patriottica, propone delle rappresentazioni sui temi dei valori dei soldati che si sacrificano per la patria.

Una scena molto toccante è quando, sotto l’obbligo di chiusura del teatro, si raduna una folla di soldati a manifestare per vedere le loro beniamine.

Lady Henderson in questo frangente rivela lo scopo più profondo che l’ha portata ad investire in un genere di esibizione così rischioso.

Racconta infatti della morte del suo giovane figlio, deceduto in guerra e di aver trovato fra le sue cose una “cartolina francese”, ossia una delle prime immagini di Pin Up, donne procaci con una malizia un po’ ingenua che venivano rappresentate per sollevare gli animi degli uomini e dei ragazzi in guerra.

foto 3Molti di questi ragazzi tra i loro ricordi ed esperienze con le donne avevano solo delle immagini disegnate, molti di questi giovanissimi non avevano mai nemmeno visto una donna nuda ed è riflettendo su questa tenero, semplice e naturale desiderio umano che Lady Handerson si era impegnata con il suo lavoro, in memoria di ciò che al figlio era prematuramente mancato.

 

Eleonora “Spicy Cookie” Semprini

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