CONTINUA IL NUOVO CORSO DEI LITFIBA

Secondo album di inediti del nuovo millennio

LITFIBA – EUTOPIA – SONY MUSIC – 2016Litfiba1

Formazione: Piero Pelù – voce e cori; Ghigo Renzulli – chitarre; Franky Ciccio Li Causi – basso; Luca Martelli – batteria

Produzione: Piero Pelù & Federico Renzulli

Titoli: 1 – Dio del tuono – 2 – L’impossibile; 3 – Maria Coraggio; 4 – Santi di periferia; 5 – Gorilla go; 6 – In nome di Dio; 7 – Straniero; 8 – Intossicato; 9 – Oltre; 10 – Eutòpia

 

I Litfiba ci sono.

Questo disco arriva dopo il buon Grande nazione del 2012 e conferma che, a dispetto del tempo trascorso e dell’età avanzata, quando una cosa la sai fare è per sempre, anche se la abbandoni per poi riprenderla tempo dopo.

La cosa che i Litfiba sanno fare molto bene è… i  Litfiba, cioè un ottimo rock italiano, condito da quegli elementi che nell’espressione musicale e nel contenuto li hanno sempre contraddistinti: questa identità così chiara finirà inevitabilmente per essere tacciata da qualcuno di ripetitività, ma personalmente appartengo al partito per cui i Litfiba facciano i Litfiba, e proprio per questo direi intanto che il graditissimo effetto collaterale, speriamo definitivo, dell’uscita di questo disco, sia l’addio per sempre di Pelù a certe “delizie” televisive di cui, a mio modesto avviso, non si avvertirebbe alcuna mancanza.

Venendo al disco, il risultato è buono, forse qualcosa al di sopra del suo predecessore e senz’altro qualcosa al di sotto degli album storici, pur tenendo il confronto in più di un brano.

Gli ingredienti sono i soliti e collaudati: la voce di Pelù sugli scudi e con il suo caratteristico “trascinamento”, in qualche circostanza forse accentuato come ad essere prigioniero di un marchio di fabbrica da difendere a tutti i costi, e la chitarra sparata di Renzulli, in alcuni casi dritta in faccia come nell’opener Dio del tuono o nella potentissima Santi di periferia. Questo dal punto di vista musicale.

Dal punto di vista dei testi i soliti ingredienti: contestazione contro i “potenti”, contro le religioni, contro l’odiato pallone che tanto rincoglionisce le menti, perfino l’inquinamento ambientale (Intossicato).

Litfiba2Molti muscoli, molta rabbia, fiato e corde non mancano soprattutto in pezzi come Dio del tuono, Santi di periferia, Gorilla go, In nome di Dio, ma c’è spazio anche per momenti più poetici: Maria Coraggio ripropone un fischietto alla Tex, così come Straniero, mentre proprio in conclusione l’opposizione a prescindere lascia il posto alla speranza, quella del sogno Eutopia, con la dichiarazione certificata che Piero intende “continuare a sognare”.

E’ sempre l’unione di un ottimo cantante e paroliere (“pecore di un gregge senza lana nè ricotta”, recita In nome di Dio) e un ottimo chitarrista; le rispettive performance in questo disco sono di alto livello, sia nei momenti più arrabbiati che in quelli in cui l’adrenalina cala a vantaggio di una certa consapevolezza.

Senza pretese di riscrivere la storia, ma solo di allungarla, un disco Litfiba vero.

C’è solo da sperare che resti questa l’attività principale di Pelù, nonchè l’unica davvero artistica, perchè quel che esprime (benissimo) in musica troppe volte si è contraddetto nei fatti, vedi gli insopportabili talent-show o certe apparizioni televisive dove si parlava proprio dell’odiato pallone di cui sopra.

Bentornati Litfiba, gloria e onore a voi, purchè restiate sempre nel nostro/vostro territorio: il rock!

Alessandro Tozzi

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