Fiera Miart a Milano

MiArt Fiera

Si è aperta il 31 marzo a Milano, la Fiera Miart 2017,  evento imperdibile per ogni appassionato di arte contemporanea e di design. Secondo gli ideatori, in miart «moderno e contemporaneo dialogano con continui rimandi o con echi più o meno espliciti: un’occasione per riflettere sulla continuità fra passato e presente». La fiera intende sottolineare ancora di più questo aspetto e, allo stesso tempo, intende lavorare sulla sperimentazione di strategie istituzionali alternative a quelle consuete. L’obiettivo prefissato degli organizzatori è quello di iniziare un percorso che porti Miart ad essere attiva nella produzione moderna e contemporanea durante tutto l’anno e non solo nei tre giorni dell’evento fieristico. Quest’anno saranno sono presenti 175 gallerie, un chiaro segnale del consolidamento sempre maggiore di Miart nel contesto culturale italiano e internazionale.

Miart diventa così un collettore di diversi ambiti, strutture ed esperienze diverse in grado, da una parte, di connettere tra loro le specificità che esistono nel tessuto culturale ed economico di Milano, e dall’altro, di incubare importanti realtà internazionali. Le sezioni della fiera e gli eventi in città si basano su un principio di “attraversamento” di discipline diverse con il desiderio di intercettare pubblici provenienti anche da altri ambiti, allo scopo di definire nel campo dell’arte un luogo idoneo alla comunicazione tra i saperi, un luogo di “scambi” oltre che un’esperienza culturale sulla base della teoria che sono le “esperienze” a costituire il fondamento della creazione di valore.

Oltre alle sezioni “Emergent”, “First Step”, “Established Contemporary” ed “Established Masters”, che raccolgono una selezione delle migliori opere di gallerie internazionali che si occupano di arte del XX e XXI secolo, è stata aggiunta la nuova sezione “On Demand”, dedicata a tutte quelle opere che hanno una relazione diretta con il momento in cui vengono viste o comprate, che vivono della relazione con il contesto e con il collezionista, e che vengono realizzate in via definitiva solo dopo essere state acquisite. Quest’anno è stato istituito un premio (in grado di permettere una produzione futura) per l’artista più meritevole della sezione. Rinnovata è anche la sezione «Generations» che vede collaborare coppie di gallerie per mettere a confronto due artisti di generazioni diverse. Emerge anche da questi aspetti come una fiera d’arte sia sempre più chiamata a svolgere un approfondimento culturale, non limitandosi al ruolo di vetrina per le gallerie partecipanti.

Il nuovo direttore artistico di Miart, Alessandro Rabottini (con un passato alla GAMeC di Bergamo e in seguito al Museo MADRE di Napoli) racconta di come questa fiera, giudicata positivamente all’unanimità per la sua grande qualità, sia diventata un evento importante e centrale negli appuntamenti della città: «L’anima di una fiera è la programmazione delle gallerie. Ma la presenza del curatore nelle fiere è funzionale al dialogo con gli espositori e può aiutare a veicolare i contenuti. Siccome le fiere sono sempre di più e sempre più complesse, sussiste la necessità di avere professionisti che gestiscano la contestualizzazione delle opere in dialogo con le gallerie».

Il programma per il pubblico si arricchisce anche dei Miart Talks, dibattiti fra personaggi del mondo dell’arte che ogni anno sono strutturati secondo un’unità tematica, tanto da diventare quasi un simposio. «La coincidenza che si verifica solo ogni dieci anni e che vede in programma per il 2017 Biennale di Venezia, Documenta di Kassel e Skulptur Projekte di Münster, ci ha fatto considerare che è il momento giusto per interrogarsi su cosa siano le biennali in questo momento storico, come si trasformino e dove stiano andando. Peraltro le biennali sono in parte affini alle fiere: un fenomeno globale, una strategia per molte città di posizionarsi sulla mappa internazionale dell’arte».

 

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