EAST END, LA SCORRETTA ANIMAZIONE

Esce nelle sale italiane il primo cartoon satirico made in Italy. Gli autori Skanf & Puccio vogliono sfidare la concorrenza di Simpson, Griffin e South Park. Ma devono prima fare i conti con il mercato italiano.

“Un film dove l’amicizia, la tolleranza e l’accettazione della diversità, propria e altrui, risultano essere le uniche risposte alla stupidità di un mondo governato dall’egoismo e dall’integralismo”. È quanto si legge nella sinossi di East End, nuovo film di animazione italiano presentato alla stampa nelle sale del Cinema Anika di Roma. Produzione e distribuzione indipendente per il cartoon di Luca Scanferla e Giuseppe Squillaci, in arte Skanf & Puccio, che sarà visibile al cinema a partire dal 3 maggio.

Skanf & Puccio sono ideatori, registi, sceneggiatori e produttori del primo cartoon satirico creato in Italia. Un azzardo creativo che sembra avere davanti a sé una strada tutta in salita.

I protagonisti di East End sono un gruppo di bambini che abitano nella periferia est di Roma, città vittima della speculazione edilizia e del malaffare politico che diverrà il centro di un enorme intreccio internazionale (i disegni sono di Andrea Minella). Tutto nasce quando due gemellini “nerd” dirottano il segnale di un satellite militare americano per poter vedere il derby Lazio-Roma. Così i piccoli protagonisti si troveranno nel mezzo di un groviglio che comprende Barack Obama e Papa Francesco, Totti e Federico Moccia, Napolitano e Nanni Moretti (quest’ultimo pare non abbia preso bene la propria rappresentazione satirica).

L’autore Luca Scanferla rivela che il soggetto nasce due anni fa con l’idea di farlo diventare una serie tv, precisamente “un incrocio fra i Griffin e South Park”. Skanf & Puccio presentano l’idea al mercato del Festival di Cannes, cioè nel luogo in cui gli addetti del settore si incontrano per stabilire possibili collaborazioni future. Qui ottengono buone proposte da produzioni straniere, ma vengono inizialmente accantonate. Gli autori continuano a lavorare al progetto, si coinvolge la società di animazione Canecane, di proprietà dello stesso Squillaci, e i canadesi di Aic. Arrivano le produzioni dell’italiana Galactus e della spagnola Ear Cinema, il budget raggiunto supera il milione di euro e permette di realizzare 85 minuti di girato. Così la serie tv si trasforma in film, Federico Moccia collabora alla stesura della sceneggiatura, alle musiche partecipano i mitici Superobots, gruppo musicale degli anni ’70 creatore delle più celebri sigle dei cartoni animati giapponesi (da Daltanius a Jeeg Robot).

Il risultato finale è un cartoon tagliente e ben fatto che non risparmia critiche alla politica, al terrorismo e all’integralismo religioso, dove Barack Obama alle prese con l’ennesimo attacco militare esclama “fortuna che siamo i buoni. Pensa se fossimo stati i cattivi!”. A esser presa di mira è la società tutta – malata di bullismo, femminicidio e intolleranza religiosa –  i sogni infranti nel dramma della crisi economica e la trasformazione delle periferie cittadine in giungle disumane dove neanche un povero cieco riesce a trovare conforto. Il film è un esperimento coraggioso, se si pensa che il cinema italiano non ha alcuna tradizione nelle pellicole di animazione e ancor meno nei cartoon pensati per un pubblico adulto (le ultime produzioni italiane degne di nota sono Winx e La Gabbianella e il Gatto, entrambe indirizzate ai bambini).

Ma questi nuovi Simpson italiani si scontrano subito con le problematiche del mercato della distribuzione cinematografica. Dopo la puntata di Report che ha evidenziato le distorsioni del settore (un mercato di distribuzione in mano a poche società e l’obbligo per gli indipendenti di finanziare Circuito Cinema per assicurarsi le sale), gli operatori che non fanno parte delle grandi major si sentono finalmente liberi di puntare il dito. Giovanni Costantino, presidente della società Distribuzione Indipendente che ha in mano le copie di East End, si sbottona subito: “Ci siamo rifiutati di pagare Circuito Cinema, ci hanno chiesto cifre al limite dello strozzinaggio”.

05I cinema italiani, è bene precisare, non sono tutti uguali. “Nonostante non partecipiamo a Circuito Cinema siamo riusciti a creare una rete di operatori disposti a mettere in cartellone East End – spiega Costantino – però ci siamo scontrati con una serie di ottusità che riguardano principalmente i cinema gestiti dal mondo cattolico: hanno valutato scabroso il film (nella pellicola i due Papi Bergoglio e Ratzinger vengono rappresentati in convivenza come una coppia di fatto, ndr). Le sale milanesi, invece, vogliono affidarsi esclusivamente ai grandi nomi della distribuzione e quindi ai titoli pensati per le grandi masse. Le risposte che abbiamo avuto vanno da “è dissacrante” a “non facciamo animazione”. Ed è assurdo che una città come Milano si rifiuti di sperimentare”.

La squadra di East End lamenta un certo ostracismo degli operatori italiani che non vedono prospettive nel settore dei cartoni animati per adulti, mostrando perplessità sia in fase di distribuzione che in quella di produzione. Anche un colosso del mainstream come Sky, che pure si è distinto per produzioni innovative, non vuole, per ora, investire in questo settore (i cartoon satirici che vanno attualmente in onda arrivano direttamente dalla casa-madre Fox).

Eppure i segnali del mercato viaggiano in tutt’altra direzione. Gli Stati Uniti, ad esempio, hanno fatto enormi fortune sulla creazione de I Simpson, che oggi festeggiano i trent’anni dalla prima messa in onda, e dato il via ad altrettante redditizie produzioni (I Griffin, American Dad, South Park) e ai conseguenti mercati paralleli (dai gadget ai parchi divertimento a tema). Anche il Giappone ha una lunga tradizione di investimenti nei cartoon per adulti, considerati dal pubblico nipponico al pari di una serie tv.

Luca Scanferla è sbigottito: “Non credevo ci potessero essere tutti questi problemi nella distribuzione. Non so dire se c’è stato qualcuno prima di noi che ha tentato di creare un cartoon satirico, so solo che abbiamo perso un anno solo per aprirci un varco nelle sale cinematografiche”.

Dunque East End prova a svicolare fra gli ostacoli di un mercato mal regolamentato ma deve affrontare l’ennesimo 08scoglio, quello della censura. Nel giorno della presentazione alla stampa East End è in attesa del bollino “vietato ai minori di 14 anni”. Se il film dovesse ottenere il divieto, la distribuzione sarebbe ancora più complicata. Spiega infatti Costantino: “Noi abbiamo pensato di partire con una trentina di copie e si potrebbe pensare di arrivare alla settantina a settembre. Ma se impongono il divieto avremo maggiori difficoltà nella distribuzione, non solo nei cinema ma anche nella televisione”. La scure della censura si abbatte una settimana dopo: East End è vietato ai minori di 14 anni. In tv, significa andare in onda in tarda serata, sempreché ci sia qualcuno disposto ad accollarsi il rischio.

Giuseppe “Puccio” Squillaci racconta che sono già state fatte delle proiezioni del film con i ragazzi, ovviamente prima della censura: “i ragazzi oltre i 14 anni erano entusiasti. I più piccoli si sono divertiti e nello stesso tempo hanno mostrato curiosità per quei grandi temi che risultano difficili da spiegare a un bambino. Ci hanno chiesto perché abbiamo due Papi, ad esempio, oppure cos’è il terrorismo”. Questo, del resto, è sempre stato il grande merito della satira, soprattutto se ben fatta: stimolare riflessioni su questioni tutt’altro che divertenti.

14Secondo quanto rivela Luca Scanferla, il disegno di East End all’origine era diverso: i protagonisti avevano un brutto aspetto, un volto pauroso. In fase di lavorazione il disegno è cambiato a favore di un pupazzo più tenero. Da questo punto di vista i personaggi ricordano molto i protagonisti di Happy Tree Friends, cartone animato splatter andato in onda per la prima volta in America nel 1999 e poi sbarcato su youtube nel 2007 con Mondo Media. Gli Happy Tree Friends sono animaletti dolci e teneri il cui destino è quello di morire nel peggiore dei modi (squartati, tagliuzzati, ecc). Gli episodi si chiudono sempre con una morale per bambini, del tipo “non si strappano i capelli!”. E, a proposito di mercato, il cartoon è ovviamente una bomba, soprattutto sul web. Alcuni episodi hanno già superato le 65milioni di visualizzazioni, quelle totali vanno oltre i due miliardi (in Italia il programma è andato in onda su Mtv). East End ricalca molto lo stile degli Happy Tree Friends: i personaggi sono teneri e la morale è, per così dire, buona (il bene vince sempre sul male). La satira politica e sociale, invece, si avvicina a South Park, sebbene i pupazzetti di East End non raggiungano quel livello di scorrettezza. Skanf & Puccio non vogliono abbandonare l’idea di trasformare il film in una serie tv, e anzi hanno già pronte le prime due stagioni. Vedremo se il pubblico in sala darà loro man forte.

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