HYSTERIA E IL MASSAGGIATORE INTIMO PER SIGNORE

Alla riscoperta di questo film dopo 5 anni

per la copertina

Hysteria è una commedia del 2011 diretta da Tanya Wexler.

Laureata in psicologia, la regista affronta una problematica molto famosa nell’Inghilterra Vittoriana, tanto da definirla “il male del secolo”, l’isteria, e la vera storia della rivoluzionaria invenzione del dottor Joseph Mortimer Granville (1833-1900).

Il giovane dottor Mortimer Granville (Hugh Dancy), è molto all’avanguardia nell’ambito medico, ad esempio è uno dei pochissimi sostenitori della innovativa teoria della pulizia delle medicazioni per combattere le infezioni. Purtroppo le sue idee lo portano a scontrarsi con i sostenitori delle teorie classiche, salasso e pacata rassicurazione, che puntualmente lo licenziano.

Passando da un lavoro all’altro finisce per trovare un impiego nello studio del dottor Dalrympe (Jonathan Pryce) un luminare nella cura dell’isteria.

Il dottore lo istruisce su  questo male che “affligge almeno la metà delle donne di Londra”, si tratta di una malattia psichiatrica delle donne (le sue pazienti sono tutte signore borghesi, anche di una certa età), caratterizzata da attacchi nervosi che si pensava fossero causa di una iperattività dell’utero (hysteria è infatti utero in greco).

Questa teoria deriva da uno scritto di Platone che definisce l’utero di una donna come “un animale dentro di un animale” che “blocca i passaggi, ostacola il respiro e causa malattie”. Da qui il concetto di “utero vagabondo” che rimane nella medicina occidentale per secoli.

Nei casi più gravi l’isteria veniva trattata addirittura in modo chirurgico con la rimozione dell’utero, nelle forme più lievi (malinconia, frigidità…) era curabilissima anche se era un lavoro “tedioso e stancante”.

La medicina tradizionale aveva da sempre offerto diverse soluzioni per l’irrequietezza femminile: bagni bollenti, bagni ghiacciati, getti d’acqua, passeggiate a cavallo, ma il dottor Dalrympe era per un approccio più diretto: la stimolazione manuale con oli per riportare l’utero nella posizione giusta, attraverso una alternanza di sensazioni di piacere-dolore.

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Pelle arrossata, respiro corto, tremore delle palpebre, spasmi e vocalizzazioni (vai puledrino!) indicavano che il medico stava facendo un buon lavoro e la gentildonna stava raggiungendo un parossismo. Una masturbazione medica che portava all’orgasmo.

Non si chiamava orgasmo perché non era collegato al piacere sessuale in quanto si riteneva che, senza la penetrazione maschile, per la donna non ci fosse piacere fisico, era solo una pratica medica per nulla legata all’erotismo.

La grande ignoranza sul piacere femminile faceva sì che gli uomini non sapessero soddisfare le donne e di conseguenza c’erano moltissimi casi di frustrazioni sessuali che sfociavano con i sintomi nervosi che i medici raggruppavano nell’isteria.

In breve il dottor Granville riscuote un enorme successo fra le pazienti, probabilmente un talento naturale, e le sue giornate diventano davvero piene e il dottor Dalrympe gli propone di diventare socio e di sposare la sua figlia minore.

Il dottor Dalrympe infatti ha due figlie, Charlot (Ashley Jensen) e Emily (Felicity Jones); la maggiore è uno spirito libero (un altro caso di hysteria) che si occupa di fare volontariato in una casa dei poveri mettendo anche a repentaglio la rispettabilità della famiglia, la seconda è l’incarnazione dei valori borghesi vittoriani, mite e abbastanza istruita è la perfetta moglie e padrona di casa.

“La vita è veramente futile quando non è consacrata al dovere” asserisce Emily accettando la proposta di Mortimer.

La stanchezza e l’indolenzimento alla mano portano il dottor Granville a non soddisfare le clienti e, avendolo taciuto al principale, viene licenziato.

Amico e tutore del giovane medico è Lord Edmund St. John-Smythe (Rupert Everett) che, da buon aristocratico, è all’avanguardia e si diletta negli esperimenti con l’energia elettrica, l’ultimo suo esperimento è un piumino rotante elettrico per spolverare.

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Giocando con il congegno dell’amico, Mortimer sperimenta le vibrazioni e ha l’illuminazione di poterlo utilizzare sulle clienti isteriche.

I due pionieri nella cura delle frustrazioni femminili modificano il congegno, lo testano sulla maliziosa cameriera di casa Dalrympe e, dati alla mano, presentano al signor Dalrympe la loro invenzione: i dati parlano chiaro, tre parossismi in cinque minuti!

f3Purtroppo durante la cena di fidanzamento Charlot per difendere una delle sue assistenti presso la casa dei poveri, picchia un poliziotto e viene imprigionata, le viene diagnosticata una forma avanzata di isteria e la sua condanna è internamento e isterectomia.

Durante il processo Mortimer la difende sfatando il mito dell’isteria, denuncia il fatto che le donne siano insoddisfatte e che in loro convivono sentimenti passionali e altri nobili.

E dato che “non si può rinchiudere tutte le donne dove capriccio e logica convivono”, ossia tutte le donne di Inghilterra, Charlot riceve una pena minima.

Lord Edmund brevetta il massaggiatore elettrico portatile per uso domestico e riceve un ordine anche da Buckingham Palace…

Nel 1952, più di mezzo secolo dopo la morte del Dr. Granville, l’Associazione Psichiatrica Americana decretò che l’isteria fosse un mito e non una malattia.

Sexy Toys di forma fallica erano usati per pratiche sessuali almeno dall’antica Grecia, il primo oggetto vibrante sempre per curare l’isteria, il “tremoussoir”, risale alla Francia del 1734 e funzionava a molla, anche in questo caso senza una connessione dichiarata con il sesso.

Quello immediatamente precedente a quello elettrico era il “manipulator” a vapore di George Taylor nel 1869.

Nel 1899 il “Martello di Granville” venne migliorato e divenne a batteria, il primo modello per la vendita al pubblico fu quello brevettato nel 1902 dall’azienda statunitense Hamilton Beach.

Nel 2007 la vendita di vibratori era ancora illegale perché considerata immorale in: Alabama, Georgia, Indiana, Louisiana, Massachussets, Mississippi, Texas e Virginia.

Eleonora “Spicy Cookie” Semprini

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