LE CHERIES CERISES AL FOOLLYK

L'intrigante serata di queste artiste da tenere d'occhio

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8 aprile, una delle prime belle giornate di primavera. Sul fare della sera si sente sulla pelle, si respira, quell’atmosfera finalmente calda che richiama istintivamente alla libertà dell’estate.

Un amico mi ha invitato a vedere uno spettacolo per me insolito. Ma si, ho bisogno di qualcosa di frizzante proprio come questa serata. Vado al Foollyk. È vicino e con poca strada sono già in Vicolo della Fontana. Parcheggio vicino a una villa così ricca di vegetazione e di grandi alberi che, quando scendo dalla macchina, sono investito da una freschezza umida e profumatissima. È ancora presto e non resisto al piacere di camminare tra questi profumi.  Non sembra Roma, qui non arrivano i soliti clamori, mi accompagna il suono dei passi.

Quando decido di entrare nel locale, imbocco le scalette: pochi gradini e mi avvolge il clima caldo del locale. Il giusto volume della musica ti prende ma ti lascia libero di parlare. Tanta gente serena e sorridente …hmmm… bellissime donne che sembrano indaffarate tra un ambiente e l’altro del locale. Mi viene incontro il mio amico, un abbraccio e la cordialità di sempre. Prosecco, stuzzichino, ci raccontiamo qualcosa. Un signore seduto al tavolo a fianco si intromette con una battuta divertente, si gira e si presenta: è il presidente di un’associazione teatrale. Mi è simpatico e scopriamo di esserci sfiorati più volte ultimamente: ho assistito ad alcuni spettacoli prodotti da lui. Mentre parliamo riconosco, seduto più in là, un fotografo molto conosciuto a Roma. Il locale è ormai pieno, tra i tavoli tanti ragazzi e ragazze; mi aspettavo un pubblico più anziano: buon segno! Come dire… bella gente stasera al Foollyk.

Fool4Non so come, pian piano veniamo tutti fagocitati nel locale centrale del Foollyk. Alice Moon ha iniziato la sua performance: una ragazza è la “tela” sulla quale si incrociano magicamente  pennelli e colori. In pochi minuti, la bellezza naturale di un corpo femminile si trasforma in un sogno di primavera: papaveri rossi e tralci verdi accompagnano le dolci forme fino ad esaltarle mimetizzandole in un abbraccio di colori. Niente di meglio poteva essere offerto a questo pubblico per fare da prefazione allo spettacolo principale della serata che non a caso si intitola “Fruit passion”, il frutto della passione. Appena il tempo di sederci ai tavoli e la voce squillante e calda di Otto Passerotto, il present’attore, ci porta nel mondo divertente, ironico e sensuale del burlesque. Del resto, uno che decide di chiamarsi Otto Passerotto non può che avere un alto potenziale di ironia che si riscontra immediatamente negli applausi e nelle risate del pubblico rapito dalla sua classe esperta e dai suoi tempi giusti. Piccoli “caroselli”, brevi interventi, scenette, battute, recitati in coppia con la giovane e avvenente freschezza di Spicy Cookie, anche lei artista di burlesque delle Cheries Cherises, che stasera svolge il ruolo importantissimo della “stage kitten”. Che sia anche lei un’artista è subito chiaro: non si limita a raccogliere abiti o ricomporre la scenografia dopo ogni brano, ma recita assieme al Passerotto strappando sorrisi ed applausi con una spigliatezza naturale e accattivante. Le  Cheries Cherises, mi sono informato, sono un gruppo di belle donne che si stanno affacciando da qualche tempo all’attenzione del pubblico con le loro interpretazioni burlesque. Vengono dalle più diverse esperienze ed attività: c’è la laureata con master e lode, c’è la consulente di immagine, c’è chi ha un’attività importante, chi studia, chi si occupa della famiglia, insomma ognuna di loro è la classica signora della porta accanto, hanno tutte la passione per questa forma di spettacolo. Danzano? Recitano? Sono fotomodelle? Solo ora capisco quanto ci si possa appassionare ad una forma d’arte come questa, così completa. Arte, si. Danzare bene, recitare con ironia, sapersi mostrare, progettare un brano, costruisci sopra la coreografia, i costumi e una minima scenografia, nel loro insieme, costituiscono una vera e propria disciplina che, però, per tipologia di performance e soprattutto per la nostra cultura, resta ancora relegata ai margini delle attenzioni del pubblico di massa.

La sapiente introduzione di Passerotto si trasforma in una vera e propria sorpresa: la scenetta è molto divertente: assalito dalle assetate Cheries Cherises che vogliono in tutti i modi conquistarselo e farlo proprio, ognuna gli sfila un pezzo dell’abbigliamento fino a che si scopre che, sotto i pantaloni splendono calze nere e giarrettiere. Un trionfo di risate: come introduzione, niente male.

Si entra ora nel vivo del burlesque col primo brano interpretato da Curvy Chanel che tiene accesi i sorrisi del pubblico. Questa sì che è una vera “burla”, come la facevano le prime ragazze del primo burlesque che ironizzavano su abiti, movenze e abitudini delle signore nobili e ricche dell’epoca. Curvy Chanel, invece, gioca con la figura di una casalinga-cuoca. Le sue movenze, volutamente impacciate, accarezzano continuamente quel filo rosso d’ironia che tiene unito tutto lo spettacolo.

Un momento di avvenenza: entra in scena Ann Da Loos. Col suo nome d’arte, che ricorda l’Andalusia, non poteva che offrire atmosfere d’Oriente. Una danza di veli apre la prospettiva dello spettacolo su scenari più sensuali. Dai suoi occhi traspaiono tutti i segreti di un giardino dell’Alhambra.

I veli da scoprire non sono solo quelli sfilati da Ann Da Loos ma anche quelli che si apprezzano attraverso lo svolgersi di musica, ritmo, luci, colori. Che spettacolo. Mi sto veramente divertendo.

Ora tutti si aspettano qualcosa di scoppiettante. Ci aspettiamo un salto di atmosfera: dall’Oriente a qualcosa di moderno, direi quasi di tecnologico. Ci aspettiamo un contrasto.

Lo sketch di Passerotto e di Spicy Cookie, invece, mantiene bassi i toni, prepara il pubblico, lo tiene giù buono. Loro sanno perché.Fool3

Entra in scena l’emozione. Sophie Sapphire interpreta “Madre natura”. Un abito che lascia tutti a bocca aperta. Scopro poi che è stato creato da lei, una meraviglia: colori dal bianco, al “pelle” ai verdi naturali, un velo da sposa arricchito di foglie e foglie anche sul copricapo, verdissime alte e di ogni genere. La “scenografia” indossata (non potrei chiamarla in altro modo) rende Sophie affascinante oltre ogni immaginazione. Il brusio del pubblico ammutolisce al suo ingresso in scena. È lei, è veramente Madre Natura scesa tra noi. È una vera emozione. I suoi movimenti lenti, sapienti, studiati, conquistano gli occhi e li soddisfano di uno spettacolo unico. Siamo tutti ipnotizzati, la canzone di Enya accompagna Sophie dolcemente. La sala ora è poco illuminata. Perfetto. Madre natura splende della sua stessa essenza. Sophie toglie il velo, lo avvolge sulle spalle di una bella ragazza. Via anche il copricapo, cominciano a scendere a terra gli abiti di Sophie ma …niente… Madre natura è ancora lì, ci ha colpiti al cuore: non è più una donna, seppure bellissima come Sophie, ma è proprio lei Madre natura. Complimenti Sapphire, un vero zaffiro. 

Per uno come me, che in qualunque spettacolo o forma d’arte cerca sempre un’emozione, stasera posso dirmi soddisfatto. Potrei andarmene ed essere felice così. Invece resto qui fino alla fine e faccio bene perché sento che la serata ha ancora qualcosa da dire.

Tornano sul palco per una simpatico scambio di battute Spicy Cookie e Passerotto. Si torna a ridere. Ci sta.

Il massimo dell’ironia è ancora Curvy Chanel, stavolta alle prese con un’interpretazione veramente divertente di “Cabaret”. Bravissima.

Seguono tre brani che ci riportano, per aspetti diversi, all’atmosfera “anni 50”. Prima Ann Da Loos ci delizia con le sue ottime capacità espressive: divertita e sensuale, recita e provoca il pubblico interpretando “Singing in the rain” e giocando con l’ombrello a “vedo-non vedo”. Poi torna Sophie Sapphire, deliziandoci con una “Signorina mambo” che è un’esplosione divertentissima di curve a passeggio sotto il sole di primavera. Termina il trittico anni 50 ancora Ann Da Loos, stavolta in coppia con Otto Passerotto: una signora, ovviamente in stile vintage, che finisce per avvelenare il marito. Bravissimi entrambi, si ride ancora.

Chiude lo spettacolo la classe naturale di Sophie Sapphire. Voi riusciresti a immaginare un brano di burlesque mentre Vasco Rossi canta “Ad ogni costo”? Beh, lei ci è riuscita egregiamente: il contrasto tra il graffio vocale di Vasco e la dolce esuberanza della sua coreografia hanno offerto al pubblico ancora qualcosa di affascinante.

Fool2Complimenti a tutte e tutti. Bravissime le Cheries Cherises. Bravissimo Passerotto. Non c’è che dire: finisce lo spettacolo tra lunghi e meritatissimi applausi. Se li godono giustamente tutte le Cheries Cherises, anche quelle che stasera non hanno partecipato direttamente allo spettacolo, tutte sul palco con l’uniforme del gruppo (abito rosso e calza nera). Tutte hanno reso possibile questo successo.

Si festeggia insieme al pubblico con spumante e una piacevole sorpresa di sfogliatelle e babà che alcuni amici hanno portato freschi freschi da Napoli. Che delizia. Una serata meravigliosa. Perfetta.

Claudio Rampanti

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