BANKSY: L’ULTIMO MURALE È CONTRO LA BREXIT

Lo street artist dipinge a Dover, in Gran Bretagna. La bandiera dell’Unione Europea che rischia di andare in frantumi è il nuovo messaggio che Banksy ha scritto sul muro.

All’inizio di maggio sul profilo Instagram dello street artist anonimo Banksy è sbucata la foto di un nuovo murale. La pubblicazione corrisponde a un certificato ufficiale di garanzia, la conferma che l’opera è prodotta direttamente dalle sue mani (o da quelle del collettivo che vi partecipa). I cittadini di Dover, storico porto inglese che si affaccia sul canale che separa Gran Bretagna e Francia, lo hanno visto spuntare nella notte del 7 maggio. L’opera è magna per dimensioni, come non si vedeva da un po’ nelle opere di Banksy.  Nell’ultimo anno, infatti, lo street artist si era dedicato alla produzione di stencil di media o piccola grandezza, apparsi qua e là in medio oriente e in Europa, in ultimo la decorazione del Walled Off Hotel che si affaccia direttamente sul muro in Cisgiordania.

Il murale di oggi ricopre invece la facciata di un intero palazzo e rappresenta un operaio intento a sbriciolare con martello e scalpello una stella della bandiera dell’Unione Europea. L’operaio rappresenta la classe sociale che più di tutti ha votato a favore della Brexit e le crepe che produce con gli strumenti di lavoro si diramano su tutta la bandiera dell’Unione. L’opera è ritenuta la prima chiara dichiarazione di Banksy contro la Brexit. Non sono scelti a caso né il giorno né il luogo della rappresentazione. Nelle stesse giornate infatti il parlamento britannico discute i termini di uscita della Gran Bretagna dalla Ue e la premier Theresa May ha già deciso di portare il paese alle elezioni anticipate. Dall’altra parte della Manica, Emmanuel Macron è il nuovo Presidente della Repubblica francese.

In termini di unione, la città di Dover è un luogo strategico. Si affaccia sul punto in cui la Manica si fa più stretta, il porto è il collegamento principale con il resto del continente. Banksy va a dipingere proprio a ridosso del terminal dove partono i traghetti che da Dover conducono direttamente a Calais, in Francia. La località francese tristemente nota per la jungle, la bidonville illegale che ha ospitato centinaia di migranti e poi sgomberata dal governo Hollande, è stata anch’essa obbiettivo degli attacchi artistici di Banksy.

Già nel 2015 Banksy aveva decorato la jungle con uno stencil raffigurante il fondatore della Apple Steve Jobs intento a fuggire come un clandestino. Il riferimento è alle origini di Jobs, figlio di rifugiati siriani accolti in America. Nel 2016 se la prende con le autorità francesi: la protagonista questa volta è una ragazza, probabilmente Cosette, personaggio de I Miserabili di Victor Hugo. Cosette piange a causa del gas lacrimogeno, un chiaro riferimento agli sgomberi forzati che le autorità francesi hanno operato nei confronti dei migranti ospitati nella jungle. Sullo sfondo, sventola la bandiera con i colori di libertà, uguaglianza e fraternità.

Così arriviamo al 2017 dove le due coste della Manica, quella francese e quella inglese, sono ugualmente imbrattate. Da una parte per criticare le politiche dell’Unione, dall’altra per dire che non è bene uscirne.

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