Cross The Streets al MACRO

cross the streets
L'arte di strada entra al museo. L'esposizione è aperta al pubblico fino a 1 ottobre 2017.

cross the streetsL’arte di strada entra al museo ed il museo si trasforma in strada.

Il MACRO, Museo d’Arte Contemporanea Roma ospita fino al 1 ottobre 2017 una serie di artisti della street art e dei graffiti per una collettiva d’arte che ha già fatto scalpore (ma la storia è ciclica e di sorprese in tal senso ce ne sono sempre state) sin dalla sua inaugurazione. Ma nulla frena i sogni e l’entusiamo di un progetto che è stato coltivato a lungo nel corso degli anni e che finalmente si appropria anche di spazi istituzionali per far conoscere al pubblico il meglio dell’arte di strada.

Entusiamo ed emozioni che si palesano anche durante la conferenza stampa di presentazione, scaturite proprio dalle parole di Paulo von Vacano, curatore della mostra intitolata Cross the Streets, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Regione Lazio, ideata e prodotta da Drago, in collaborazione con nufactory (promotore e ideatore di Outdoor Festival), progetto ABC della Regione Lazio e con il supporto organizzativo e servizi museali di Zètema Progetto Cultura. La mostra è inoltre patrocinata dal CONI.

cross the streetsIl progetto nasce dalla ricerca di Paulo Lucas von Vacano sulla controcultura di strada e le sue declinazioni, per una forma d’arte che riunisce i giovani, le periferie e le minoranze, quell’arte urbana che diviene patrimonio di tutti, donata dagli artisti alla popolazione. Forme che passano dunque dal writing ai graffiti, dai murales alla street art, influenzando anche altri settori, come la moda, la musica, il cinema, la fotografia e la pubblicità.

Attraverso il percorso espositivo di Cross the Streets si potrà dunque indagare proprio l’arte urbana, dalla sua nascita fino al giorno d’oggi, con una sorprendente potenza di azione e di pensiero, per una esplosione di colori e creatività, studiando inoltre il graffitismo romano che è stato uno dei pionieri al riguardo.

cross the streetsNella sezione “Street Art Stories” vi sono una serie di opere degli artisti partecipanti che mostrano sin da subito allo spettatore il concetto di urban art, per una panoramamica dele fenomeno dell’arte di strada e degli artisti che la popolano. Colpisce senz’altro l’opera di WK Interact che, con il suo lavoro di ben 14 metri di ampiezza, ha dato vita a una scena simbolo della sua ricerca dinamica. Vi sono anche i mosaici dell’artista Invader che, nell’estate del 2010, hanno letteralmente invaso le strade di Roma. Ci sono anche delle fotografie preziosissime e rarissime scattate a Keith Haring di Stefano Fontebasso De Martino, in cui si mostra l’intervento dell’artista al Palazzo delle Esposizioni, successivamente cancellato nel 1984 per il passaggio a Roma di Gorbaciov; ma vi sono anche le fotografie dell’intervento realizzato dallo stesso Haring proprio sui pannelli traspartenti del ponte sul Tevere (un tratto dove la metropolitana della Linea A è scoperto) che però è stato cancellato successivamente.

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Fra gli altri artisti in mostra vi sono Mike Giant, Sten e Lex, Will Barras, Cope 2, Doze Green e Roa, Swoon, Fafi, Flying Fortress, Koralie, Nick Walker, Miss Van, Hyuro, Jeremy Fish, Microbo, Bo130, Galo, 2501, Mark Jenkins, Moneyless, Giacomo Spazio, Solomostry, Stella Tasca, Agostino Iacurci, Ozmo, Pisa 73, Luca Mamone e il giovanissimo Mosa One (classe 1997!) e, per la sezione dedicata al pop surrealism, Ray Caesar, Mark Ryden, Marion Peck, Camille Rose Garcia, Kazuki Takamatsu, Yosuke Ueno fino ad arrivare ai toys di Ron English.

cross the streetsVi è inoltre una sezione fotografica incentrata sul fenomeno della Street Photography con opere di Estevan Oriol, Ed Templeton e Boogie.

La sezione “Writing a Roma, 1979-2017” ospita invece una ricerca dedicata al rapporto speciale che lega Roma al Writing fin dal dicembre 1979, quando la Galleria La Medusa ospitò la prima mostra di graffiti organizzata fuori dagli Stati Uniti, è curata da Christian Omodeo, fondatore di Le Grand Jeu, agenzia e bookstore di Parigi specializzata in arte urbana.

La riscoperta di alcune opere di Lee Quinones e Fab 5 Freddy mostra diverse generazioni di writers locali che, dagli anni ‘80 fino ad oggi, hanno fatto di Roma una delle capitali del Writing internazionale. Difatti, in nessun’altra città al mondo, le metropolitane e i treni del sistema ferroviario urbano sono stati dipinti con la stessa continuità (quasi trent’anni) di Roma. Tra gli artisti coinvolti, oltre a Lee Quinones e Fab 5 Freddy, vanno citati Napal e Brus, Jon e Koma, Imos, Pax Paloscia, Rebus, il fotografo Valerio Polici e le crews TRV e Why Style.

cross the streetsLa mostra è allestita dallo Studio Ma0, un team di architetti fondato nel 1996 a Roma specializzato in allestimenti e installazioni multimediali. All’interno dello spazio museale vi saranno inoltre segnaletiche orizzontali stradali, un modo per sottolineare ancora di più il collegamento con la strada.

Durante il periodo della mostra vi saranno inoltre numerosi progetti collaterali ed incontri per raccontare l’arte urbana su diverse tematiche. Inoltre vi è anche un progetto riguardante il rapporto tra l’arte e la salute psicofisica di fasce deboli come l’infanzia e la terza età realizzati con il Dipartimento di Pediatria della Facoltà di Medicina e Psicologia, La Sapienza, Ospedale Sant’ Andrea di Roma.

Questo e molto altro attende il visitarore al MACRO. La mostra Cross The Streets è aperta al pubblico fino al 1 ottobre.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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