Heidi – il film

TITOLO: Heidi
TITOLO ORIGINALE: Heidi
REGIA: Alain Gsponer
SCENEGGIATURA: Petra Volpe
FOTOGRAFIA: Christof Wahl
GENERE:
Avventura
CAST: Bruno Ganz, Anuk Steffen, Isabelle Ottmann, Quirin Agrippi
PAESE: Svizzera, Germania
PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE: Studio Canal / Key Films
ANNO: 2015
DURATA: 106 Min

TRAMA: Heidi è una bambina che ha perso entrambi i genitori e perciò vive con sua zia. Ma un giorno, zia Dete trova lavoro a Francoforte e non può portare la bambina con lei. Heidi viene perciò affidata all’unico parente ancora in vita che possa occuparsi di lei, suo nonno. Egli vive solitario in una baita di montagna e, dopo i primi rifiuti, comincerà ad abituarsi alla nuova vita con la nipotina.

Dopo decine di adattamenti cinematografici e dopo il manga giapponese che ha reso questo personaggio una vera e propria icona svizzera conosciuta in tutto il mondo, Heidi torna al cinema con il riadattamento del regista Alain Gsponer e con un cast d’eccezione, visto che i panni del nonno vengono vestiti dal grandissimo attore svizzero Bruno Ganz.

Secondo il regista, ogni generazione ha bisogno della sua “Heidi”. Così come la generazione degli anni 30/40 aveva avuto il film musicale di Heidi (interpretata da Shirley Temple), che grazie al suo successo commerciale aveva trasmesso al mondo l’immagine della Svizzera come paradiso della natura, quella cresciuta tra gli anni 70/80 ha conosciuto il cartone animato disegnato dalla matita del premio Oscar Hayao Miyazaki. Un successo planetario.

Grazie a questo film, quindi, questa generazione potrebbe aver accesso a una lettura autentica e non romanticizzata del romanzo di Spyri.

Il romanzo di Heidi, pubblicato nel 1880, è nato dalla penna della scrittrice svizzera Johanna Spyri. Non è nemmeno la prima volta che Gsponer è alle prese col romanzo di Heidi. Già da studente, il regista ne aveva realizzato un cortometraggio d’animazione. In quel caso, il corto era una satira sull’immagine della Svizzera, che si vende attraverso il personaggio di Heidi e lo stereotipo di un mondo accogliente e idilliaco. In realtà, come mette ben in luce il regista con un film molto aderente al romanzo, Heidi racconta anche un dramma sociale che racconta i problemi esistenziali della Svizzera di quell’epoca. A quel tempo, soprattutto nei ceti meno abbienti, essere bambini era difficile e non sempre si aveva la forza o la fortuna di diventare adulti. La Spyri, che aveva a cuore la loro condizione svantaggiata e quella delle giovani donne, crea con Heidi il personaggio di una bambina piena di autenticità e naturalezza, con un rapporto magico con la natura contrapposto al rigido mondo borghese vissuto in città, capace di sciogliere il cuore indurito del vecchio nonno ma anche di capire l’importanza dell’alfabetizzazione. La Spyri descrive in modo estremamente preciso la povertà in Svizzera e le difficoltà con le quali erano confrontati i bambini e gli orfanelli a quel tempo, lasciati a loro stessi.

Il film di Gsponer lavora su questa collocazione storica, anche se il tema centrale del racconto rimane su un indirizzo più prettamente pedagogico e sulla valorizzazione del rapporto con la natura. Il legame dei personaggi con la natura è qualcosa si estremamente profondo, quasi spirituale.

Heidi ama moltissimo vivere in mezzo ai monti a pascolare capre con il suo amico Peter, ma un giorno sua zia torna per portarla a vivere in una famiglia di Francoforte affinché faccia compagnia a Klara, la rampolla di casa Seseman costretta in sedia a rotelle per una malattia. Qui verranno fuori tutte le contraddizioni del mondo borghese. La rigida disciplina, il formalismo ma anche i “mali oscuri” che affliggono i personaggi compressi in una realtà non più “naturale”.

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Lavora da oltre quindici anni nel campo del web e della comunicazione digitale. È un project manager e ha conseguito un Master in Politiche Sociali dopo essersi laureato all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Prima, si era diplomato come perito di elettronica e telecomunicazioni. Se questo percorso non vi sembra lineare, allora leggete anche i suoi articoli.

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