Autori nel cassetto, attori sul comò

TeatroLo Spazio
Al Teatro Lo Spazio di Roma è andata in scena, il 6 agosto, la serata conclusiva di un concorso teatrale quanto mai vario, stimolante e vitale

TeatroLo Spazio2Con dalla sua una giuria di addetti ai lavori estremamente qualificata, un pubblico partecipe e compagnie assai motivate, la serata conclusiva di Autori nel cassetto, attori sul comò, che ha vivacizzato tra luglio e agosto la programmazione del Teatro Lo Spazio, ha confermato tutta la bontà di questo concorso teatrale giunto in gran salute alla decima edizione. Sei i lavori giunti in finale. E pur avendo anche noi delle preferenze a riguardo, essendoci ossia delle opere che ci hanno emozionato maggiormente rispetto ad altre sulle quali il giudizio resta più tiepido, a tutte va riconosciuto un merito, che ci sembra assai importante viste le finalità del concorso: in ciascun corto teatrale abbiamo cioè riconosciuto sia il compiersi di una poetica nella durata piuttosto ridotta (intorno ai 15 minuti) della rappresentazione, sia le potenzialità per approdare attraverso una accorta opera di riscrittura a una pièce dalla diversa e più ampia estensione. Qualcosa di simile, insomma, a ciò che abbiamo riscontrato spesso in ambito cinematografico seguendo quei festival di cortometraggi, così diffusi sul territorio specie in estate, che rivelano a volte autori già maturi i cui corti possono essere valido trampolino di lancio, per un successivo passaggio al lungo.

The Moon is Desert, regia di Fabio Cicchiello
The Moon is Desert, regia di Fabio Cicchiello

La serata finale del 6 agosto al Teatro Lo Spazio potrebbe essere raccontata in vari modi. Accodandosi per esempio alle suggestioni più disparate colte sull’onda dell’emozione, o anche al carisma rivelato da certi personaggi, oppure a qualche sotterraneo “fil rouge” presente in più lavori quale potrebbe essere giustappunto l’impronta del teatro sociale o, in alternativa, la natura surreale di certe soluzioni umoristiche. Ma preferiamo volare basso. Per cui atteniamoci intanto alla premiazione per illustrare brevemente i tre corti teatrali finiti sul podio; a partire dal vincitore che, per inciso, è quello che pure noi abbiamo amato senza riserve.
1° classificato The Moon is Desert per la regia di Fabio Cicchiello, con Daniele Dositeo, Luca Refrigeri, Katiuscia Rossi e Corrado Zizzo. Ovvero un agguerrito contingente in rappresentanza di quella compagnia, Movimento Comico, che con la sua delirante fantasia spaziale ha dimostrato intanto di saper lavorare sulla clownerie, sul piano per niente scontato del cabaret straLUNAto e surrealista, indovinando sempre i tempi comici: fresche le idee, giocosa la messa in scena, leggero ma pungente l’apparato citazionistico, per una avventura lunare tanto esilarante quanto originale nella sua adorabile demenzialità.

Federico Galante e Martina Montini, protagonisti del corto teatrale "Lo stagno"
Federico Galante e Martina Montini, protagonisti del corto teatrale “Lo stagno”

Si cambia registro di già con il lavoro classificatosi 2°, Lo stagno, per la regia di Armando Quaranta con protagonisti Federico Galante e Martina Montini. Stagno, sì, perciò stagnazione, a livello emotivo, esistenziale e ovviamente sentimentale, per questa cruda analisi del rapporto di coppia che – non a caso – si è subito guadagnata i favori del pubblico. Sia per l’apprezzabile naturalezza degli interpreti, sia per il lucido pessimismo dell’autore che, attraverso lampi di ironia e scene emotivamente coinvolgenti, ha saputo affrescare un disagio contemporaneo percepito con forza, specie in ambito giovanile.
Di grande impatto emotivo, con l’ingresso in scena di una bambina divenuta poi la piccola mascotte della serata, è pure la parte conclusivo del corto teatrale classificatosi 3°, ovvero Vinni a u’ munnu, una accorata e onestissima rivisitazione del dramma vissuto dai famigliari tanto dei magistrati che degli uomini di scorta, in quelle orribili stragi di mafia che noi tutti ricordiamo. In ciò si è fatta valere anche la prova così empatica della protagonista Martina Zuccarello, il suo sincero grido di dolore. Qualcosa da rivedere invece, anche in prospettiva di un allungamento del testo, nella regia di David Mastinu, che segna un po’ troppo marcatamente lo stacco tra le scene di quotidianità prima della tragedia e la comunicazione alla donna di un lutto improvviso e sconvolgente.

Debora Mattiello, premiata come Migliore attrice ad "Autori nel cassetto, attori sul comò"
Debora Mattiello, premiata come Migliore attrice ad “Autori nel cassetto, attori sul comò”

Ci viene però voglia di sostare ancora un po’ nei paraggi del teatro di impegno civile, perché tra gli altri tre corti teatrali arrivati in finale ad Autori nel cassetto, attori sul comò è proprio quello scritto ed interpretato da Debora Mattiello, Vietato oltrepassare la linea gialla, il lavoro che ci ha maggiormente impressionato e che rivedremmo volentieri a teatro in versione ampliata. Una interpretazione, peraltro, che non ha conquistato soltanto noi: Debora al Teatro Lo Spazio ha vinto meritatamente il premio come migliore attrice. Come considerare innanzitutto la sua prova, un monologo o una polifonia? Cominciamo col dire che qui si sta parlando di uno degli eventi più tragici della storia d’Italia, la strage di Bologna del 2 agosto 1980. E l’autrice ha scelto di ricordarne l’orrore montando in un collage dal gusto agrodolce gli ultimi istanti, quei possibili momenti di vita vissuta, di una serie di personaggi da lei fatti interagire nel corso di quell’infausta mattinata alla stazione di Bologna. Un’atmosfera elettrica sembra pervadere tutto il suo spettacolo, tra piccoli travestimenti, cambi di voce, brevi siparietti umoristici e quella cappa soffocante dovuta al senso dell’imminente tragedia. Alla fine resta così per il pubblico un bel groppo in gola, uno di quelli che ti trascini a lungo. Facendoti sentire ancora parte di un’umanità sofferente ma sempre percorsa da un insopprimibile istinto vitale.

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