IL PESCE ROSSO

Ospite gradito delle nostre case, il pesce rosso è da sempre forse il primo animale domestico di ogni bambino cittadino, le motivazioni di questa scelta sono molteplici: occupa poco spazio, non necessita di grandi cure, non va portato a spasso e i vicini non si lamentano perchè lo sentono piangere se lasciato solo.

Ma non tutti sanno che è un animale che ha tradizioni antiche, era conosciuto già in Cina a partire dal X secolo, vanta molte varietà di livrea e forme, può raggiungere in natura dimensioni notevoli fino ai 2 metri di lunghezza e può vivere in natura fino all’età di 60 anni.

Il pesce rosso (o carassius auratus) vive bene in un acquario di piccole dimensioni, e per piccole dimensioni intendo almeno 2 litri d’acqua per ogni centimetro di pesce, quando li acquistiamo hanno una lunghezza di circa 8 cm quindi la vasca deve avere una capienza di almeno 16 litri d’acqua, la temperatura ottimale sarebbe circa 20 gradi ma gradisce anche temperature da acquario tropicale (25/27 gradi) con l’inconveniente che aumentando la temperatura aumenta il metabolismo e quindi anche la vivacità e l’appetito già insaziabile a priori, e di conseguenza diminuisce la longevità.

L’acqua di rubinetto non è ottimale per nessuna varietà di pesce tropicale e non, perchè trattata con cloro e di solito di durezza e alcalinità inadeguate, per esempio a Roma la durezza carbonatica dell’acqua si aggira intorno ai 30 gradi che è decisamente troppo dura per la maggior parte delle speci acquatiche che sopportano una durezza tra i 10 e i 15 gradi e può causare problemi di varia natura come per esempio l’idropsia, malattia inguaribile non infettiva ma letale.

L’acqua della vasca va cambiata regolarmente se non si dispone di un filtro adeguato, e per regolarmente intendo ogni 2/3 giorni perchè non dimentichiamoci che i pesci vivono nell’acqua quindi la respirano, la assorbono attraverso le squame e ovviamente producono urea all’interno di essa.

L’acqua del cambio andrebbe trattata con un biocondizionatore che neutralizza i metalli pesanti, il cloro e tutti gli elementi nocivi per i nostri amici pinnati in essa contenuti; il biocondizionatore protegge anche le mucose dei pesci dall’attacco di batteri, ce ne sono diversi in commercio e si acquistano con modica spesa presso un rivenditore specializzato; l’alternativa più economica è far decantare l’acqua da utilizzare per il cambio, almeno per 24 ore in modo da far evaporare il cloro che è l’elemento che principalmente causa la morte del pesce.

Il pesce rosso vive meglio in compagnia dei suoi simili, vive bene anche in acquario tropicale ma mai con pesci aggressivi e con tartarughe d’acqua dolce che sono troppo aggressive e carnivore e andrebbero tenute in terracquario separato.

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Segni particolari: Informatica di lungo corso, cittadina di internet, residente del web. Nasce assistente al software nei primi anni 90, poi cresce come programmatore di vari linguaggi (c, cobol, Visual Basic, sql, pl1 ecc.) evolve come analista programmatore ma poi cambia rotta, ma non troppo, ricoprendo il ruolo di recruiter (di figure informatiche ovviamente, ma non solo) poi di responsabile del personale e infine di direttore del personale di una nota testata giornalistica politico/economica. Ma non si ferma qui; quasi per caso intraprende con successo la carriera di docente informatico presso importanti aziende e clienti istituzionali nel lontano 2002 e scopre di amare non solo la cattedra ma anche i fogli di calcolo e i database relazionali di cui in breve tempo ne diventa cintura nera. Consegue la certificazione ECDL e l'abilitazione di esaminatore AICA, ed esercita anche come esaminatore ecdl dal 2004. Attualmente la docenza è la sua vita, le da molte soddisfazioni a livello professionale . Materie insegnate: pacchetto office a tutti i livelli, gestione della segreteria, d.lvo 81/2008 (salute e sicurezza). insomma, informatica di lungo corso, amante dei libri dei viaggi degli animali e della birra; attualmente docente transumante con la speranza forse utopica di trovare un pascolo fisso.

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