Arcimboldo a Roma

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Fino all'11 Febbraio 2018 è possibile visitare la mostra presso Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini.
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Giuseppe Arcimboldo
L’Estate
1555-1560 circa
Olio su tela / 68,1×56,5 cm
Monaco di Baviera, Bayerische Staatsgemaldesammlungen
Foto di Sara Di Carlo

L’Arciboldo, ovvero Giovanni Arcimboldi (Milano, 1526 – 1593) arriva a Roma con una ventina di capolavori, disegni e dipinti. Una serie di opere che per la prima volta si possono ammirare nella Capitale grazie ai prestiti provenienti dai musei di Basilea, Denver, Houston, Monaco di Baviera, Stoccolma, Vienna, Como, Cremona, Firenze, Genova e Milano.

Esposte all’interno della mostra, ospitata presso Palazzo Barberini, vi sono circa 100 opere, ma non tutte riguardano Arcimboldo, bensì sono presenti anche altri artisti dello stesso periodo o seguaci della stessa corrente artistica di Arcimboldo, altrettanto affascinanti.

Il percorso espositivo è suddiviso in sei sezioni, iniziando così l’esplorazione dell’ambiente in cui si è sviluppata la corrente artistica di Arcimboldo. La prima sezione, L’Ambiente Milanese, raccoglie una serie di opere religiose di artisti, tra i quali Cesare da Sesto, in contrapposizione con i dipinti Estate e Inverno di Arcimboldo. Vi è presente anche un arazzo di Como e le vetrate del Duomo di Milano, oltre all’autoritratto dell’Arcimboldo stesso. A seguire anche oggetti di pregio, a testimonianza di un ambiente sempre più alla ricerca di oggetti di lusso e ricercati.

La seconda sezione è intotolata A corte tra Vienna e Praga, periodo in cui Arcimboldo è il ritrattista della corte Asburgica. In questa sezione sono presenti il ritratto dell’Arciduchessa Anna, figlia dell’imperatore Massimiliano II. Vi sono anche le opere più note di Arcimboldo, ovvero i ritratti dalle teste composte da frutta e fiori, i quattro ritratti della personificazione delle stagioni, ovvero Primavera, Estate, Autunno ed Inverno, in dialogo con gli Elementi della terra, ovvero Acqua, Aria, Fuoco e Terra.

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Giuseppe Arcimboldo
La Primavera
1555-1560 circa
Olio su tela / 68×56,5 cm
Monaco di Baviera, Bayerische Staatsgemaldesammlungen
Foto di Sara Di Carlo

La terza sezione è riservara agli Studi naturalistici e Wunderkammer, promotori dei quali furono i sovrani asburgici. All’interno vi sono zanne, coralli e oggetti curiosi, riguardanti le meraviglie della natura. Enigmatico anche il Ritratto di Antonietta Gonzales di Lavinia Fontana.

In questa sezione ci sono anche le famose “teste reversibili“, ove è possibile ammirare le opere di Arcimboldo che riflesse allo specchio assumono un’altra forma. Le due opere presenti sono L’Ortolano e Il Cuoco. Accanto alle due opere sono presenti anche alcune tele riguardanti la Natura Morta, soggetto che man mano prese piede nella Milano di fine Cinquecento, inizio Seicento.

La quinta sezione, intitolata Il Bel Composto, mostra diverse opere composite che a primo sguardo sembrano ritrarre proprio delle figure umane, mentre a guardarle attentamente si possono osservare che quei ritratti sono composte da varie forme e figure, per un intreccio e “giochi” ad effetto pittorici davvero sorprendenti.

L’ultima sezione è quella denominata Pitture “ridicole”, ove la principale caratteristica delle opere presenti è per l’appunto il gioco e l’ironia. In questa sezione troviamo ad esempio Il Giustista e Il Bibliotecario.

Una mostra dunque affasciante e “insolita”, dove l’arte si mescola all’ironia, in un fantastico intreccio pittorico che ha reso l’Arcimboldo un indimenticabile pittore, ancor oggi molto riconoscibile per il suo stile quasi unico.

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Giuseppe Arcimboldo (copia da)
Il Bibliotecario
Olio su tela / 97×71 cm
Svezia, Castello di Skokloster
Foto di Sara Di Carlo

Arcimboldo si è formato nella bottega del padre ed è stato un seguace di Leonardo da Vinci. Non è solo un pittore noto per le sue tele raffiguranti teste composte da frutta e fiori, ma è stato anche un poeta e un filosofo. E’ stato difatti uno dei protagonisti della cultura manieristica. Arcimboldo è stato molto apprezzato dalle corti d’Europa, come quella di Vienna e Praga, al servizio anche di Ferdinando I, Massimiliano II e Rodolfo II, guadagnandosi anche il titolo nobiliare di Conte Paladino.

La mostra è aperta al pubblico fino all’11 Febbraio 2018 presso Gallerie Nazionali di Arte Antica a Palazzo Barberini, ed è organizzata da Gallerie Nazionali di Arte Antica e da Mondo Mostre Skira, a cura di Sylvia Ferino-Pagden, una delle maggiori studiose di Arcimboldo.

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Giornalista. In special modo seguo mostre di artisti contemporanei, spettacoli teatrali, anteprime cinematografiche e tutto ciò che mi incuriosisce.

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