IL MATURO JONNY LANG

Il bambino prodigio di un tempo è diventato grande

JONNY LANG – SIGNS – MASCOT LABEL GROUP/PROVOGUE – 2017

Produzione: Jonny Lang, Drew Ramsey & Shannon Sanders

Titoli: 1) Make it move; 2) Snakes; 3) Last man standing; 4) Signs; 5) What you’re made of; 6) Bitter end; 7) Stronger together; 8) Into the light; 9) Bring me back home; 10) Wisdom; 11) Singing songs

 

Non fatevi ingannare dall’aspetto pulito, senza barba, o dall’impressione del bravo ragazzo contrapposta a quella di tante rockstar maledette per convinzione o per imposizione: Jonny Lang ha molto da offrire al più incallito rocker.

Esaurita da un pezzo ormai l’onda mediatica di quel ragazzo prodigio che esordiva 22 anni fa con Lie to me a soli 15 anni, Jonny Lang è ormai un uomo fatto anche musicalmente parlando.

Sempre presenti, e ci mancherebbe, le radici blues di un ragazzo cresciuto nelle fattorie del North Dakota, presenti anche un paio di episodi più abbordabile dal pubblico di massa, ma comunque molto ben costruiti ed eseguiti e che comunque non fanno gridare ad alcun tradimento: parlo soprattutto di Last man standing What you’re made of. Un rock un pò più puro e verace il primo, più furbetto il secondo.

Ma non mancano altri elementi di interesse: l’opener Make it move col suo sofferto cantato gospel, e una chitarra un pò acida e un pò “spezzettata” come ad infierire sul malcapitato al microfono (cioè sempre lui), la vivacità della title-track Signs col suo guitar solo che comunque evoca pesantemente Hendrix, per chi ama il genere la conclusiva Singing songs, lenta, triste, trascinata.

Ma soprattutto un sound sanguigno, rumoroso e distorto in vari passaggi, ma sempre avvincente, oltre ad una qualità dal punto di vista compositivo sempre medio-alta, e questo è ciò che conta… e pazienza se non è il solito ragazzaccio brutto, sporco e cattivo!

Alessandro Tozzi

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