IL GIARDINO DELLE FARFALLE di Dot Hutchison

Trama: Vicino a una villa isolata c’è un bellissimo giardino dove è possibile trovare fiori lussureggianti, alberi che regalano un’ombra gentile e… una collezione di preziose “farfalle”: giovani donne rapite e tatuate in modo da farle assomigliare a dei veri lepidotteri. A guardia di questo posto da brividi c’è il Giardiniere, un uomo contorto, ossessionato dalla cattura e dalla conservazione dei suoi esemplari unici. Quando il giardino viene scoperto dalla polizia, una delle sopravvissute viene portata via per essere interrogata. Gli agenti dell’FBI Victor Hanoverian e Brandon Eddison hanno il compito di mettere insieme i pezzi di uno dei più complicati rompicapo della loro carriera. La ragazza, che si fa chiamare Maya, è ancora sotto shock e la sua testimonianza è ricca di episodi sconvolgenti al limite del credibile. Torture, ogni forma di crudeltà e privazione sembravano essere all’ordine del giorno in quella serra degli orrori, ma nella deposizione della giovane donna, che ha delle ali di farfalla tatuate sulla schiena, non mancano buchi e reticenze… Più Maya va avanti con il suo terrificante racconto, più Victor e Brandon si chiedono chi o cosa la ragazza stia cercando di nascondere…

Titolo: Il giardino delle farfalle
Autore: Dot Hutchison
Editore: Newton Compton Editori, 2017
Lunghezza: 336 pagine

Libro interessante, storia ben raccontata anche se a mio avviso un po’ prolissa ma intrigante e d’impatto.

La storia è quella di una mente malata (il giardiniere) che cattura giovani donne, le trasforma in farfalle tatuandone le ali sulla schiena, le spersonalizza assegnando ad ognuna un nuovo nome e le costringe a vivere in un giardino bellissimo per poterne goderne (sessualmente parlando) a suo piacimento fino alla data di scadenza che ha stabilito per ciascuna di esse ossia il ventunesimo compleanno, dopodichè le conserva in teche di vetro sotto resina per perpetuare la loro bellezza in eterno.

La vita nel giardino viene raccontata da una delle farfalle sopravvissute con dovizia di particolari nel bene e nel male, ed emerge una realtà fatta di perfezione fisica e regole da non infrangere assolutamente, pena la messa sotto vetro e resina anticipata.

Le farfalle quindi possono godere del giardino, dei suoi fiori, della cascata e del laghetto a piacimento, possono leggere, passeggiare, correre, nuotare e socializzare tra loro ma non possono uscire dalla loro prigione, non hanno nessun contatto col mondo esterno attraverso tv, computer o cellulari, e sono costantemente controllate da telecamere installate ovunque.

E poi c’è il loro carceriere che decide con chi passare la notte di volta in volta, ma dal racconto di Maya (la sopravvissuta) non emerge mai crudeltà fisica da parte sua verso le farfalle, ma solo crudeltà psicologica perchè in realtà non usa mai violenza fisica sulle farfalle oltre quella sessuale ovviamente. Non mancano nemmeno gli elementi di disturbo in questo contesto che sono rappresentati dalla cuoca/infermiera, ex farfalla ripudiata ma riciclata perchè utile nelle sue mansioni, e i due figli del giardiniere diametralmente opposti tra di loro: uno sensibile e sognatore che scoperchierà questo vaso di Pandora e l’altro sadico e disturbato mentalmente che con le sue torture e sesso violento provocherà la morte di diverse farfalle.

Gli agenti che seguono il caso e ascoltano la testimonianza di Maya inizialmente giocano all’agente buono e l’agente cattivo ma alla fine si scopre il loro lato umano e si sa, con il miele si ottiene di più che con l’aceto e tutta la storia verrà raccontata in modo quasi asettico portando alla luce tutte le perversioni del giardino.

Il finale non è assolutamente banale ma interessante e ben congegniato.

 

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Segni particolari: Informatica di lungo corso, cittadina di internet, residente del web. Nasce assistente al software nei primi anni 90, poi cresce come programmatore di vari linguaggi (c, cobol, Visual Basic, sql, pl1 ecc.) evolve come analista programmatore ma poi cambia rotta, ma non troppo, ricoprendo il ruolo di recruiter (di figure informatiche ovviamente, ma non solo) poi di responsabile del personale e infine di direttore del personale di una nota testata giornalistica politico/economica. Ma non si ferma qui; quasi per caso intraprende con successo la carriera di docente informatico presso importanti aziende e clienti istituzionali nel lontano 2002 e scopre di amare non solo la cattedra ma anche i fogli di calcolo e i database relazionali di cui in breve tempo ne diventa cintura nera. Consegue la certificazione ECDL e l'abilitazione di esaminatore AICA, ed esercita anche come esaminatore ecdl dal 2004. Attualmente la docenza è la sua vita, le da molte soddisfazioni a livello professionale . Materie insegnate: pacchetto office a tutti i livelli, gestione della segreteria, d.lvo 81/2008 (salute e sicurezza). insomma, informatica di lungo corso, amante dei libri dei viaggi degli animali e della birra; attualmente docente transumante con la speranza forse utopica di trovare un pascolo fisso.

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