CABARET DOMESTIQUE

Grazie a una guida sublime come Giuditta Sin, la notte ha cominciato ha rivelarci i suoi segreti, nei voluttuosi ambienti della Cappella Orsini...

Roma, Cappella Orsini Club, 14 Dicembre 2017

Cast: Giuditta Sin (tableau vivant), Gonzalo Mirabella (performer / exotic dancer), Mariaelena Masetti Zannini (poetessa e attrice), Damiana Ardito (onirica presenza e maîtresse), Vanthill (cat woman) Le Voluptas (sorpresa onirica), Stefano Mendeni (live painting), Jesus (Voice from heaven), Francesco Paniccia (piano), Fiammetta Alexander (songwriter), Smadonno di tindaro (onirica presenza), DJ- Mav from Ritual The club e molti altri ospiti.

INTRO: Cos’è Cabaret Domestique? Un’atmosfera insolita e stravagante ispirata all’epoca in cui Roma pullulava di cafe chantant, artisti di varietà e non solo si dilettavano ad organizzare piccoli show in abitazioni private o in luoghi intimi accessibili a pochi, detti “periodiche”, in cui artisti e pubblico potevano assaporare il piacere di una dimensione rilassata e accogliente. Cabaret Domestique crea sulla scia di quelle atmosfere un nuovo modo di concepire lo spettacolo e l’arte di intrattenere. Un’esplorazione sensuale ed un affinamento dei sensi, uno spettacolo per gli occhi, un’estasi per il palato.

Cappella Orsini Club

Cappella Orsini Club. Una vecchia cappella sconsacrata dietro Campo de’ Fiori, che sta diventando protagonista delle notti romane. Ed è lì che la sera del 14 dicembre abbiamo seguito la nostra Musa ispiratrice, Giuditta Sin, consapevoli di andare incontro a un’altra esperienza fuori dal comune. Innanzitutto due parole sull’insolita location: ci era stata promessa un’atmosfera da “cafe chantant” di una volta, ed in effetti approdare alla Cappella Orsini dà subito l’impressione, vertiginosa, di aver effettuato un tuffo nel passato, salvaguardando al contempo qualche necessaria comodità del presente. Curatissimo e accessoriato è difatti il bancone del bar, nella confortevole saletta al piano terra. Così come efficiente ed estremamente accogliente è tutto lo staff del locale. Ma poi alcune scalette permettono di accedere a un piano superiore decisamente ricco di sorprese. Anche qui l’angolo adibito ai cocktail (nonché al lauto buffet, apparecchiato per l’occasione), si presenta quale anticamera di uno spazio più ampio, preposto alla più tradizionale cena ai tavoli come anche ai momenti salienti dello spettacolo. Logica conseguenza di tutto ciò, formule differenti di fruizione della serata, con cena servita o meno, così da accontentare un po’ tutte le tasche ed esigenze diverse. Sedie di legno, chincagliere d’ogni tipo, arredo eccentrico creano da subito un clima particolare. In più, ulteriore concessione alla modernità, alcuni schermi rimandano di continuo immagini de La grande bellezza di Sorrentino o dei film di Fellini. Scelte “cinefile” quanto mai valide e appropriate alla situazione. Perché qui, volendo, già nella scenografia si fa vivo un tocco di magia.

Giuditta Sin

L’incantesimo vero e proprio deve però ancora avvenire. Lo show ha inizio con una prima apparizione della seducente Giuditta Sin: sortilegio di veli e di sorrisi ammalianti, lei la conoscono un po’ tutti, ormai, essendo una delle artiste di Burlesque più ammirate e richieste della capitale. Peraltro ci si presenta di nuovo quale splendida Regina Noctis. Sì, perché già le note in sottofondo e un messo dall’aria tenebrosa sguinzagliato tra i tavoli ci introducono a una riedizione della performance, così magnetica, che avevamo scoperto tempo addietro su un altro sontuoso palcoscenico, quello del Club Epoque di Via Degli Avignonesi…
Qui in ogni caso vi è un’atmosfera ancora diversa. Dopo che la nostra Giuditta Sin è riuscita a calamitare l’attenzione del pubblico, molti altri artisti si alterneranno nel corso della serata. Così tanti che per brevità riusciremo a citarne solo alcuni. A cominciare magari da una come sempre elegantissima Fiammetta Alexander, cantante che con la sua voce calda e suadente esordisce interpretando un brano da lei composto. E mentre si esibisce, si ha quasi la sensazione che il suo sguardo si incroci con quello di Marcello Mastroianni sullo schermo, considerando che nel frattempo i monitor nella sala stanno mandando in loop alcune scene de La dolce vita. Un brivido sotto la pelle accompagna invece l’ingresso in scena di Mariaelena Masetti Zannini, intensissima performer e poetessa la cui voce e le cui passionali movenze non possono lasciare indifferente il pubblico. Così come non si può restare indifferenti di fronte alla performance canora di Jesus, davvero una voice from heaven la sua (nonostante il look più “panico” e dionisiaco che da Empireo dantesco), con la quale reinterpreta David Bowie ammutolendo di fatto la sala; e la sua silhouette allungata in controluce, durante il brano, potrebbe tranquillamente essere un frame di qualche film di Almodovar, vista la sua fortissima presenza scenica. Da parte nostra, mentre si assapora lentamente un cocktail squisito e dal gusto assai vivace (a proposito, se capitate in una di queste serate, fatevi consigliare dagli scaltrissimi barman del locale una miscela che comprenda acque toniche leggermente speziate, tipo quella al cardamomo: il risultato vi sorprenderà), può capitare che si noti avanzare sinuosamente sul pavimento una deliziosa “donna gatto”, alle cui fusa è impossibile resistere. Sicuramente possiamo annoverare pure lei, tra le rivelazioni di uno show che non ha cessato mai di stupire.

La diversità cui accennavamo in precedenza risiede semmai nel fatto che, per chi sosta nell’area buffet della Cappella Orsini, vi è la possibilità di sbirciare i numeri che fin qui abbiamo provato sommariamente a descrivere, osservando al contempo gli interpreti prima del loro ingresso in scena, commentando con essi gli strepitosi cambi d’abito, ascoltando i complimenti e i consigli che si danno tra loro; assaporando, insomma, un inedito “dietro le quinte”, che regala di continuo una percezione diversa. Come se si venisse gradualmente a far parte di quell’allegra e colorata famiglia. Tant’è che Giuditta e l’altro performer Gonzalo Mirabella, che assieme a lei ha ideato il Cabaret Domestique, durante la serata si sono finanche prodotti in occasionali appelli agli spettatori, affinché coloro che tra i presenti ritenevano di poter donare alla platea un numero di qualsivoglia genere, non si facessero troppi scrupoli a proporre un’esibizione o a improvvisare comunque qualcosa. Un po’ a malincuore, verso l’una di notte, abbiamo abbandonato l’indubbiamente creativa, scoppiettante e affiatata combriccola… ma con la sensazione che di bei momenti ce ne sarebbero stati ancora parecchi, alla Cappella Orsini. Nella così avvolgente e inconfondibile cornice del Cabaret Domestique.

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