Incontro con Daniele Aristarco, autore di “Io dico no! Storie di eroica disobbedienza”.

Quando un NO cambia la Storia.

Intensa ed indimenticabile giornata quella trascorsa a Campobasso (e Ferrazzano) da Daniele Aristarco, scrittore per ragazzi.

Appuntamento fortemente voluto da Rossella Andreassi, responsabile del settore risorse del Patrimonio Museale e Culturale- UNIMOL di Campobasso, che , la scorsa estate, trovandosi per le mani il nuovo libro di Aristarco, ne ha apprezzato talmente tanto il contenuto, ed il messaggio, riuscendo a portare lo scrittore a Campobasso per l’iniziativa “Indovina chi viene al museo? Conversazioni con l’autore” .

Aristarco, nella mattinata del 13 dicembre, ha incontrato prima gli studenti della scuola secondaria F. D’Ovidio di Campobasso, e, a seguire, si è recato a Ferrazzano (CB) dove ha incontrato gli studenti di 5° primaria e 1° secondaria di primo grado.

Nel pomeriggio è stato presso il Museo della scuola e dell’educazione popolare e lì, dopo un incontro con i ragazzi, durante il quale ha fatto realizzare agli stessi un bellissimo segnalibro, si è intrattenuto con gli adulti per presentare il suo libro“Io dico no! Storie di eroica disobbedienza” (Einaudi Ragazzi 2017) dialogando con Alberto Carli, dell’Università del Molise e Michela D’Alessio, dell’Università degli studi della Basilicata..

Un libro costato fatica all’autore che ha dovuto, sapientemente, fare una cernita dei personaggi che hanno detto NO a diverse situazioni di vita rendendo quel NO un “no” che ha fatto la Storia!

Il NO!, la parola monosillabica che i bambini dicono spesso, che imparano generalmente dopo il “mamma e papà”, la parola detta solo per disobbedire, nel libro viene resa la parola più corta e più importante della Storia: un NO detto proprio per far valere i propri diritti, il NO di EROICA DISOBBEDIENZA.

35 storie molto diverse tra loro che iniziano ai tempi di Prometeo, il quale ha detto NO all’obbedienza , passando per Socrate, Diderot, Lincoln, Wilde fino ad arrivare ai giorni nostri con il NO di Stephen Hawking e Mahvash Sabet, prigioniera per “diversa” fede religiosa, con il suo NO ancora in atto.

Tra le varie storie, tutte interessanti, che anche Rosa Parks che, con un piccolo “no” su un autobus detto nel 1955, cominciò a cambiare la storie degli afroamericani.

Ci sono tanti assenti in questo libro, tante persone che hanno detto NO ed hanno fatto storia, come, ad esempio, Pier Paolo Pasolini ed il genocidio culturale.

Aristarco era partito con 60 storie, poi 50 fino ad arrivare a 35 scegliendo storie che ha potuto raccontare in quelle poche cartelle. Ha dovuto eliminare storie e personaggi perché sarebbe stato impossibile riassumere i loro NO in poche pagine.

Ogni storia raccontata è importante, si ci riesce anche ad innamorare dei personaggi descritti, si ci riesce ad immedesimarsi, come, ad esempio, la storia di Franca Viola, personaggio carissimo all’autore, che è stata la prima donna italiana a rifiutare il “matrimonio riparatore” quando, nel 1967, disse NO all’uomo che l’aveva violentata.

Franca Viola diventò in Sicilia un simbolo di libertà e dignità per tutte quelle donne che dopo di lei avrebbero subito le medesime violenze e , grazie a lei, ebbero il coraggio di “dire no” e rifiutare il matrimonio riparatore. Inoltre, grazie a lei, anche se dopo anni, la violenza sessuale divenne un reato “contro la persona”, prima era invece “contro la morale” e decadeva, appunto, con il matrimonio riparatore.

Importante anche la storia di Oscar Wilde ed il suo NO all’omofobia, tanto da pagarlo con il carcere,che rappresenta il rigore assoluto e morale ed anche la storia di Socrate che ha pagato, con la sua stessa vita, il NO all’ingiustizia quando rifiutò di evadere dal carcere anche se la sentenza che lo aveva condannato era ingiusta.

Sono tutti temi bellissimi, da leggere. Non è un romanzo, non ha una trama da seguire, si può leggere il libro saltando da un personaggio all’altro e, l’unico, importante, filo conduttore è il NO inteso come un SÌ alla LIBERTA’!

Durante l’incontro con gli alunni, la partecipazione è stata molto attiva e molte sono state le domande sottoposte all’autore, ne riporto qui qualcuna:

Domanda -La mia storia preferita è stata quella di Socrate e del suo NO all’ingiustizia. Qual è stata la tua?

Aristarco- La mia storia preferita è quella di Oscar Wilde, ma alla fine mi piacciono tutte. Per scrivere di Oscar Wilde ho letto anche la sua sentenza, sono andato a documentarmi ed a leggere gli atti processuali, sono un’opera d’arte straordinaria.

D-Come mai hai deciso di fare lo scrittore? Lo volevi fare da piccolo?

A-La scrittura mi diverte. Avevo deciso di diventare un avvocato, ho studiato 2 anni giurisprudenza, ma poi ho deciso di diventare uno scrittore. Ho cominciato a scrivere fin da quando sapevo farlo, e prima ancora di saper scrivere illustravo attraverso i disegni le storie che mi raccontavano.

D- Quando hai letto il tuo primo libro?

A- Ho letto il mio primo libro a 5/6 anni, e, all’età di 8 anni circa, ho letto un libro che mi ha emozionato tantissimo: il processo di Josef K.. Dopo averlo letto ero così emozionato che dovevo raccontare la storia a tutti, i miei compagni non erano interessati, allora l’ho raccontato alla maestra. La maestra, stupita, ha chiamato mia mamma per chiedere come mai mi avesse comprato quel libro e dopo hanno anche chiamato gli psicologi (nota: il Processo è un libro dello scrittore Kafka, famoso nel raccontare le angosce ed i timori.) .

D- Hai scritto altri libri?

A-Sì, ho scritto dell’australopiteco Lucy, ho scritto di alcuni racconti di Shakespeare, in tutto ho scritto una decina di libri per ragazzi, anche in lingua francese.

Durante l’incontro con gli studenti, Aristarco ha letto la storia di Settimia Spizzichino, sopravvissuta ad Auschwitz, che ha conosciuto personalmente, lasciando agli studenti un monito: non dimenticare per non commettere gli stessi errori.

Alcuni personaggi sono realmente esistiti, altri sono miti ma tutti inneggiano alla libertà.

Per dimostrare di essere vivi, bisogna combattere le ingiustizie, attraverso i fatti.

Ci sono due tipi di ingiustizie: quelle personali e quelle collettive. Le ingiustizie non sono state fatte dalle persone potenti ma da tutti quelli che non reagiscono alle ingiustizie.

Chiudo con una citazione di Wilde riportata nel libro di Aristarco: non esistono libri morali o immorali, i libri sono scritti bene o scritti male.  Tutto qui.

Un ottimo libro scritto benissimo per i ragazzi ma perfetto anche per gli adulti.

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