A TU PER TU CON FILIPPO LATERZA

Il giovane Couturier Filippo Laterza si racconta a noi di Sulpalco.

Filippo raccontaci come e’ nata la passione per la moda. Con la tua collezione ‘Opera Orientale’ hai portato in passerella la magnificenza e gli sforzi che a me hanno ricordato il Dior degli anni d’oro; gli abiti sembravano uscire da una favola. Cosa ti ha ispirato?

Io sono nato in una famiglia dove la moda già regnava sovrana, perché mia nonna aveva un Atelier di abiti da sposa mentre mia mamma di abiti da uomo. Quindi fin da piccolo i miei giochi preferiti erano le stoffe, che drappeggiavo sui manichini. All’età di 6 mi sono scritto ad una scuola d’arte perché amavo disegnare, crescendo ho scelto una scuola professionale per la moda e li’ ho vinto un concorso ed ho iniziato a lavorare con Stefano Cavalleri su collezioni di abbigliamento bambino che rimane il mio primo amore. Mi riempie di orgoglio il paragone con Dior perché rimane uno degli stilisti/artisti che preferisco. Ho preso ispirazione per la mia collezione in un viaggio fatto in Cina dove sono rimasto oltre un mese. Le opere che ho visto li’ mi hanno suggerito le fantasie dei miei abiti, io prendo sempre molto ispirazione dall’arte stessa. Quando ho visto l’Opera di Pechino, quei makeup così forti, così pieni di colore, ho pensato fosse l’ispirazione giusta per la mia collezione. I tessuti dei miei abiti sono stati fatti alcuni proprio in Cina da tessutai di Haute Couture su mio disegno, ed altri dall’azienda Seride in Italia.

Hai lasciato tutti entusiasti nell’assistere alla tua sfilata. La preparazione della stessa richiede un lavoro di grande impegno e sacrificio. Come gestisce il suo tempo un coutier giovane come te? Raccontaci una giornata tipo, come ricavi lo spazio anche per gli amici?

Quando si prepara una collezione non esistono orari ovviamente, la giornata ha ritmi tutti suoi secondo le esigenze di quel momento. Non esiste quindi una giornata tipo, anzi. Per me ogni giorno e’ diverso perché oltre a curare la mia collezione collaboro con vari brand di accessori e moda. E’ molto stimolante vivere così. Viaggiando molto in giro per il mondo per cercare ispirazione alle mie collezioni non ho amici stabili, nel senso che li ho sparsi nel mondo, ed è comunque bellissimo ritrovarli ogni volta che mi trovo a passare dove loro vivono.

La scelta delle statue umane sono state un elemento di grande impatto visivo. Da cosa hai preso ispirazione?

Si le statue umane sono state di grande impatto, sono statue ma in realtà rappresentano una tela bianca, come quella del pittore, dove poi dipingera’ il suo quadro, come esattamente faccio io con i miei abiti. In realtà le spose sono anch’esse delle tele bianche, infatti il colore bianco non e’ uguale per tutti i modelli, poi ho pensato di mettere insieme la tele femminili con quelle maschili sottolineando l’inizio del percorso di vita insieme. Ho lasciato inoltre le statue umane “nude” anche perché non ho ancora una mia collezione maschile, nonostante l’azienda di famiglia ne produce per vari brand, ma rientra nei miei progetti futuri, così come una linea per bambini che rimane la mia prima passione.

Ti ringraziamo per la tua disponibilità ed attendiamo con grande curiosità la tua prossima sfilata, che ci riempirà di emozioni come quella cui abbiamo appena assistito.

Marzia Bortolotti

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