INTERVISTA AD ATTILIO REINHARDT

Le dichiarazioni dopo un interessantissimo MasterClass
La disciplina del Burlesque e’ davvero cosa antica. Ed è sempre stata un prodotto di nicchia ma ha attraversato i secoli evolvendosi. Ci sono stati periodi in cui si credeva scomparsa , morta, sepolta. Ci sono stati momenti in cui nessuno credeva più riprendesse gli antichi splendori. La storia dell’uomo ha attraversato guerre, sacrifici, e dolori. Attraverso questi momenti la leggerezza del burlesque ha accarezzato gli animi e portato allegria e spensierarezza laddove ce ne fosse stato bisogno. Diciamo che la vita stessa si è aggrappata al burlesque. 
Per chi fa di questa disciplina una passione ed una ragione di vita, conoscere la storia e’ fondamentale. E’ fondamentale conoscere la sua evoluzione attraverso i libri, le ricerche su internet, ma ancor più studiandola attraverso un MasterClass con l’ambasciatore del Burlesque in Italia: Attilio Reinhardt.
Vengo informata da Albadoro Gala che avrebbe tenuto questo workshop nella sua accademia. Io ovviamente non posso farmi sfuggire un’occasione così importante. Puntuale sono in classe, dove ho studiato in precedenza, e curiosa aspetto. Attilio sorride e comincia a parlare. Nel breve tempo di 5 minuti ci trasporta e ci traghetta attraverso un viaggio nel tempo. Le pareti di quella sala prove, insieme al suo parquet, scompaiono. Veniamo trasportati in atmosfere lontanissime, perché al contrario di quanto ho sempre letto il Burlesque risale al 412 a.c. In Grecia. Possibile? Sorridiamo stupiti tutti.
Comincia a spiegarci il perché e’ riuscito nelle sue ricerche ad arrivare così lontano, ne documenta le motivazioni ed assapora la nostra incredulità. E’ un viaggio lungo, le parole sono flash di immagini, compaiono come fantasmi in mezzo a noi. Sembra quasi di sentire i “profumi” e di vederne i colori. Dapprima teatri con l’ elegante sfarzore per poi ritrovarsi in locali dove nascondere qualcosa di proibito… Compaiono immagini come ologrammi delle performers di allora. Ne vedo gli abiti, e sento le grida delle persone, un pubblico non propriamente chic diciamocelo, in locali pieni di fumo e di continue retate della polizia.
Attilio attraverso le sue parole regala queste visioni. Aggiunge riflessioni, stuzzica domande. Gioca con i fantasmi delle dive. Ne evoca una in particolare e finalmente le attribuisce il suo giusto aggettivo. La diva dei ventagli. La diva del vedo non vedo: Sally Rand. Peccato non fu lei ad inventare questa danza. Peccato che la rubo’ letteralmente ad un’ altra performer. Che finì tanto male. Proprio male. Per colpa sua. Attilio non ha paura di dirci che pensa. Ma tutte noi lo abbiamo pensato. Si starà rivoltando nella tomba? Beh… Non ha che di dormire sonni eterni tranquilli: la povera Faith Bacon la rincorrera’ con i suoi ventagli per l’eternità per suonarglieli finalmente in testa.
Arriviamo ai nostri giorni attraverso viaggi quasi astrali ci documenta con dei video, uno di questo inedito di una performer di oggi. Guardiamo l’orologio e le due ore son volate. Possibile? Rimane in molte di noi ancora tanta curiosità su molte altre cose. Mentre mi avvicino alla porta chiedo ad Attilio se posso riportare la mia testimonianza sul giornale per cui scrivo e con l’occasione fargli un intervista. Mi lascia con un sorriso il suo contatto e comincio a formulare le domande nella mia testa già da subito.
Attilio, Innanzitutto quello che più mi ha colpito e’ la semplicità con cui hai raccontato qualcosa di realmente complicato. Il Burlesque non e’ un semplice strip e tu ci hai illustrato come in questo la donna sia sempre protagonista e mai succube, di quanta stima tu abbia di noi e delle perfomers. La prima domanda e’ questa : Come e’ stata la tua prima volta quando hai assistito ad uno spettacolo di Burlesque? Quali sono state le emozioni nate?
Innanzitutto grazie per la magnifica presentazione, non merito tanto! Quanto alla prima volta che ho visto un’esibizione di burlesque è stata intorno al 2006. Avevo già cominciato a interessarmi del genere, ad approfondire l’argomento da un punto di vista storico e culturale, nonché a riversare i risultati delle mie ricerche in quello che sarebbe diventato Burlesque.it. Ma mi mancava, appunto l’esperienza dal vivo. Che, quando arrivò, fu deludente. Assistetti allo show di una performer straniera, con costumi ben fatti, musiche piacevoli e movenze ben studiate, divertenti e ammiccanti… ma qualcosa non mi convinse. I suoi numeri mancavano di una struttura coerente: la performer partiva sempre da un personaggio apparentemente ben delineato e iniziava una traccia narrativa che, però, non riusciva a portare a compimento in modo organico. Anni dopo mi capitò di condividere il palco con quella stessa performer: io stavo cominciando a farmi le ossa come presentatore, mentre lei, caparbia e desiderosa di crescere professionalmente, era diventata un’eccellente artista. E fu un piacere rivederla dopo questo suo percorso.
So di certo che sei una persona curiosa e ti piace andare a fondo delle cose come hai fatto nel tango, di cui ci hai raccontato la tua esperienza di studio e ne conosci perfettamente la teoria. Questo aspetto e’ fondamentale, se si vuole fare la performer. C’e’ però ancora gente che pur performando conosce molto poco cosa sia la sua storia. Tu come ambasciatore del burlesque cosa hai dire a queste persone?
Confermo che sono un pessimo ballerino di tango. Non ho margini di miglioramento, contrariamente alla performer di cui ho parlato prima. Ma la passione rimane, quella è fondamentale. Ripensiamo all’esempio di prima: non avevo mai visto dal vivo un burlesque show prima di allora, ma mi accorsi subito dei difetti dell’esibizione. Merito di una particolare sensibilità artistica, attenzione e sagacia? No: semplicemente lo studio teorico mi aveva fornito gli strumenti giusti. Per questo insisto sempre così tanto sulla necessità di conoscere la storia di questo genere, se si sceglie di farne il proprio mestiere. La mia masterclass “Il Burlesque: storia, cultura e personaggi di un’arte maliziosa” nasce proprio per questo motivo.
Le caratteristiche fondamentali di una performer secondo te quali sono? Mi spiego meglio: cosa noti tu più di chiunque altro, cosa ne apprezzi di più?
Personalmente non so dire se io noto qualcosa di diverso dagli altri. Ma sicuramente noto i dettagli. Forse non sono tra le caratteristiche fondamentali, ma sono comunque molto importanti, da non sottovalutare. Per esempio tutti quei piccoli gesti che trasmettono il carattere e l’intenzione del personaggio, che si tratti del movimento di una falange, di un sopracciglio, di un muscolo del viso. Lo stesso vale per i costumi e gli accessori.
Ti e’ mai capitato di incontrare e conoscere performers anche famose che godevano di grande feedback positivo e di non riscontrare il tuo per nulla? E perché?
La mia delusione maggiore, come spettatore, fu quando vidi per la prima volta lo show di Dita von Teese. Purtroppo non fu un’esperienza piacevole. Feci qualche riflessione sull’argomento in un post su Burlesque.it. Forse c’era troppa aspettativa. Sicuramente il luogo non era adatto. E i due energumeni sul palco con lei (ma in teoria fuori scena) che scattavano i flash contro chi tentava di fare qualche foto sono stati una scelta infelice e invasiva. Ci sono performer che possono avere un successo clamoroso anche esibendosi su un pallet, dentro un magazzino. E alle quali, magari, un contesto eccessivamente studiato e strutturato toglierebbe forza. Lo show di Dita von Teese, invece, ha bisogno della giusta cornice.
Visto che mi sono sentita trasportare come su una macchina del tempo se tu realmente la possedessi, verso quale periodo la guideresti per assistere ad un suo show e conoscere chi?
Sicuramente vorrei avere l’opportunità di conoscere tutte quelle burlesque performer del passato delle quali non esistono testimonianze filmate. Soprattutto Gypsy Rose Lee: qualcosa di suo c’è, ma è comunque troppo poco, per l’importanza del personaggio in questo ambito. Ma le destinazioni di una mia ipotetica macchina del tempo sarebbero innumerevoli: la curiosità e l’amore per lo spettacolo leggero del passato sono evidenti in progetti come il mio libro “Burlesque: curve assassine, sorrisi di fuoco e piume di struzzo”, lo stesso Burlesque.it e i siti Kabarett.it e MilanoVarieta.it.
Sarebbe interessante sentirti parlare anche di questo la prossima volta approfondendo un’ artista in particolare. Chi ha secondo te doti poliedriche più di tutte?
Non so veramente chi possa essere la performer più poliedrica: è impossibile conoscere tutte le persone che lavorano nel burlesque. E non è detto che le più conosciute, acclamate e seguite sui social siano effettivamente le migliori. Sarebbe come dire che gli attori più celebri di Hollywood sono superiori a qualunque loro collega nel mondo. Ma una cosa è certa: la poliedricità è una caratteristica che apprezzo enormemente. Significa che non si è mai domi, che si vuole sempre imparare qualcosa di nuovo, di impegnarsi, di migliorarsi. Anche questo è essere veri artisti.
Trova il tuo Gimmick hai detto a tutte noi. Hai dato un compito importante non che difficilissimo. Attilio come e’ riuscito a trovare il suo?
Ho due gimmick: il papillon dello smoking è quello che mi rappresenta a livello d’immagine, forse insieme ai baffi (tenendo conto che questi li conservo anche quando interpreto altri personaggi che non prevedono l’abito da sera, come il diavolo del mio show “Saturday Night Hell”). L’altro gimmick, costante in ogni mia esibizione e ben più importante, è la parola. Curo molto il mio eloquio, cerco di non lasciare nulla al caso ma restando sempre spontaneo. La parola mi piace anche perchè permette di comunicare efficacemente anche quando non c’è l’immagine. Non è un caso che io mi sia deidcato anche alla scrittura e alla radio.
Grazie per la tua disponibilità e soprattutto per aver trasformato le tue parole in visioni reali tanto da avermi fatto immaginare la Sally e la Faith rincorrersi gridando, la prima scarmigliata ed a braccia tese e la seconda con il morbidissimo ventaglio di lunghe piume chiuso a formare un’asta per picchiare la sua eterna rivale.
Un’immagine decisamente divertente! Ringrazio nuovamente te, Sul Palco e le Cheries Cerises di avermi dato la possibilità di chiacchierare un pò!
Sophie Sapphire

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