FEMME LETALE

In scena al Teatro L'Aura, fino al 18 febbraio, quattro ritratti femminili inconsueti e realmente da brividi.

Roma, Teatro L’Aura, 15 febbraio 2018
La MCR Art’s Factory e la Compagnia Teatrale “LA MAIEUTICA” presentano:
Beatrice Picariello
Martina Di Fazio
Susanna Stefanizzi
Laura Monaco
in
Femme Letale
(ispirato a fatti di cronaca reali)

Testo e regia: NATASCIA BONACCI

Date: dal 15 al 18 febbraio al Teatro L’Aura

Intro: La MCR Art’s Factory e la compagnia Teatrale La Maieutica in “Femme letale” , uno spettacolo scritto e diretto da Natascia Bonacci, presentato in un contesto minimal che attraverso l’intensità interpretativa delle sue attrici, vi trasporterà in un turbinio emozionale, catapultandovi in un excursus temporale dal ‘600 ai giorni moderni. Ispirato a fatti di cronaca reali.

Non molte settimane fa ci eravamo ritrovati ad elogiare Debora Mattiello, per come aveva fatto rivivere l’umanità di alcune vittime della strage di Bologna nel suo spettacolo, Vietato oltrepassare la linea gialla. Una vera e propria polifonia di storie, impronte caratteriali, gestualità e inflessioni linguistiche tra loro diverse, tutto concentrato nell’unica figura presente sul palco. Simili sensazioni le abbiamo ritrovate ora in Femme letale, soprattutto per quanto concerne quel discorso attoriale così impegnativo, che nella circostanza appare moltiplicato addirittura per quattro!

Sì, perché quattro sono le performance portate in scena nell’emozionante spettacolo scritto e diretto da Natascia Bonacci, una rappresentazione che nel recente passato di teatri ne ha già girati diversi, per approdare poi al Teatro L’Aura nel mese di febbraio. Le bravissime Beatrice Picariello, Martina Di Fazio, Susanna Stefanizzi e Laura Monaco frammentano ciascun monologo in una drammatizzazione a più voci di storie realmente da brividi, collocate in diverse epoche e in contesti geograficamente distanti tra loro, ma ugualmente terribili nel proporre soluzioni estreme, criminali, al clima repressivo e di controllo sociale di cui le esistenze delle protagoniste di ciascun racconto erano imbevute.
Abbiamo così l’attaccamento morboso tra due adolescenti destinato a sfociare in una scelta davvero tremenda, nella Nuova Zelanda di qualche decennio fa. Ed è lo stesso scabroso caso di cronaca, udite udite, che avrebbe poi ispirato uno dei film più famosi di Peter Jackson, Creature del cielo! A seguire una delle vicende più sconvolgenti in assoluto, quella di Denise, donna bellissima ma facilmente manipolabile che arriverà a tradire nel modo più abietto il proprio ruolo di madre, perché plagiata da un aitante narciso imbevuto di idee superomistiche. Il clima funesto della caccia alle streghe e della (poco) Santa Inquisizione viene rievocato invece nel ritratto di Catherine, carismatica dama vissuta nel ‘600 il cui cupo amore per le tenebre e le scienze occulte sarà causa di non poche rovine. Per finire, impersonata da una Laura Monaco capace quasi di far rivivere nel corso della narrazione il gergo, gli ambienti, i suoni e persino gli odori (come il profumo del vino, ad esempio) di una Calabria ancestrale, ecco la vicenda di una tata amorevole uscita però male da un precedente inferno famigliare, con una furia degna di quella esibita dalla leggendaria Giuditta di fronte a Oloferne.

Scenografie essenziali, luci calibrate e interpretazioni impetuose, ma ricche al contempo di sfumature, ci hanno fatto rivivere, al Teatro L’Aura, queste storie così emblematiche in cui il difficile rapporto uomo/donna, le costrizioni sociali ed archetipi da tragedia greca convivono mirabilmente.

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