ALLA SCOPERTA DEL PERCORSO EVOLUTIVO DEL BURLESQUE COME LIBERAZIONE DELLA FEMMINILITA’

Quarta puntata

Nella scorsa puntata di questa storia del Burlesque abbiamo lasciato Mae Dix sul palco dei fratelli Minsky e il suo sbalordito pubblico in attesa della replica del suo imprevisto spogliarello.

Ciò che intrigava ed intriga tuttora il pubblico, non era tanto il finale di questi spettacoli che comunque prevedeva la nudità, quanto la curiosità nel vedere come la performer vi sarebbe arrivata.

Lo stupore era suscitato dal rivelare piano piano ogni parte del corpo, caricata così di intenso erotismo attraverso l’attesa. L’aspettativa e l’immaginazione sono due componenti basilari del gioco della seduzione.

In questo gioco sono parti attive sia la performer sia il pubblico, si instaura un dualismo fondato sul tentarsi a vicenda, la performer provoca il pubblico ma si concede persuasa e lusingata dall’incitamento degli spettatori, c’è un continuo alternarsi fra i ruoli di preda e cacciatore.

Il coinvolgimento della platea è ancora una parte sostanziale degli spettacoli di burlesque, e la performer ha il compito di mantenere alta l’attenzione su se stessa. Il fenomeno che porta lo spettatore ad entrare a contatto con l’artista si chiama “rottura della quarta parete” e nel nostro caso avviene attraverso il Teasing.

Il teasing (ossia quella serie di atteggiamenti, battute, giochi di parola, canzonature, già propri del burlesque) è il dialogo fra la performer e gli spettatori.

Il tema di questi riferimenti con il tempo si è spostato da argomenti politici e letterati a quelli dei sentimenti e le pulsioni umane, note e comprensibili anche ad una classe medio bassa, trattati in modo più licenzioso come faceva ad esempio Billy Watson e il suo “Beef Trust” di ragazze. In particolare questo stuzzicare si arricchisce di tutti quei riferimenti sessuali che hanno sicuramente più effetto sul pubblico perché creano complicità basandosi sul fatto che sono pensieri condivisi da tutti.

Una delle prime performer a concentrare i suoi spettacoli sull’attesa nel rivelarsi e sul teasing è stata Gipsy Rose Lee (1911-1970). Il suo poco-strip e molto-tease, formatosi sempre sul palco dei Minsky, era basato su un lungo intrattenimento del pubblico attraverso umorismo ed intelligenza e lunghissimi tempi per rivelare poco, ogni centimetro di pelle era sospirato.

Il gioco sta nel creare una certa frustrazione, tensione e desiderio nello spettatore che culmina nel sollievo quando il corpo viene rivelato, si gioca sul dualismo dolore-piacere, naturale nell’essere umano.

Le colleghe francesi di Mae Dix e Gipsy Rose Lee, difese e sostenute dal pubblico di artisti, già si esibivano in spogliarelli non integrali aggirando le autorità con la scusa di uno spettacolo il cui tema era il patriottismo, famosa è la scenetta “Le coucher d’Yvette” 1894 dove la sposina (Blanche Chevalier) si spoglia e si corica in camicia da notte, tutta sola e sospirante dopo aver scritto al marito in guerra.

L’immaginazione colmava l’insoddisfazione lasciata dalla camicia da notte che avvolgeva il corpo dell’artista.

Siamo giunti così alla conclusione di questo capitolo, parlando delle basi dello spettacolo di Burlesque, nella prossima puntata rifletteremo sul dilemma morale legato all’immagine di una donna che non prova vergogna nel mostrarsi e sui pregiudizi che ancora ci sono nella società.

Eleonora “Spicy Cookie” Semprini

 

 

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