COCO CHANEL E CHRISTIAN DIOR

Due stili a confronto

Siamo ormai abituati a certi must di eleganza tanto da chiamarli con il nome dello stilista che lo ha per prima ideato. Ci sono forme e volumi che parlano di raffinatezza e cura, pensati per rendere divine le donne. Un couturier ama le donne, ama le sue fattezze, cerca di renderle, oltre che belle, libere. Libere di muoversi nel loro mondo con estrema agilità e disinvoltura.

La prima che ha rivoluzionato la moda femminile adattandola alla vita moderna e’ stata Coco Chanel. Lei nata da una famiglia poverissima e cresciuta in un collegio di suore ha sviluppato proprio in quel contesto l’amore per gli abiti semplici e rigorosi, rubando i colori base delle vesti monacali, il bianco ed il nero, rendendoli propri e usandoli sui suoi iconici capi. Coco Chanel non ha studiato per diventare stilista, lei la moda l’ha fatta. Ma prima di iniziare ha lavorato anche in locali notturni come cantante, da lì il suo nome d’arte Coco.

Ha sempre amato stravolgere le consuetudini e soprattutto aveva il gusto innato per l’essenziale. Stanca degli enormi cappelli che le signore indossavano già dalla fine dell’800, agli approcci degli anni 20, crea una prima collezione di cappellini molto più semplici e dalla linea pulita. In quel periodo Gabrielle abitava in un castello che apparteneva al suo primo vero amore ed in quel contesto di eleganza inizia a lavorare su prototipi di cappelli in paglia. Inizia a venderli proprio alle persone che frequentavano quella tenuta.

Da lì a poco, grazie all’aiuto del suo compagno, apre il suo primo Atelier, dove poco dopo comincia ad inserire i primi capi, oltre agli accessori che per lei diventano fondamentali. Coco Chanel inventa il tubino. E’ qualcosa che stravolge completamente il guardaroba femminile, che era ancora composto da gonne lunghe e da bustino con stecche. Lei le donne le vuole libere! Libere di muoversi e di lavorare ed è proprio grazie anche a lei che si avvia il processo di indipendenza femminile. Durante il periodo della prima guerra mondiale il suo Atelier e’ stato l’unico negozio che non ha chiuso e che, anzi, si è evoluto. Un secondo negozio verrà poi aperto grazie all’aiuto del suo secondo grande amore, nel cuore di Londra, dove il fenomeno delle Flapper Girls era molto in voga. Coco si ispira alla moda pratica, ruba materiali tecnici come il Jersey e lo trasporta nell’eleganza dei suoi capi rendendoli unici e pratici allo stesso tempo. Una delle sue famose frasi: “Per essere davvero elegante, una donna prima di uscire deve guardarsi allo specchio e togliersi qualcosa.” L’eleganza e’ togliere mai aggiungere.

Con questo stile, Coco viveva la sua vita e la moda. Intraprendente e volitiva, per un periodo venne esiliata in svizzera per motivi politici.

In quegli anni in Francia stava facendo passi da gigante un nuovo stilista che lavorava in senso diametralmente opposto: Christian Dior. Figlio di un noto e famoso produttore di fertilizzanti, nella prima fase della sua vita si occupo’ di altro, studio’ come desidero’ il padre scienze politiche, ma si avvicinò all’arte grazie ad una galleria d’arte dove inizio’ a lavorare quando la sua famiglia subi’ gravi lutti: morirono entrambi i genitori ed il fratello. Nella galleria comincio’ quindi a disegnare i primi modelli e da li’ a poco comincio’ a creare la sua prima collezione.

Al contrario di Coco, lui le donne le vestiva sontuosamente. Sebbene entrambi odiassero le gonne corte (Chanel riteneva che le ginocchia non fossero una bella parte del corpo da scoprire e lotto’ negli anni 70 per non far avanzare la moda delle mini), Dior amava l’abbondanza delle lunghezze ed ampiezze. Lo ritraevano spesso in foto inginocchiato a prendere la misura a terra alla modella, per l’orlo della gonna, che doveva essere precisa a 40 cm dal pavimento. I suoi abiti erano semplicemente favolosi, sembravano fatti per vestire delle regine a corte. La gonna strettissima in vita si allargava a corolla, e rispolvero’ i corsetti con le stecche. Tessuti in shatung di seta, le fantasie fiorate, ma anche lui amava i colori tenui e non doveva mancare l’azzurro polvere ed il beige. Per il resto faceva quanto Coco riteneva inappropriato. Quando lei rientro’ in Francia, dopo il suo esilio, trovo’ il panorama della moda cambiato ancora una volta da questo stilista, approdato non giovanissimo a dir la verità, con canoni estetici nuovamente capovolti. Lei che lottava per l’emancipazione ed aveva liberato le donne da crinoline, giganteschi cappelli, e scomodissimi corsetti, si è vista stravolgere tutto quello per cui aveva lavorato fino ad allora.

Commento’ lo stile di Dior cosi’: ” Veste le donne come fossero delle poltrone!”, sottolineando il volume dei suoi capi ed i tessuti utilizzati. Sentire questa frase al giorno d’oggi, fa sorridere, perché ciascuna di noi ha sognato almeno una volta sulle iconiche foto di modelle vestite Dior. Allora pero’ destò ovviamente scalpore, ma lo stilista in questione continuo’ ad ideare modelli da favola, perché quello era il suo modo di vedere le donne, che amava molto, e che voleva rendere principesse come in una fiaba.

Le due maison hanno preso ciascuna il suo cammino: Chanel con il suo stile pulito e dai dettagli inconfondibili e Dior con i suoi abiti da sogno. Quest’ultimo morì a 50 anni ancora pieno di voglia di creare mentre Chanel cavalco’ il 900 per ancora molto più tempo di lui. Ci hanno lasciato una grandissima eredità di stile, oltre che di guida di vita, ciascuna di noi vorrebbe indossare almeno una volta nella vita uno dei loro abiti, per sentirsi talvolta donna emancipata ed in corsa per il lavoro, e talvolta principessa delle favole.

Marzia Bortolotti

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