INTERVISTA A CALIBRO 40

In arrivo il nuovo album

Incontro Calibro 40 in un discopub Romano. Seduto tra il pubblico dopo essere stato lui un ospite d’onore. Elegante differente da tanti Rapper forzatamente duri. Lui è vissuto ma non ostenta la sua esperienza di strada.

Semplicemente la narra attraverso le sue canzoni. Parla di vita. Di periferia. Di giovani… ma soprattutto di emozioni. Nelle sue canzoni mi colpisce non la voglia di stupire bensì di emozionare la sua platea.

D) secondo me Calibro 40 è la risposta romana alla corrente neo melodica napoletana. Concordi e cosa ne pensi?

R) Beh… io nasco dal rap di strada, con gli anni sono riuscito ad ampliare il mio pubblico dai ragazzi a persone molto più grandi, questo è dovuto al mio allargare gli orizzonti inserendo una melodia nella maggior parte dei ritornelli delle mie canzoni, forse da questo nasce il tuo pensiero.

D) Negli anni 60 e 70 in Italia sono artisticamente nati tantissimi cantautori di protesta (Giorgio Gaber, Fabrizio De Andrè, Vecchioni, Bertoli fino ai primi Antonello Venditti e Renato Zero). Poi quasi un appiattimento. Falso impegno (se si tolgono sperimentazioni sociali tipo i Folkabestia oppure i 99 Posse) solo commercio… da un po’ di anni sta uscendo il Rap. Lo consideri il movimento musicale di protesta del duemila e perchè?

R) Si lo considero un movimento di protesta, ma non il rap che si sente ora in Italia, qui si parla di rap molto più commerciale ed americanizzato, cosa che tra virgolette non mi dispiace sono molto aperto musicalmente, ma se si parla di protesta si parla di rap underground nato più o meno 15 anni fa.

D) Spesso il Rap viene associato alla strada…al crimine…alle storie criminali. Tu ti definisci come un elemento di rottura in questo senso?

R) come detto in precedenza io provengo da quelle situazioni la, le mie prime canzoni parlavano proprio di questo disagio, ora non definisco il mio rap un punto di rottura ma un rap più aperto che all’ interno dei suoi testi racconta le stesse cose ma più difficili da captare, ma ci sono.

D) Il pubblico. Il vero banco di prova per ogni artista. Come risponde ai tuoi concerti e quale sono le fasce di età del tuo seguito?

R) Il mio pubblico è molto vario, va dal bambino di 6 anni all’ adulto di 50 anni o anche di più, sono molto contento perché posso dire di essere il primo rapper ad aver fatto apprezzare questo genere a persone molto più grandi.

D) Lorenzo Cherubini Jovanotti, Tommaso Piotta oppure J ax….scegli uno dei tre con cui vorresti dividere un tuo palco e e perchè?

R) Forse il Piotta perché lo vedo più rapper degli altri, nonostante J Ax ora sia sulla cresta dell’onda , ma non lo considero un rapper.

D) A metà aprile esce il tuo nuovo lavoro. Parlaci di questo CD e dove poterlo trovare…

R) Si il 15 Aprile esce il mio nuovo album “L’ultimo soldato” in pre ordine online il 31 Marzo. È disponibile in tutti i digital store ed in copia fisica, come si può capire dal titolo mi sento un po’ uno dei pochi pronto a combattere per ciò che è mio, in questo periodo ci sono tanti ragazzi che lasciano il proprio paese per cercare situazioni migliori in altri Stati, io voglio lottare come un soldato per ciò che è la nostra bella terra nonostante il brutto periodo che stiamo vivendo.

Resto a leggere le mie domande e le sue risposte… Mentre Saluto Daniele Quaranta che abbracciato alla sua compagna esce dal locale in cui ho avuto la fortuna di ascoltarlo dal vivo (The random disco pub nel quartiere san Lorenzo a Roma) mi risuonano nella mente le parole di una sua canzone del 2015 “hey voglio avere Te… qui vicino a me… sotto questo sole. Hey Babe eh voglio solo te… che importanza c’è… se poi non sarà amore”… Si gira e mi saluta di nuovo. Forse immagina che io stia ancora canticchiando la sua meravigliosa canzone. Oltre il rap. Protesta e vita. Questo è Calibro 40. La nuova generazione della Musica metropolitana.

Fabrizio De Luca

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