L’HORROR DA RIDERE DI PAOLO DI ORAZIO

In libreria e in fumetteria il primo albo

CADAVERI & POLPETTE – CUT-UP PUBLISHING

32 pagine – copertina a colori – formato cm 24 x 17

Albo n. 1 marzo 2018

 

Paolo Di Orazio è un artista a 360 gradi: batterista, attore, pittore, scrittore, soggettista e sceneggiatore di fumetti e forse altro che neanche conosco e/o ricordo. Dopo aver in altre circostanze tessuto le sue lodi in qualcuno di quegli altri settori, stavolta mi soffermo volentieri sul suo ennesimo progetto fumettistico: Cadaveri & polpette, edizioni Cut-Up Publishing, appena approdato con il suo primo albo in edicola e in fumetteria.

Il prodotto, fortunatamente, è esattamente quel che ci si attende da lui: un soggetto tra horror e splatter, in qualche passaggio forse non troppo adatto a bambini o delicati di stomaco, ma sempre avvincente per tutti gli altri, con sfoggio di fantasia e la solita punta di ironia, anche nei momenti in cui si profilano gli eventi più catastrofici, e anche quel pizzico di paradosso che non guasta mai, a cominciare dalla copertina con i protagonisti mano nella mano in una città completamente morta.

Anche il tratto è come di consueto piuttosto nervoso, un pò sporco, ma mai troppo inquietante.

Nelle prime pagine troviamo delle strip autoconclusive in tre vignette, ma comunque tenute insieme da un’ambientazione, la città degli zombies Dead City, e da un filo conduttore, la coppia di copertina sul punto di scoppiare, Giulietta e Romero. Voce narrante fuori campo un mostriciattolo verde chiamato emblematicamente Erik Adaver.

Poi passiamo a George, improbabile gelataio che farcisce i suoi prodotti… con ingredienti genuini… ma che ovviamente non fanno al caso degli zombi, unici abitanti ormai di Dead City.

L’albo si conclude con gli Eternit, supereroi un pò particolari che agiscono a Pseudonya, metropoli adiacente a Dead City.

La città degli zombi si permette anche il lusso di un cane, Jack Russell, delineato nelle pagine successive, ma vengono accennati anche altri personaggi che forse verranno sviluppati meglio nelle prossime uscite, chissà, compresa Mamatilda, una donna bianca molto crudele creata in coadiuvazione con Alessandro Manzetti.

Ricordo che al momento Paolo Di Orazio è in libreria e in fumetteria, oltre che con la sua abbondante produzione di retrocatalogo e con Cadaveri & polpette, anche con Il bambino dei moschini, trilogia di albi che si conclude nel prossimo maggio, progetto di genere simile realizzato in collaborazione con Andrea Domestici sempre con Cut-Up Publishing.

Alessandro Tozzi

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