Man of the Woods, Justin Timberlake al Madison Square Garden

A tutti è noto il nome e il personaggio di Justin Timberlake, classe 1981, ex-frontman della boy band NSYNC e dal 2002 popstar solista. Con il suo ultimo disco, il quinto della sua carriera, ‘Man of the woods,’ Timberlake dichiara un ritorno alle origini, non quelle degli Nsync bensì della sua patria natia: questo album strizza l’occhio alla tradizione musicale del Tennessee. Ha cercato più una nuova sonorità che un nuovo genere, e in questo è stata fondamentale la scelta della produzione artistica: nientemeno che Pharrell Williams e Chad Hugo, i quali hanno giocato con più strumenti reali e meno computers. Ovvero, in breve e sempre in ambito pop, batterie più sporche, ‘originali’, chitarre suonate come chitarre (e non come tastiere, come giustamente nota Matthew Trammell sul The New Yorker).

Il 21 e 22 Marzo, il ‘Man of the woods Tour’ ha fatto tappa al Madison Square Garden di New York City. Due date sold out e all’insegna (com’è logico nell’ottica americana) della spettacolarità. Lo show è strutturato in due parti; circa un’ora l’una, con una breve pausa nel mezzo. Tale struttura sembra voler rispecchiare il percorso artistico della popstar: dal debutto in una boyband a quest’ultimo disco da solista, che, come si diceva, segna per Timberlake un cambiamento. La prima parte consiste in una sequela esplosiva di luci, salti e superhits. La seconda, invece, è un concerto live come quelli che potremmo aspettarci nei piccoli club: musicisti e ballerini e cantanti si muovono organicamente sulla passerella eliminando la barriera che solitamente si crea tra palco e pubblico. Dopo la pausa, Justin Timberlake è rientrato in scena con solo una chitarra acustica e ha dedicato alla folla del Madison la sua versione di ‘New York, New York’ (Un assaggino: Timberlake – Madison SQ Garden NY).

Justin ha proposto tutti i suoi successi, vecchi e nuovi, e alcune cover, spaziando dalla musica country, passando per il rhythm and blues, fino ad arrivare al brit-pop dei Beatles. Due ore di un egregio concerto pop alla maniera americana: un grande spettacolo di colori e leggerezza, e ottimi musicisti.

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