QUANTO BASTA, UN FILM PER RIFLETTERE

Francesco Falaschi di nuovo alle prese con la disabilità

QUANTO BASTA – FRANCESCO FALASCHI

Regia Francesco Falaschi

Con Vinicio Marchioni, Luigi Fedele, Valeria Solarino, Mirko Frezza, Alessandro Haber, Nicola Siri, Gianfranco Gallo, Giuseppe Laudisa, Lucia Batassa, Benedetta Procaroli

Commedia, Italia, durata 92 minuti, distribuzione Notorius Pictures, uscita 5 aprile 2018

 

Francesco Falaschi non è nuovo a pellicole che affrontano il tema di certe “diversità”, e anche in questo caso lo fa con il giusto rispetto e in modo mai banale.

Nella circostanza Arturo (Vinicio Marchioni) è un grande chef finito in carcere per le lesioni procurate ad un ex socio truffaldino, Daniel Marinari (Nicola Siri), e che ad un certo punto vede la pena commutata in servizi sociali, da svolgere insegnando cucina ad un gruppo di ragazzi autistici in cura in una struttura in Toscana.

Tra questi Guido (Luigi Fedele) sembra avere delle doti particolari, tanto da candidarsi con successo ad uno di questi contest culinari che tanto vanno forte in questi anni, guarda caso presieduto proprio dall’ex socio percosso qualche tempo prima. Senza che Arturo conosca questo dettaglio, accetta, non senza bisogno di insistenza, di fare da tutor all'”allievo” e così la strana coppia si mette in viaggio, e con l’occasione il film mostra delle belle immagini anche della Maremma.

Ma la responsabile diretta delle azioni di Guido è pur sempre Anna (Valeria Solarino), psicologa della struttura, e dunque i giorni del concorso saranno per forza di cose convulsi anche per lei, oltre che per i nonni di Guido (Giuseppe Laudisa e Lucia Batassa), suoi unici familiari in vita. E’ così che le vicende dei tre si intrecciano molto spesso e nei modi più diversi, con umori molto altalenanti ed equilibri piuttosto fragili.

Nel concorso Guido, sotto la sapiente guida di Arturo, diventa una rivelazione, ma chissà se basterà per arrivare fino alla finalissima.

Detto della semplice storia, possono essere spese due parole sulle emozioni regalate dalla visione del film: innanzitutto l’abilità di Luigi Fedele nei panni di Guido, con le sue ripetizioni e ossessioni. Ossessioni inizialmente tollerate di malavoglia da Vinicio Marchioni nel ruolo di Arturo, ma che poi è molto abile a cambiare registro ed iniziare una lenta trasformazione dall’attaccabrighe che tutti (Anna compresa) conoscono ad una sorta di padre modello nell’accompagnare, moralmente oltre che fisicamente, Guido nel suo sogno. Valeria Solarino, nonostante il personaggio interpretato sia quello di una psicologa, è sapientemente incastonata in un ruolo da ragazza “acqua e sapone”. Sono poi ben caratterizzati anche altri personaggi di appoggio, come Marione, amico di borgata di Arturo, interpretato con tanta romanità da Mirko Frezza, e il boss Corrado, con l’accento napoletano di Gianfranco Gallo, ma anche Giulietta (Benedetta Porcaroli), ragazza dei sogni di Guido.

Discorso a parte per l’apparizione di Alessandro Haber, con la consueta profondità ben coniugata con una notevole spontaneità; nel ruolo di Celso, maestro dello stesso Arturo, non perde occasione di ricordargli i guai che ha passato a causa sua, salvo poi ricordargli il bene che gli vuole e la stima che ha di lui come chef.

Comunque la parte centrale del film, quella con Arturo e Guido in viaggio insieme, è quella dai risvolti umani emotivamente più forti; l’ingenuità di Guido scalfisce lentamente ma inesorabilmente la corazza di Arturo al punto tale che la storia presenta l’occasione di una riscossa per entrambi: per Guido dalla sua presunta diversità, per Arturo dai suoi trascorsi giudiziari. Tutti i sentimenti che trasudano nello spettatore in questa parte sono un merito indiscusso degli interpreti e della regia.

Alla fine vincere il concorso diventa quasi un piccolo dettaglio: sono in molti ad aver già vinto!

Alessandro Tozzi

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