LA BURLESQUE TERAPIA DI CRISTIANA DE GIGLIO

E' il turno di Dory Dubois

Mi chiamo Martina, in arte Dory Dubois.
A 20 mi sono innamorata perdutamente di un uomo che sembrava un vero galantuomo, ma nel tempo si è dimostrato essere uno dei tanti annientatori dell’animo femminile. Senza quasi me ne accorgessi sono stata costretta ad assecondare sempre la sua volontà e ciò mi ha resa succube del suo modo subdolo di possedere la mia mente, il che mi ha resa schiava dei suoi pensieri ed ha annullato la mia volontà e l’autostima. Non mi sentivo nè una buona moglie,  nè una brava madre e nemmeno più una “donna”.
Nel tempo la cosa, mi ha fatto entrare in una depressione profonda che mi ha accompagnata per anni e ha fatto andare a rotoli il nostro matrimonio.
Quando l’assoggettamento, oltre che psicologico, è diventato pure fisico, finendo dai carabinieri e in ospedale, mi sono resa conto che questo metteva a grosso rischio la vita mia ed  anche quella di mia piccolina, così ho deciso di salvarci, inizialmente denunciando e poi ponendo fine alla nostra storia, con immancabili ripercussioni fisiche e psicologiche da parte sua. Ma, pur vivendo letteralmente nel terrore, non ho mollato. Al contrario di troppe altre donne sono stata fortunata, ma anche coraggiosa.
Quando un uomo ti mortifica tutti i giorni per anni e ti umilia con le parole, ma anche con sguardi, con l’indifferenza o con le minacce,  il tuo “io” vuole solo scomparire dalla faccia della terra; così indossi vestiti scialbi, non vai più dal parrucchiere,  non ti trucchi più,  cerchi di annullarti, non mangi più,  o chi,  come me,  si ripaga abbuffandosi, non piacendosi più neanche fisicamente.
Quando poi realizzi che la cosa é sbagliata perché tu hai diritto di “essere” e “vivere”, e che tu non sei una nullità, ma una “perla” che ha solo bisogno di ritornare a risplendere,  allora inizia la metamorfosi e inizi a reagire.
Quando sono riuscita a trovare la forza di riappropriarmi della mia vita, grazie ad un’amica sono entrata per caso in contatto col mondo del burlesque, e un po’ alla volta mi ci sono avvicinata, ritrovando però da subito il desiderio di riscoprire la femminilità che ormai credevo perduta e che invece era solo sopita.
Sin dalle prime lezioni ho ricominciato a mettere i tacchi, un filo di trucco, ad aver cura della mia persona ed ho imparato di nuovo a “volermi bene”. La perla stava tornando lucente.
Malgrado dal padre di mia figlia io sia stata lungamente denigrata per le mie forme divenute abbondanti,  ho imparato ad accettarmi per come sono oggi e a piacermi e grazie a quest’arte che permette alle donne di essere seducenti senza volgarità, a 50 anni mi sono rimessa in gioco, ho vinto il disgusto che, per colpa non mia,  provavo per il mio corpo ed ora sono fiera delle mie forme,  e anche di poterle mostrare al pubblico con la grazia e l’ironia che mi contraddistinguono. Anche mia figlia mi appoggia e mi accompagna in questa nuova avventura della mia vita facendomi da “manager”.
Da tre anni coltivo con costanza questa passione che mi ha fatto ritrovare la “Donna” che c’è in me, e che esiste in ognuna di noi. Malgrado io sia ancora agli albori in questo magnifico mondo e tanta strada io debba ancora fare per imparare e migliorare, ho deciso di mettermi in gioco anche sul palco partecipando a vari contest, a serate in locali e collaborando con una cara amica, anche lei performer di burlesque, per allargare i nostri orizzonti insieme.
Tutte noi abbiamo una forza d’animo incredibile che ci permette di riemergere da qualsiasi situazione disastrosa si debba affrontare. Una donna si rialza sempre…Basta crederci!

Pare che la rubrica abbia smosso un pò gli animi delle amiche performer che hanno avuto il coraggio di raccontarsi e palesare le motivazioni per le quali si sono avvicinate al burlesque. Purtroppo in molti casi si rivelano situazioni complesse, tristi, commoventi, ma comunque per noi è importante notare che il burlesque ha effettivamente un valore terapico.

Cristiana De Giglio

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