IL MONDO PIN UP IN MOSTRA AL WW2

Con la testimonianza di Vincenzo Toccaceli

Il significato di pin up deriva dal verbo “to pin up” “appendere”. Il fenomeno delle pin up ha origine nella prima guerra mondiale in America. Il quel periodo si ricercavano argomenti per convincere i giovani ad arruolarsi e le pin up lo erano, eccome se lo erano!

La loro sensualità era dolce e mai aggressiva ed il loro esporre parti del loro corpo era sempre accidentale, dovuta alla casualità: un gonna incastrata al motore di una barca riduceva in brandelli il capo, lasciando la ragazza sorpresa e stupita; un cagnolino dispettoso che tirava l’abitino della sua padroncina, strappandoglielo, lasciandola in culòtte di pizzo per la gioia di chi la guardava.

Si diffondono quindi queste immagini, dapprima fotografiche e poi ad olio, di meravigliose fanciulle che allietavano i ragazzi al fronte (ma anche i camionisti in circolazione) che con le loro curve mozzafiato li distoglievano dalla crudeltà della guerra e della durezza della vita.

Le pin up acquistano maggior popolarità nella seconda guerra mondiale e gli anni 50 le consegnano al trionfo, con una moda che enfatizza i loro corpi burrosi e dal vitino di vespa. Questo fenomeno è quanto di più contraddittorio si possa pensare: da un lato l’immagine è quella di una donna “oggetto” pronta ad accendere i desideri maschili, ma dall’altro ha rappresentato uno dei primi movimenti femministi, in quanto infrangeva tutte le regole che tenevano legate le donne ad uno stereotipo di repressa sensualità. Libere, finalmente, di sentirsi desiderate e di provocare anche se con ironia, dolcezza e mai con aggressività. Dietro l’immagine di una bellissima ragazza sorridente che fa sognare regalando un vedo-non vedo di una trasparenza o di un reggicalze appena poco scoperto, c’è la forza ed il coraggio di sorridere nonostante tutto, c’è la spensieratezza che non la rende affatto “leggera”, ma un donna capace di gestire la propria femminilità regalando sogni al mondo maschile, acquisendo rispetto ed una adorazione a cui è impossibile dire di no. Il fenomeno pin up ed il suo mood vintage non è mai tramontato. Spesso nella moda ne viene riproposto lo stile dai vari brand e stilisti. Io lo amo da sempre. Fra crinoline ed abiti tubino mi trovo perfettamente a mio agio.

Quando fra le mie coetanee, nei mitici anni ’80, impazzava la moda dei collant velati e le mini vertiginose, mia nonna mi regalò un suo reggicalze (oggetto sconosciutissimo per alcune mie amiche di allora) corredato da calze color carne. Mi insegnò ad allacciarlo e mi spiegò l’importanza delle calze di seta e quelle di nylon.

Mia nonna era una pin up, non di copertina, non una modella, ma era una donna che ha sempre tenuto alla sua immagine e alla sua linea, nonostante la vita l’avesse messa difronte a mille difficoltà: madre di sette figli, ma nonostante questo aveva la sua sottoveste di seta, ed i capelli arrotolati in boccoli sulla testa. Lavava panni e cercava di riempire i loro pancini nonostante la carestia della guerra. Faceva la portiera, ed aveva un solo tailleur con cui usciva, ed un solo paio di scarpe. Da ragazza, mi raccontava, non aveva soldi per le calze ed allora si disegnava la riga dietro la gamba per essere alla moda, perché ci teneva. Ballava ed amava la vita. Sorrideva ed era spensierata, ed ha sfidato con la sua determinazione persino un soldato tedesco che stava per toccare suo figlio. Lo ha quasi maltrattato con coraggio e fermezza. Era bella. Forse per questo ha avuto scampo in quell’episodio perché ha spiazzato completamente il soldato. Quando me lo ha raccontato le ho detto: “Tu sei pazza nonna”. “Ma quale pazza… Non potevo fare altro”. Dicendolo mi ha sorriso. Ho visto la “pin up” ed ho pensato: “Voglio essere come lei”. Così, ho deciso di esserlo.

Il mio amore per il mondo pin up mi ha portata a partecipare, lo scorso anno, ad un contest a tema: “Miss Pin up WW2”, di Vincenzo Toccaceli e Alessandro Conti. E’ stato come fare un tuffo nel passato che ho tanto sognato attraverso i racconti di mia nonna e mia mamma. Ho seguito con affetto e con passione le varie tappe della manifestazione. Ad alcune sono stata presente, ed anche quest’anno sono stata selezionata per la nuova edizione 2018.

Ho avuto così l’occasione di scambiare qualche parola proprio con Vincenzo Toccaceli. Mi sono fatta raccontare come è nato il suo progetto pin up. Con piacere riporto la sua testimonianza:

Miss Pin up WW2″ nasce quattro anni fa nel 2014, durante una giornata organizzata in occasione del primo maggio qui a Roma, con 15 persone, fra ragazze e ragazzi. Chiedo loro di vestirsi a tema pin up ed anni 50, ci ritroviamo in un campo di volo e ne nasce uno shooting fotografico che ci lascia con tanta voglia di rifarlo.

A settembre dello stesso anno, prendendo spunto dai vari contest di pin up che esistono in Italia, creo il mio, costruendolo in maniera originale e con regole non troppo rigide per le partecipanti. Ad esempio non chiedo abiti originali d’epoca ma abiti che siano attinenti a quel mood, considerando il fatto che per sfilare al concorso le candidate devono avere due outfit: civile e military. Nel civile, via libera allo stile anni 50, con gonne a ruota e crinolina o tubino o shorts con camicia legata sotto il seno, mentre per il military, chiediamo solo che sia monocromatico e non mimetico, perché nel periodo della seconda guerra mondiale era poco utilizzato.

Partendo proprio dall’ultimo conflitto mondiale, ho creato il nome del Contest, “Miss Pin up WW2” e ne ho depositato il marchio e il brevetto. Da lì a poco, il primo concorso, grazie anche alla collaborazione con Alessandro Conti. La prima organizzazione è avvenuta senza selezione ma poi, negli anni seguenti, abbiamo perfezionato e ci siamo adoperati nel ricercare originalità. Oltre alla selezione, avvenuta nelle varie tappe in locali sia romani che di altre città italiane, abbiamo creato le due categorie: under 35 ed over 35.

Quest’anno alla finale, che avverrà il 30 giugno e 1° Luglio al “Fabulous camping Village”, abbiamo aggiunto tante novità, fra cui una terza categoria: “Curvy’n up” e cioè una categoria riservata a chi ha qualche chilo in più ma ben distribuito e portato con eleganza e femminilità. Fra le novità ci sono i premi previsti per tutte le partecipanti oltre a quelli dedicati alle vincitrici: un viaggio in Costa Smeralda ospiti per una settimana nella residenza Capriccioli, nella quale saranno testimonial di eventi pin up. Un giro in elicottero, con annesso shooting in volo, alcuni collier e tante bollicine Magnum, offerti dai nostri sponsor.

Consegneremo alle vincitrici, invece delle solite coroncine, delle medaglie molto particolari e le fasce saranno studiate appositamente per loro. Ci saranno tante sorprese, un po’ per tutti, ma non voglio svelarvi troppo ma invitarvi a partecipare perché saranno due giorni intensissimi, pieni di gioia, bellezza, sensualità e musica. Vogliamo creare un contest in cui le pin up siano al centro dell’evento e ne siano il fulcro e non semplici accessori da abbinare ad altre realtà della manifestazione, un evento in cui il mondo pin up e vintage non siano satelliti. Vorremo farlo cercando di essere fra i primi in Italia, lavorando in originalità, sempre con lo scopo di divertirsi ma con lealtà e leggerezza.

Si ringraziano i signori Vincenzo Toccaceli ed Alessandro Conti per la loro collaborazione e per le foto ufficiali, di cui sono anche gli autori, nonché le pin up ritratte negli eventi.

Marzia Bortolotti

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