Algeciras Flamenco in tour

Scoperta da noi in primavera grazie a “Sin volver la cara”, sorprendente spettacolo andato in scena all’Auditorium di Roma, la compagnia si appresta a regalarci un’estate caliente.

Roma, AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, Mercoledì 23 Maggio 2018

BRUNO MAROCCHINI Electronic music, SERGIO VARCASIA Chitarra, RICCARDO GARCIA RUBI Chitarra, JOSÉ SALGUERO Cante flamenco, PAOLO MONALDI Percussioni, CLAUDIO MERICO Violino, ENRICO GALLO Tamburello, CATERINA LUCIA COSTA Bailaora ospite, FRANCISCA BERTON Solista, CHIARA CANDIDI Teatro e pizzica, FLAVIA LUCHENTI-GIULIA PETTINARI Corpo di ballo

PAOLO DE PASCALE Testi e narrazione

Costumi di Daniela Catone Scultura Toro-Chitarra di Alessandro D’Ercole Versi di Luigi De Pascalis

Intro: Sin volver la cara è il nuovo spettacolo della Compagnia Algeciras Flamenco, frutto di collaborazioni, che come sempre arricchiscono e stimolano la creazione di una pièce, della performance. Nasce dall’esigenza di trattare temi attuali, continua la volontà di dare vita non solo a concerti o composizioni coreografiche, ma a spettacoli teatrali con spunti narrativi mediati dal flamenco.
“Senza voltarsi”, lasciandosi alle spalle ciò da cui ci si separa, portandone memoria, iniziare un nuovo percorso e dare vita ad una nuova realtà. Questo è ciò che racconta Sin volver la cara.
Attraverso diversi tableaux, vengono descritte le emozioni che immaginiamo pervadano gli Esseri Umani nelle diverse occasioni di separazione: dalla tradizione, dalla madre, dall’amore, dalla propria Terra.

Tutto ha avuto inizio per noi verso la fine di maggio, per la precisione la sera del 23 nella Sala Petrassi dell’Auditorium di Roma, quando la Compagnia Algeciras Flamenco si è esibita in uno spettacolo che ci era stato annunciato come assai particolare, Sin volver la cara. Sin dal primo istante la faccenda ci aveva molto incuriosito. Perché del Flamenco siamo giusto spettatori occasionali, in realtà, ma le contaminazioni artistiche ci appassionano da sempre. E specie da questo punto di vista, il lavoro svolto da tale compagnia non ci ha affatto deluso…
Ancora affascinati da quella riuscita ibridazione cui erano andate incontro la tradizionale danza iberica e altre espressioni artistiche, abbiamo pertanto appreso del variegato e stimolante calendario di eventi che coinvolgeranno la Compagnia Algeciras Flamenco in estate, con un primo appuntamento a Velletri il 21 luglio, ed un altro ancora più suggestivo il 12 agosto di fronte al Castello di Santa Severa.

Occorre però contraddire il titolo del primo happening con cui ci siamo confrontati, ovvero Sin volver la cara (traducibile come “senza voltarsi”)… e guardarsi un attimo indietro. Guardare a maggio. Ci sembra infatti improrogabile il momento di sintetizzare cosa ci ha positivamente impressionato di questa fascinosa tessitura, in cui il Flamenco è il cuore pulsante di un organismo che va ad inglobare altre sonorità, altri movimenti, altre istanze narrative. Come in un esercizio di storytelling animato, lo spettacolo messo in scena all’Auditorium ha cominciato a stuzzicarci sin dall’inizio, proponendoci non i costumi e i passi di danza che ci saremmo aspettati, ma una straniante coreografia con qualche mise futuristica e un evidente monito contro i rischi della modernità, della spersonalizzazione, delle diverse offese portate all’equilibrio della Terra. Intervallato dalla declamazione di intensi segmenti poetici, lo spartito è andato poi a dipanarsi rivelando finalmente tutta la passionalità del Flamenco, declinato sul palco da musicisti e ballerine capaci di far dialogare la Tradizione con quegli elementi ibridi, innovativi, cui abbiamo in parte accennato. Non solo. Ma tra invenzioni scenografiche dalla forza basica non indifferente (la scultura del Toro-Chitarra posta, in alcuni momenti, al centro della scena) e inattese concessioni a tradizioni musicali allogene, su tutte quella del meridione italiano (la Pizzica, ben integrata col resto), Sin volver la cara ha saputo calamitare l’attenzione del pubblico con un magnetismo crescente. Come una specie di concept album teatralizzato, dalla ritmica trascinante e mai scontato o pesante nelle simbologie.

Fatto l’elogio del già visto, cosa ci prospetta ora questa estate caliente? Cominciamo dunque a segnalarvi, appoggiandoci ai relativi comunicati stampa, l’appuntamento più imminente, ovvero la FIESTA FLAMENCA prevista per sabato 21 Luglio 2018 ore 21:00 alla CASA DELLE CULTURE E DELLA MUSICA di Piazza Trento e Trieste, Velletri. Per l’occasione Francisca Berton & Caterina Lucia Costa intendono proporre uno spettacolo di Flamenco in cui dieci giovani bailaoras di flamenco offriranno al pubblico uno spettacolo vivace e festoso, con le coreografie di Francisca Berton, coreografa e solista della Compagnia. Lo spettacolo verrà accompagnato da musica dal vivo, con la chitarra di Sergio Varcasia, il cajón di Paolo Monaldi e con Claudio Merico al violino. Caterina Lucia Costa, menzionata poc’anzi, è la bailaora ospite che danzerà uno dei “palos” (stili) più emblematici e ritmicamente complessi del flamenco: la seguiriya. “Palos” austeri come il martinete si alterneranno a “bailes” allegri come la Guajira e la Cantiña, per poi terminare por Sevillanas, ballo tradizionale protagonista della “Feria de Sevilla” e delle feste in genere.

Ci sarà tempo invece per tornare sull’appuntamento del 12 agosto al castello di Santa Severa, ossia Algeciras Flamenco e Medioriente. Al momento vi possiamo anticipare questo: Algeciras porta in scena qui un esempio di sinergia musicale tra la tradizione andalusa ed il folclore arabo magrebino, un viaggio musicale nella parte più occidentale del Mediterraneo.
Il Mediterraneo che separa ed allo stesso tempo unisce la regione spagnola dell’ Andalusia al Marocco, due territori e due culture che nella storia si sono incontrate influenzandosi a vicenda. In Andalusia nel 711, con l’occupazione araba della Spagna meridionale, ebbe inizio una “nuova era” che riguardava tutti i campi della scienza, della cultura, dell’arte e della musica. In “Algeciras” si ripercorrono quelle vie, rivivendo i momenti in cui, anche grazie alla musica e la danza, il sud della Spagna, al-Ándalus, divenne esempio unico di tolleranza, scambio e convivenza tra musulmani, ebrei, cristiani e gitani, nella coesistenza di culture, religioni e lingue. Il progetto Algeciras prende spunto ed energia dalla fusione di elementi comuni del flamenco, della musica araba magrebina e sefardita attraverso la ricerca e la riqualificazione del patrimonio musicale del periodo di al-Ándalus, proponendo una rilettura in chiave contemporanea. Suoni, musiche e danze uniti nella rappresentazione dell’incontro di identità e tradizioni differenti, nel tentativo di manifestare la possibile coesistenza di due linguaggi d’arte; ma anche, e soprattutto, la possibile ed in taluni casi necessaria convivenza e dialogo tra le culture diverse. Quindi, una performance di musica, danza e di affermazione di un bisogno di tolleranza e libertà, intesa nella sua più larga accezione. Una pièce di sei musicisti e otto danzatrici, per rappresentare il fascino della molteplicità culturale depositata nel bacino del Mediterraneo.

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