DOC ANNO ZERO – Sessione Autunnale

Nuovo appuntamento a Roma con il "cinema del reale"

Qualche mese fa, in primavera, avevamo preso confidenza con una nuova iniziativa tesa a valorizzare il cosiddetto “cinema del reale”, i documentari, nonché tutti quei prodotti cinematografici tesi a raccontare il nostro presente partendo da solide basi etiche e da una visione concreta, partecipe delle dinamiche sociali. Abbiamo assistito di persona, in una location confermatasi assai suggestiva, a validissimi lavori, commentati ove possibile in sala dagli autori e/o da altri esperti del settore. Naturale da parte nostra, quindi, voler dare ora risalto al secondo appuntamento, sulla carta altrettanto stimolante, con DOC ANNO ZERO.
Le proiezioni si svolgeranno nella sede dell’INSTITUT FRANÇAIS – CENTRE SAINT-LOUIS (largo Toniolo 20, Roma) nella giornata del 15 ottobre 2018 e presso la sede del WeGIL (largo Ascianghi 5, Roma) nella giornata del 16 ottobre 2018.

Partiamo pertanto dalle parole del comunicato ufficiale: In questa sessione autunnale di DOC ANNO ZERO la scelta è caduta su quattro Registi Italiani. Due Registi consolidati per esperienza e affermazione quali Gianfranco Pannone e Marco Spagnoli, e due giovani registi Christian Carmosimo e Francesco Mattuzzi. Dei primi due si propongono affreschi della nostra società attraverso la storia del secolo passato mentre dei due giovani registi si sono scelte le tematiche legate a popoli che sembrano lontani ma sono vicini a noi. Accanto ai lungometraggi la rassegna vuole essere attenta alle tematiche attuali che dilaniano l’Italia del terzo millennio naturale approdo dei migranti che scappano dalle guerre e dalla fame. Per questo DOC ANNO ZERO sente la necessità impellente di proporre le ultime opere di giovani registi italiani di seconda generazione che si sono cimentati nella realizzazione di cortometraggi e si sono distinti nella recente manifestazione del Roma Africa Film Festival. Ciò anche al fine di abbinare all’esperienza consolidata dei primi le passioni giovanili di questi, meno noti ma non meno interessanti ed attuali. Ne è risultata una rassegna composita sia per stili che per temi affrontati che ci auguriamo avvicinerà il pubblico all’emergente “cinema del reale” per rinvigorire la cultura cinefila e “catturare” altri, giovani e no, alla passione per la settima arte parlando anche di ciò che accade intorno a noi.

Ma in chiusura non possiamo fare a meno di spendere qualche parola sulla sessione primaverile di tale manifestazione cinematografica, quella cui avevamo personalmente assistito ad aprile. Ricordando siffatta occasione, torniamo pure a puntellare il discorso con alcune note ufficiali. Sei i corti in concorso, da cui il seguente verdetto: la giuria composta da Federico Fiore, Raffaella Graveran, Gianluca Longobardi (Istituto Professionale Rossellini), e Claudio Agostini, Virginia Pes ( Liceo classico Socrate) assegna il premio ad IRREGULARS di Fabio Palmieri con la seguente motivazione:

“IRREGULARS è un viaggio audio-visivo che comunica sofferenza, solitudine e alienazione attraverso sequenze di inquadrature che riflettono il vissuto psicologico del protagonista narrante con analogie di impatto. La travagliata ricerca verso la salvezza è raccontata mediante una serie di immagini relative ad un processo industriale. Riprese precise accompagnate da un montaggio e una fotografia semplici ed efficaci esaltano la creatività con dettagli. Inoltre il sonoro risulta coinvolgente e permette la continua attenzione dello spettatore. Dunque il regista Fabio Palmieri ha creato un cortometraggio in maniera originale su un tema comune.”

Detto questo, ci fa piacere segnalare un corto che intimamente ci aveva suggestionato parecchio, Rite of Passage di Alessia Zampieri, poiché ambientato in un angolo della regione artica paesaggisticamente e antropologicamente inconfondibile, il remoto arcipelago delle Svalbard, che avevamo avuto modo di visitare con profonda emozione in passato. Nondimeno, tra i documentari selezionati in primavera, una punta di commozione in più ce l’aveva offerta la visione di Senza Lucio, omaggio bellissimo e infarcito di spunti poco noti al grande pubblico, che Mario Sesti ha voluto tributare alla memoria del popolare cantante.

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