WORLD INVASION, GLI ALIENI CATTIVI

Azione sì, fantasia ed effetti speciali pochi

 

di Alessandro Tozzi

 

WORLD INVASION (titolo originale BATTLE: LOS ANGELES)

Regia Jonathan Liebesman

Con Aaron Eckhart, Ramon Rodriguez, Michelle Rodriguez, Ne-Yo, Michael Pena, Lucas Till, Taylor Handley, Bridget Moynahan

Azione, Usa, durata 120 minuti – Sony Pictures – uscita venerdi 22 aprile 2011

 Fiacca la storia e fiacca la fantasia in questo film che alla fine si rivela molto più somigliante ad un film di guerra come potrebbe essere uno di contrapposizione a nordisti e sudisti che ad un tentativo di fantascienza.

Il sergente dei Marines Nants (Aaron Eckhert) medita di andare in pensione dopo una gran quantità di azioni e addestramenti gloriosi e meno gloriosi, tanto è vero che gli pesano come un macigno alcune perdite umane di cui si sente un po’ colpevole. E’ tutto pronto, ha il congedo in mano quando gli eventi precipitano e gli impongono di rimandare le lunghe vacanze.

Si parla di un’imprevista pioggia di meteoriti che sta colpendo la costa di Los Angeles, ma ben presto si capisce che non sono meteoriti ma alieni in cerca dell’acqua terrestre, anche perché lo stesso avviene in seguito vicino alle coste di varie città del globo.

Sono inquietanti perché sono alieni che non comunicano e non intendono fare amicizia. Intendono conquistare con la forza, intendono colonizzare la Terra. Dunque non sono in guerra nazioni tra loro, è in guerra il mondo contro un nemico sconosciuto.

Da questo momento inizia tutta la manfrina sullo spirito patriottico, la memoria dei caduti, la salvezza dell’umanità e in particolare di certi civili intrappolati, le regole della disciplina militare per cui Nants deve obbedire in questa missione al giovane tenente Martinez (Ramon Rodriguez), appena promosso.

In sostanza un’ora e mezza di sparatorie, ma i poco fantasiosi alieni sono in pratica degli ammassi metallici che rivestono un corpo di imprecisati liquami, e solo in una scena è concesso di vederne uno da vicino.

Per il resto la macchina da presa inquadra macerie e città in rovina.

Ognuno di loro è diretto da un’unità centrale, l’astronave delle astronavi, anche quella nient’altro che un cumulo di ferraglia,  senza equipaggio ma telecomandata chissà da dove, perciò è quella che va colpita per respingere definitivamente l’invasione.

Tanta azione, tanta velocità, tanta adrenalina nell’eroica squadra, ma chi sperava di viaggiare un po’ con la fantasia e vedere gli alieni per davvero è rimasto deluso.

 

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