GLI “AMANTI FOCOSI” DEL TEATRO ITALIA
PAOLA QUATTRINI E PIETRO LONGHI
di Alessandro Tozzi
NEIL
SIMON – L’ULTIMO DEGLI AMANTI FOCOSI
Regia Silvio Giordani
Con Paola Quattrini, Pietro Longhi
Roma, Teatro Italia, dal 4 al 16 ottobre 2011
Neil Simon, noto ai più soprattutto per La strana coppia, scriveva questa piece in tempi e luoghi non sospetti, in America più di mezzo secolo fa, ma dal debutto italiano del 1969 viene periodicamente fatta rivivere.
Stavolta
è toccato a Pietro Longhi il ruolo del borghesotto annoiato, Bernardo, e a Paola
Quattrini quello di tre donne, Emma, Roberta e Giannina, tanto diverse quanto
uguali sono i fallimenti degli abbordaggi di Bernardo.
Sono molti gli archetipi meravigliosamente incarnati da Pietro Longhi nei panni di Bernardo: consolidato ristoratore e irreprensibile padre di famiglia, a cinquant’anni si accorge che si sta perdendo qualcosa, la trasgressione, quei cinque minuti di follia, quel “faccio come mi pare” che non ha mai fatto in vita sua, così impelagato nella quotidianità.
La location prescelta per l’incontro proibito è la casa della mamma, altro fattore ad alta percentuale di trasgressione, con la complicazione non solo di non farsi cogliere sul fatto, ma anche quella di non lasciare tracce.
La
prima donna selezionata è Emma, donna a dir poco aggressiva squallidamente
“convocata” attraverso un indirizzo riportato sulla ricevuta del ristorante.
Paola Quattrini la interpreta alla grande, vestita di lucido nero e occhialoni
ma soprattutto di un’incredibile spregiudicatezza, di una certa fretta di
“concludere” che come spesso accade spaventa l’uomo medio.
Poi si passa a Roberta, ballerina fallita probabilmente a causa della sua scarsa personalità, tutta trucco, borsetta e stivaletti, ma davvero insignificante per Bernardo, che sogna la trasgressione ma ancora con un certo retrogusto romantico.
L’ultima mossa è la più audace, Giannina, la classica moglie del migliore amico, amica essa stessa della moglie di Bernardo; la donna accetta l’inimmaginabile appuntamento, ma si rivela superdepressa e inattaccabile proprio quando Bernardo sta per vincere tutte le timidezze.
Insomma
è una commedia con al centro l’uomo e le sue inefficienze, quelle congenite
nella sua natura e quelle, perché no, indotte da quelle femminili. Quelle
inefficienze quasi deficienze, che in qualche momento della rappresentazione
inducono Bernardo perfino a chiedere conforto alla platea, scalfendo per un
attimo la famosa parete divisoria immaginaria del teatro. In questi tentati
incontri Bernardo è un maestro nel distruggere tutto ciò che pian piano si crea.
La donna sembra esistere per mettere a nudo la pochezza dell’uomo, ma l’obiettivo appare centrato con l’utilizzo di altrettanta pochezza. Come Bernardo, neanche Emma, Roberta e Giannina possono illudersi di concorrere per il Nobel, sono poca cosa anche loro.
Però sono bravissimi i due protagonisti, espressivo nella sua goffaggine Pietro Longhi, abile trasformista Paola Quattrini. Promossi a pieni voti.