DI CARLO, IL ROMANO DE ROMA
ORGOGLIO E ROMANITA’ AL PARIOLI
di Alessandro Tozzi
ALESSANDRO
DI CARLO – AMMAZZA CHE ROBBA!!
Con Alessandro Di Carlo
Produzione
Roma, Teatro Parioli, dal 5 al 14 aprile 2011
Ordine del giorno dello spettacolo di Alessandro Di Carlo è la quotidianità di Roma, perché, come egli stesso afferma, lui non si inventa niente, lo spettacolo vien da sé, dall’osservazione della realtà e dei fatti.
Infatti il comico trae lo spunto per le sue micidiali gag da una serie di eventi fondamentali, non solo di Roma ma dell’umanità intera, dell’ultimo decennio, da quel capodanno 2000 che sembrava chissà che ai nostri giorni, passando per l’elezione di Obama, la morte di Giovanni Paolo II e tanti altri fatti. Tutto ciò avviene con l’ausilio del display luminoso, che incentiva le risate anche per la scelta delle immagini, molte delle quali piuttosto curiose.
Il
concetto fondamentale espresso, partendo da un’immagine qualsiasi dello schermo,
è che “Roma romanizza”: stranieri di tutte le nazioni arrivano a Roma e dopo
qualche mese parlano romanesco, vestono la maglia della Roma e si esprimono come
Roma “richiede”, con tanto di espressioni a dir poco colorite, marchio di
fabbrica anche queste dell’artista, che infatti si è costituito un pubblico
ampio ma disposto ad accettare un buon numero di paroline poco dolci,
allontanando probabilmente i più schizzinosi. Ma succede anche l’opposto: il
romano romanizza tutti anche fuori, dice Di Carlo. Mettetene uno ai vertici di
una grande impresa del Nord e questa chiuderà di lì a poco.
Alessandro Di Carlo è bravissimo anche nella gestualità, molto ampia come vuole la buona regola del teatro, ma particolarmente calzante alla sua figura, una specie di Popeye un po’ più alto, abbastanza snodato e con la coccia pelata, gli manca solo la pipa in bocca.
Non
mancano gli sberleffi a qualche disgraziato in platea, retaggio degli inizi di
cabaret puro, su colore dei capelli, zucche pelate con cui “solidarizzare”,
spernacchiate varie.
Insieme a Di Carlo va in scena tutto il Quadraro, zona d’origine, con tutta la sua fierezza di romanità, ma tutta Roma può considerarsi ben rappresentata.