A TU PER TU CON GUIDO DEL CORNO’
UN AMANTE DELL’ARTE IN TUTTE LE SUE FORME
di Alessandro Tozzi
Guido
Del Cornò è un po’ di tutto: architetto di professione e tantissime cose
extra-professione. Scrittore, pittore, autore ed attore teatrale.
Tutto quel che fa lo fa con la passione nel cuore, lo fa col proposito di dare qualcosa a sé stesso e agli altri, visto che sul suo sito www.crocedilizia.com appaiono in bella evidenza e liberamente fruibili le relazioni tecniche che gli valgono un ricco curriculum di restauri di palazzi storici, impianti sportivi e fabbricati d’ogni specie, oltre a tutte le sue “stravaganze” scritte, dipinte, recitate, insomma partorite dalla sua mente sempre in movimento.
Architetto, pittore, scrittore, autore teatrale, attore. Visitando il tuo sito www.crocedilizia.com si trova un po’ di tutto, ma quale ruolo ti senti più congeniale?
Innanzitutto l’architettura è la progettazione degli spazi, ed è il mio lavoro.
La pittura l’ho pensata allo stesso modo, come progettazione di immagini, non
più a 3 dimensioni ma a 2+1 oppure 2+2 e non oltre.
La
scrittura mi serve per esprimere la mia opinione e le mie idee su qualsiasi
argomento. Infine in quest’ultima fase c’è stata la commedia Intervista al
Padreterno, che è stata la progettazione di 3 personaggi; quello principale
è il progettante per antonomasia che diventa nell’occasione il progettato, cioè
il Padreterno stesso, e attorno a lui ne ruotano altri due, incarnazioni di due
etnie italiane, quella romana e quella toscana, che esprimono il proprio
disappunto proprio per una mancata o sbagliata progettazione.
Come è nata la passione per la pittura?
A 60 anni, come progettazione e organizzazione di colori, linee, forme, ma non come pittura vera e propria, perché realizzata con materiali di recupero.
Appunto, la tua non è pittura convenzionale perché utilizzi tecniche e materiali particolari…
Si,
materiali riciclati dall’edilizia, mia naturale fonte di produzione: lavagne di
cornicioni, pietre, travertini, soglie di marmo demolite, sassi recuperati
perfino in mare. Tutte cose che possono poi essere oggetto di un assemblaggio
completamente diverso dall’originario.
Sbaglio o in molti soggetti si intravede qualche riferimento “hard”?
Noooooo, ma che dici? E’ l’occhio perverso di chi li vede che trova questi riferimenti (il ghigno beffardo dell’artista non è trascrivibile, ndr).
Sei l’autore anche dei versi associati ad ogni opera?
Si, mi piace andare in cerca di parole non-sense per dare un senso all’opera. E’ più che altro il suono delle parole che mi piace, come un modo tutto mio di fare musica.
A un certo punto ti sei convertito dalle deformazioni alle lavagnette, poi agli
schizzi etc. Cos’è tutta questa classificazione?
Sono fasi progressive nel tempo, di tanto in tanto mi prende un raptus che fa il suo corso fino ad esaurirsi quando oltre non può più andare.
Hai riciclato molte delle tue cognizioni da architetto per queste opere?
Assolutamente. La principale tecnica riciclata è quella del coccio pesto, mutuata dal restauro delle facciate dei palazzi. Così facendo ho reso non deteriorabili opere realizzate su legno, materiale normalmente deteriorabile. Così sono diventati quadri da esterno e non solo da interno.
Hai già in mente altre variazioni stilistiche o tecniche?
Sto studiando alcune cose con i materiali meno nobili dell’edilizia. Ho recuperato delle tavelline semidistrutte e sto montando i pezzi con l’idea di realizzare una sorta di bandiera a 3 dimensioni.
Hai fatto molte esposizioni?
Tre o quattro, una nella mia casa di Fara Sabina che fa da esposizione permanente. Alcune opere accompagnano il percorso, altre sono disposte in recinzione, le lavagnette, e fanno da parapetto nella parte più alta.
Intendi
esporre ancora in futuro?
Mai dire mai, se capita l’occasione buona si, ma in generale cercherò di farle conoscere soprattutto mediante il sito.
Ultimamente hai anche scritto e interpretato la commedia teatrale di cui mi dicevi, l’Intervista al Padreterno; come è nata l’idea?
Ce l’ho da parecchio col Padreterno. Avrei sempre voluto intervistarlo io, improvvisamente gli ho dato voce io e mi sono fatto intervistare da due umani.
Sarà riproposta o comunque pensi di continuare ad esplorare anche questo mondo?
Forse si, ma non ne sono sicuro in veste di attore, magari più come scrittore, organizzatore, autore, purchè non sia faticoso come nell’occasione è stato, nonostante il divertimento e gli ottimi riscontri (gli spettacoli sono stati infatti visionati da SUL PALCO e confermiamo in pieno). Il testo è depositato alla S.I.A.E. per chiunque volesse rappresentarlo, ed è anche integralmente riportato sul sito.
Cos’è Il Bibbio?
Il marito della Bibbia. E’ la storia della mia vita come la Bibbia è la storia dell’umanità. Con un po’ di falsa modestia ho paragonato la Genesi alla storia della mia vita.
Che progetti coltivi per l’immediato futuro?
Per il futuro immediatissimo le vacanze, poi riprendere tutte queste attività, svilupparle, farle crescere, farle evolvere.