CON GLI OCCHI DELL’ASSASSINO
di Claudia Pandolfi
Un
film di Guillem Morales. Con Belen Rueda, Lluis Homar, Pablo Derqui, Francesco
Orella, Joan Dalmau. Julia Gutiérrez
Titolo originale Los ojos de Julia. Genere: Horror, durata 112 min. – Spagna 2010.
Affermata professionista, Julia percepisce improvvisamente che qualcosa di grave è accaduto alla sorella gemella Sara e, anche se non la vede da mesi, si precipita con il marito Isaac nella casa dove la sorella vive da sola: la trova impiccata. La polizia ritiene che si tratti di suicidio: Sara soffriva di una perdita progressiva della vista e l’ispettore incaricato delle indagini pensa che potesse essere depressa per quello. Julia nega: Sara sperava di guarire e aspettava solo un donatore per un’operazione risolutiva. Ma anche Sara soffre di perdita progressiva della vista, pur se a uno stadio meno avanzato della sorella. Nonostante tutto, Julia vuole scoprire quale mistero nasconda la morte della sorella e comincia a indagare tra le persone che la conoscevano. Tra queste, l’anziana Soledad, anche lei cieca, che la indirizza al misterioso Centro Baumann, un luogo di cura per ciechi. Ma qualcuno sta seguendo Julia e forse è la stessa persona che ha provocato la morte di Sara, il suo misterioso fidanzato, l’uomo che nessuno ricorda.
Il
regista e produttore Guillermo Del Toro ha sempre un occhio attento per il
cinema fantastico/thriller; dimostra ancora una volta di vedere lontano
lanciando Guillem Morales e il suo film Con gli occhi dell’assassino a
quattro anni di distanza da The Orphanage di Juan Antonio Bayona.
Atmosfere hitchcockiane, toni e colori nero-pece, con più di una puntata verso
l’horror e ambientazioni claustrofobiche a rendere davvero godibile, almeno fino
agli ultimi venti minuti, un film penalizzato da evidenti buchi nella
sceneggiatura, da personaggi con cui è davvero complicato avere un minimo di
empatia e da un finale ridondante, lunghissimo e telefonato. Accattivante l’idea
di fondo, coinvolgente e densa di mistero l’atmosfera, ma quel “quid” che tiene
attaccato lo spettatore alla poltrona per gran parte della pellicola si scioglie
lentamente come neve al sole proprio nel momento topico.
Avvicente
l’inizio in medias res, inquietanti l’atmosfera dark e i personaggi di
contorno (i vecchi Soledad e Crespulo), con alcune scene decisamente d’effetto
(su tutte Julia che ascolta i discorsi delle amiche cieche di Sara e viene
percepita tramite l’odore e l’inseguimento al buio). Ben calibrata la figura
dell’assassino “invisibile”, inconsistente come un’ombra ed inconsistente come
uno spettro, ossessionato dagli occhi ormai incapaci di vedere. Ma se Morales è
bravissimo ad alimentare la tensione per tutto lo sviluppo della trama, i buchi
della sceneggiatura e qualche appesantimento davvero inutile (le sequenze più
sentimentali, davvero superflue) emergono potenti nel momento topico della
soluzione del mistero, sottraendo parecchio potenziale a un lavoro che poteva
essere sicuramente migliore.