CON GLI OCCHI DELL’ASSASSINO

di Claudia Pandolfi

Un film di Guillem Morales. Con Belen Rueda, Lluis Homar, Pablo Derqui, Francesco Orella, Joan Dalmau. Julia Gutiérrez, Boris Ruiz, Carlos Fabregas, Oscar Foroonda, Vìctor Benjumea, Laura Barba, Dani Codina, Héctor Claramunt, Daniel Grao, Clara Segura

Titolo originale Los ojos de Julia. Genere: Horror, durata 112 min. – Spagna 2010.

Affermata professionista, Julia percepisce improvvisamente che qualcosa di grave è accaduto alla sorella gemella Sara e, anche se non la vede da mesi, si precipita con il marito Isaac nella casa dove la sorella vive da sola: la trova impiccata. La polizia ritiene che si tratti di suicidio: Sara soffriva di una perdita progressiva della vista e l’ispettore incaricato delle indagini pensa che potesse essere depressa per quello. Julia nega: Sara sperava di guarire e aspettava solo un donatore per un’operazione risolutiva. Ma anche Sara soffre di perdita progressiva della vista, pur se a uno stadio meno avanzato della sorella. Nonostante tutto, Julia vuole scoprire quale mistero nasconda la morte della sorella e comincia a indagare tra le persone che la conoscevano. Tra queste, l’anziana Soledad, anche lei cieca, che la indirizza al misterioso Centro Baumann, un luogo di cura per ciechi. Ma qualcuno sta seguendo Julia e forse è la stessa persona che ha provocato la morte di Sara, il suo misterioso fidanzato, l’uomo che nessuno ricorda.

 

Il regista e produttore Guillermo Del Toro ha sempre un occhio attento per il cinema fantastico/thriller; dimostra ancora una volta di vedere lontano lanciando Guillem Morales e il suo film Con gli occhi dell’assassino a quattro anni di distanza da The Orphanage di Juan Antonio Bayona. Atmosfere hitchcockiane, toni e colori nero-pece, con più di una puntata verso l’horror e ambientazioni claustrofobiche a rendere davvero godibile, almeno fino agli ultimi venti minuti, un film penalizzato da evidenti buchi nella sceneggiatura, da personaggi con cui è davvero complicato avere un minimo di empatia e da un finale ridondante, lunghissimo e telefonato. Accattivante l’idea di fondo, coinvolgente e densa di mistero l’atmosfera, ma quel “quid” che tiene attaccato lo spettatore alla poltrona per gran parte della pellicola si scioglie lentamente come neve al sole proprio nel momento topico.

Avvicente l’inizio in medias res, inquietanti l’atmosfera dark e i personaggi di contorno (i vecchi Soledad e Crespulo), con alcune scene decisamente d’effetto (su tutte Julia che ascolta i discorsi delle amiche cieche di Sara e viene percepita tramite l’odore e l’inseguimento al buio). Ben calibrata la figura dell’assassino “invisibile”, inconsistente come un’ombra ed inconsistente come uno spettro, ossessionato dagli occhi ormai incapaci di vedere. Ma se Morales è bravissimo ad alimentare la tensione per tutto lo sviluppo della trama, i buchi della sceneggiatura e qualche appesantimento davvero inutile (le sequenze più sentimentali, davvero superflue) emergono potenti nel momento topico della soluzione del mistero, sottraendo parecchio potenziale a un lavoro che poteva essere sicuramente migliore.

  

 

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