AVRIL LAVIGNE
PALALOTTOMATICA
di Alessandro Tozzi
AVRIL
LAVIGNE
Jim McGorman – chitarra; Steve Fekete – chitarra; Al Berry – basso; Rodney Howard – batteria; Steve Ferlazzo – tastiere
Roma, Palalottomatica, 10 settembre 2011
Approda di nuovo in Italia dopo tre anni il baraccone di Avril Lavigne e ripaga
le attese dei suoi estimatori, pubblico giovanissimo in alta percentuale,
tutt’al più accompagnato dai genitori.
Avril Lavigne è senz’altro un personaggio ben costruito, ma direi un personaggio equilibrato. Forse identifica al meglio la sua nazionalità canadese ponendosi se vogliamo a metà tra Lady Gaga e Katy Perry: sia nell’immagine, infatti, sia nell’aspetto tipicamente musicale, lei non presente né gli estremi aggressivi della prima né certe mielosità della seconda, tutta petali di rose. Evidentemente il pubblico canadese è diverso da quello statunitense.
Comunque
la performance del Palalottomatica si rivela buona, il genere è quello
conosciuto, un rock abbastanza leggero, condito di chitarre senza esagerare e
soprattutto dalla voce ammaliante della giovane cantante.
Con grande partecipazione della platea si succedono i suoi vari successi
commerciali, accumulati in 4 album dal 2002; fin troppo scontato pensare a
What the hell con quel suo refrain “yeah yeah yeah” nato per acchiappare; ma
anche Smile, una buona cover di Fix you dei Coldplay e perfino un
medley solistico intrecciato di tutta la band sono i migliori momenti della
serata.
Avril Lavigne è giovanissima ma il mestiere ci sta già tutto per come gestisce sé stessa, la band e il pubblico, ottima cantante e fomentatrice.
Qui la vediamo nelle foto di Raffaella Toffi.
In
qualche occasione imbraccia lei stessa la chitarra e piace molto anche una parte
centrale dello show in cui si siede sopra il piano suonato da Jim
McGorman,
entrato in formazione nientemeno che dopo il tour con Paul Stanley dei Kiss e
dopo una miriade di produzioni e collaborazioni con nomi altisonanti della scena
americana; è così che esegue il suo repertorio più “soft”. Anche questo è
mestiere.
Se i risultati commerciali di Avril Lavigne dureranno avremo un’altra icona internazionale per la prossima cinquantina d’anni.