MASSIMO BAGNATO, RE DEL NONSENSO

SERATA FAVOLOSA ALL’OMBRA DEL COLOSSEO

 

di Alessandro Tozzi

 

Roma, All’Ombra del Colosseo, 20 agosto 2011

 

Dei grandi comici dell’area romana All’Ombra del Colosseo non ne perde uno. La storica manifestazione dell’Estate Romana, che ha luogo nell’inebriante cornice del Parco del Celio in un’arena di circa duemila posti vicino allo storico monumento, ha accalappiato per una grandissima serata anche Massimo Bagnato.

Chi lo ha visto solo in qualche fugace apparizione televisiva come Zelig Off o Quelli che il calcio, giusto per dire delle più recenti, non può avere un’idea di cosa significhi vedere un suo spettacolo per intero.

Due ore di paradossi, di controsensi assoluti, di assurdità in ordine sparso, ma tutte espresse con un ritmo inumano: ecco, dovendo dire la grande forza del comico non ci sono dubbi, il ritmo.

Lui incombe. Incalza. Nessuno può distrarsi un attimo. Questo spettacolo, dal titolo Quanti pensano, circola per l’Italia da più di un anno ed è a dir poco esilarante.

Una raffica ininterrotta di domande a percussione, sugli argomenti più vari, utilizzando i più improbabili oggetti sulla scena: caschi, telefoni, palloni, strumenti musicali veri e falsi, un continuo. E non si distrae nessuno perché il pubblico viene continuamente tirato scemo con la domanda-tormentone Quanti pensano…? e con il gesto, ormai incondizionato, di alzare il braccio.

Non si salva nessuno, neanche i familiari del comico, presenti in prima fila; anche loro bersagliati dai non-sensi che rendono unico Massimo Bagnato, anche il sottoscritto nell’atto di fotografarlo, nessuna pietà.

Spazio anche per le partecipazioni di Valentina Paoletti, vecchia conoscenza dell’orbita Lillo & Greg, intenta in certi impossibili provini con la voce fuori campo proprio di Greg, e di Gianfranco Phino, particolarmente espressivo nella declamazione de ‘A livella del grande Totò, imitando le voci di Totò stesso, di Vittorio Gassman e di Massimo Troisi, nell’interpretazione dei protagonisti della storia.

In mezzo a tutte queste facezie random anche un pezzo forte degli esordi di Massimo Bagnato, quell’interpretazione di Renato Zero con tanto di abito giallo e autografi ai fan, ma soprattutto il balletto caratteristico dai sapori sardi Lu finnu curunnu, carico di tensione fino al liberatorio Sa zenna finale. Numeri demenziali ma spassosi in tutta la loro apparente pochezza, è l’abilità dell’artista che li rende grandissimi.

Massimo Bagnato è una sorta di comico al contrario, con lui tutti i postulati della recitazione vengono ribaltati. E’ un predestinato, il pioniere di un nuovo genere, forse è il volto giusto, la voce giusta, comunque ha qualcosa che lo distingue, che lo rende un capostipite.

Ma attenzione, si può copiare una battuta ma non la sua faccia tosta!

 

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