BATTISTA IL CONVINTISSIMO
di Alessandro Tozzi

SEMPRE PIU’ CONVINTO… ANZIII CONVINTISSIMO di Maurizio Battista & Riccardo Graziosi
Con Maurizio Battista, Riccardo Graziosi, Mauro Bellisario, Massimo Guelfi, Tiberio Ripa, Carlo D’Alatri, Claudio Del Broccolo
Produzione AB Management
Roma, Teatro Olimpico dall’8 al 27 febbraio 2011
Il ciclone Battista colpisce sempre più duro perché è sempre più convinto.
In effetti il titolo rivela proprio il contenuto dello spettacolo: concetti, follie, quelle cose mai ben capite di Roma e dell’Italia, delle donne, quelle cose in alcuni casi già dette ma qui rafforzate da una sorta di “Visto che era come dicevo io?” e dunque ribadite col trionfalismo di chi la sa lunga.
Ma va detto subito che non siamo di fronte ad un “best of” perché sono molti anche gli elementi del tutto nuovi: intanto la scena lasciata in alcuni momenti a due ottime spalle, il coautore Riccardo Graziosi e Mauro Bellisario.
Riccardo Graziosi interpreta un posteggiatore visibilmente ubriaco che interrompe un paio di volte lo spettacolo per far spostare una macchina, ma la seconda volta all’improvviso si trasforma interpretando drammaticamente prima Enrico IV e poi Amleto! Roba che non avresti mai pensato di vedere sulla scena di Battista.
Mauro Bellisario interpreta uno svociato cantante che sembra aver perduto la voce per amore, ma poi viene a galla che il vero motivo è un altro… il riferimento è Fred Bongusto, vista la pettinatura e le movenze del tipo, e anche la canzone da cantare per “riconquistare la sua Carmela” è Una rotonda sul mare, con degna assistenza dei quattro della band.
A parte queste varianti, il metodo Battista è quello collaudato, funzionante e vincente: non un vero e proprio testo, almeno in apparenza, ma argomenti random, con sempre Roma sullo sfondo e sempre spernacchiando qualcuno delle prime file.
Così si parla degli abbondanti scapaccioni dell’infanzia, dei giochi fatti, del traffico di Roma, della sopportazione delle donne, degli sprechi dei governanti, un po’ di tutto, gli argomenti vengono abbandonati, ripresi, di nuovo abbandonati, sembra anarchia totale ma il filo conduttore sembra essere “Non prendeteci in giro”.
Altri cavalli di battaglia riproposti ma con delle novità in dettaglio sono gli articoli di giornali con le notizie più curiose e gli oggetti acquistati nei mercatini: esilaranti il porta-banana, l’auricolare da 5 metri o il braccialetto che dà la scossa per non far russare.
Ma il colpo di scena finale supera l’immaginazione. Il protagonista apre il suo book fotografico personale e si rivela com’era tanto tempo fa, coi capelli, con la barba, quando faceva serate nei locali prima dell’attuale successo, perfino le foto da bambino, fino alla grande tenerezza finale: la lettera dedicata alla mamma, una bellissima donna scomparsa prematuramente con lui giovanissimo. Anche i grandi comici possono avere un grande cuore.